Ad Arabba si scia anche in primavera

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Le giornate di primavera sono più lunghe e calde. Sciare è più piacevole, a patto che la neve mantenga una buona condizione. Ebbene, ad Arabba tutto questo è possibile.

Sino al 21 aprile infatti è stata confermata l’apertura degli impianti della zona di Porta Vescovo, con piste tecniche e perfette grazie all’esposizione a nord che garantisce una qualità della neve unica e ottima fino a fine stagione. Settimane bianche a tutto sci, quindi, anche a Pasqua e oltre, per vivere l’emozione indimenticabile di uno sci autentico, senza compromessi. Anche il Rifugio Gorza rimane aperto fino al 21, location perfetta per godersi tra una pista e l’altra delle belle pause al sole davanti a uno dei panorami più emozionanti delle Dolomiti, con vista sulla Marmolada e sul Massiccio del Sella.

Poche strade e tanti chilometri di piste lunghe e divertenti: questa è Arabba. Oltre 62 km che diventano 480 se si considerano i collegamenti sci ai piedi con le valli vicine! Nel comprensorio Arabba-Marmolada ci sono tracciati per tutti, ma per gli Sciatori con la S maiuscola è impossibile resistere alle adrenaliniche piste nere, che sono tante e veramente tecniche. Quali sono quelle da segnare in agenda?

Courtesy of Arabba Food Turismo

Le cinque piste nere imperdibili di Arabba

FODOMA  
Uno dei tracciati più spettacolari dal punto di vista tecnico, tra le piste nere più difficili e premiata tra le dieci più belle d’Italia dell’intero Dolomiti Superski, parte da Porta Vescovo e arriva in paese per una lunghezza totale di 2,8 chilometri. Ha una pendenza superiore alla media delle altre nere del Dolomiti Superski: media del 30 per cento, massima del 56; non ha contropendenze e si scia su una neve sempre perfetta grazie alla sua esposizione a nord. Curve veloci in conduzione, corto raggio dinamico: la Fodoma è la pista perfetta per mettere alla prova la propria tecnica di sciata.

SOURASASS
La “Perla nera”, una pista di nicchia ma decisamente amata dagli sciatori più esperti. È il tracciato più diretto da Porta Vescovo ad Arabba. Il punto di partenza è comune con la Fodoma e la Variante Ornella, dalla cima di Porta Vescovo: al primo bivio si tiene la sinistra, mentre al secondo si prende la destra. Parte con inclinazioni vertiginose in campo aperto per poi inoltrarsi nel bosco, per quasi tre chilometri, con pendenze massime che toccano il 45 per cento.

©Roberto De Pellegrin

BURZ  
Nata nel 1956 per gli allenamenti degli atleti americani e canadesi in vista delle Olimpiadi di Cortina, la Burz si trova sul versante opposto rispetto a Porta Vescovo: un pendio breve e secco che dopo un tratto iniziale più tranquillo, si fa deciso e sfidante con una pendenza massima del 57 per cento che punta dritto verso il paese. È l’unica pista nera a essere sempre al sole in tutti i suoi 1000 metri di lunghezza.

VARIANTE ORNELLA  
Un lungo e articolato muro che si estende tra l’omonima rossa e la nera Sourasass, nella zona di Porta Vescovo. Un muro ripido con una pendenza costante e sostenuta che porta ad una sciata molto tecnica. Passato il primo muro si prosegue con una curva che conduce al secondo tratto, anch’esso bello ripido. Da fare di prima mattina, quando ci sono ancora le righe della battitura.

courtesy of Dolomiti Superski

LA BELLUNESE 
12 chilometri di lunghezza e più di 1800 metri di dislivello: sono i numeri della mitica pista che dai 3265 metri di quota di Punta Rocca, in Marmolada, porta ai 1450 metri di Malga Ciapela. La Bellunese (aperta fino al 11/4) è un tracciato storico: uno dei più lunghi e spettacolari di tutto l’arco alpino. Prima attraversa il ghiacciaio della Marmolada, poi si tuffa tra le sue rocce fino al Lago del Fedaia, per poi dirigersi verso Malga Ciapela.

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