Il nome che ha dato alla cima, Peak of Freedom, evoca ideali di inidipendenza, spazi liberi. Che a conquistare e battezzare questa vetta inviolata di 6334 metri, nel Karakorum (Pakistan) sia stato una alpinista di pianura aggiunge una particolare luce all'impresa alpinistica. A compierla è stato Daniele Nardi, 34 anni, nato a Sezze Romano (Latina). Che oltretutto ha scelto come compagno di cordata Lorenzo Angelozzi, una giovane promessa dell'alpinismo del centro Italia, cui Daniele ha voluto offrire l'opportunità di cimentarsi anche su terreni impervi come quello della imponente catena asiatica, nonostante la sua età di soli 19 anni. D'altronde il primo grande traguardo di Nardi arriva ben presto: a soli 18 anni è salito in solitaria il Monte Bianco sul Grandes Jorasses, "senza corsi di alpinismo, ma con tanta passione ed entusiasmo".
Le avverse condizioni meteo che si sono abbattute sul Pakistan hanno costretto Daniele Nardi ad un cambio repentino di programma dell'impresa, che è stata organizzata con il supporto di Salewa, l'azienda di riferimento nell'abbigliamento e attrezzatura da montagna. Infatti l'alpinista di Sezze Romano era partito dall'Italia lo scorso 22 luglio per conquistare due montagne inviolate nel Karakorum estremamente difficili, ma le terribili piogge che si sono abbattute sull'area, hanno imposto un cambio di rotta. Valutando le mappe della zona e con la consulenza delle guide locali, l'obiettivo è stato identificato con una montagna sconosciuta, più protetta dalle perturbazioni ed estremamente affascinante per la particolare conformazione finale con tre cime che le cartine danno tra i 6.337 e i 6.350 metri di altezza.

Dopo le ultime indicazioni sulle previsioni meteo che davano tempo incerto, i due alpinisti sono partitit nel cuore della notte dal campo base a quota 4.250 metri verso la base della parete.
" Si è deciso di affrontare l'ascesa in puro Stile Alpino, dunque niente sacco a pelo, solo sacco da bivacco - ha scritto Daniele nel suo diario - un'unica tirata, arrampicando di notte perché di giorno la neve è troppo soffice. Bivacchiamo sul ghiacciaio qualche ora in attesa della notte. Qualche friend, 4 viti da ghiaccio qualche moschettone, una corda sottile e 60 metri di dynema per le doppie. Un jet boil, una bomboletta di gas, 10 barrette e due pasti caldi. Una videocamera".

La salita è estremamente tecnica e pericolosa e consiste nell'apertura di una nuova via dove la fessura più impegnativa si trovava tra i 5.900 e i 6.000 metri (grado 5c/6a M4/M4+WI4), ma alle 8 del mattino, dopo solo 21 ore dalla partenza dal campo base - comprese le cinque ore di sosta al bivacco - Daniele Nardi e il compagno di cordata raggiungono il picco di 6.334 metri mai scalato da nessuno. E' gioia immensa. Ora si tratta di dare un nome a quella cima e Daniele non ha dubbi: Peak of Freedom. "Come descrivere momenti di così intensa felicità? Impossibile - aggiunge Daniele nel suo racconto - Ci abbracciamo, gridiamo e troviamo il coraggio in uno sprazzo di luce tra le nebbie di raggiungere la vetta principale attraversando una cresta di panna".
Ma i due non si lasciano andare a festeggiamenti, perché sanno perfettamente che la discesa sarà altrettanto difficile e pericolosa quanto lo è stata la salita. Dopo lunghi passaggi in misto, intervallati da slalom tra seracchi e crepacci i due alpinisti raggiungono il Campo base dopo esattamente 32 ore dalla loro partenza. Di notte i due alpinisti rivedono tutta la salita nel lungo sonno al campo base: tiro dopo tiro, una via cui hanno dato il nome di "Telegraph Road".

Giusto il tempo di riposarsi e riordinare idee e attrezzatura, e si riparte per un'altra avventura. Daniele e Lorenzo attaccano una montagna inviolata e quando raggiungeranno i 5.500 metri della vetta la battezzano "Punta Margherita", conquistata disegnando la via "open eyes" con difficoltà IV WI5 M5 5°/5°+. Si conclude così il racconto dell'impresa di Nardi durata ben 11 giorni.
Un'altra pagina di grande alpinismo è stata scritta, firmata da un uomo non di montagna ma dalla grande esperienza, che ha iniziato a scalare sulle montagne dietro casa, i Monti Lepini, per proseguire poi con numerose spedizioni e successi tra le grandi cime himalayane, il tetto del mondo.

Info: www.danielenardi.eu; www.danielenardi.wordpress.com