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2026-2027: Previsioni meteorologiche a lungo termine per l’Italia

BY Redazione Skiinfo.it 23. Ottobre 2026
2026-2027: Previsioni meteorologiche a lungo termine per l’Italia

Di Juan V. Portillo, meteorologo, Skiinfo. Aggiornato il 21 ottobre 2026. Prossimo aggiornamento il 12 novembre 2026.

Sarà un inverno più piovoso del normale su tutte le Alpi italiane, e, nel complesso, relativamente mite, in linea con quanto osservato negli ultimi anni. Fra le varie località analizzate, l’Alto Adige, la Valle d’Aosta e la Lombardia avranno le maggiori probabilità di registrare più nevicate, con un innevamento complessivamente vicino alla norma. Il Trentino, le Dolomiti Venete e il Piemonte presentano, invece, uno scenario più contrastato, mentre per l’Appennino è attesa una stagione con meno neve rispetto alla media.
Numeri chiave
29 su 43: località analizzate potrebbero registrare più neve del normale quest’inverno
le prospettive migliori: Alto Adige: precipitazioni superiori alla media, maggiori nevicate e un innevamento vicino alla norma
±170 m: la variazione tipica, da un inverno all’altro della quota alla quale la pioggia si trasforma in neve, superiore a qualsiasi scostamento previsto per questa stagione

La prima spolverata della stagione è già arrivata in alta quota sulle Alpi, tra lo Stelvio e la Val Senales, il 9 e 10 settembre, intorno ai 2.500 m, e il 19 settembre si è tornati a sciare sul ghiacciaio della Val Senales, soprattutto per gli allenamenti delle squadre. Per il resto settembre non ha portato nevicate significative. Il mese è sembrato un prolungamento dell’estate: le temperature si sono mantenute circa 3 °C sopra la norma dalla Valle d’Aosta alle Dolomiti, facendo registrare uno dei due settembre più caldi dal 1991. Le precipitazioni sono state scarse con appena un quinto o un terzo delle piogge abituali in Valle d’Aosta e in Piemonte. Un settembre così caldo, tuttavia, dice poco sull’inverno che verrà.

L’8 ottobre il Climate Prediction Center dell’agenzia statunitense NOAA ha comunicato che El Niño ha già raggiunto +2,1 °C nel Pacifico centrale e ha una probabilità superiore all’83% di restare forte o molto forte fino alla fine dell’inverno. La probabilità che tra ottobre e dicembre diventi il più significativo mai registrato dall’inizio delle misure, ovvero nel 1950, è stimata all’83%.

El Niño è un fenomeno climatico che interessa il Pacifico e la cui influenza sull’Europa è limitata. Le nostre analisi degli episodi passati di El Niño e di altri schemi climatici non hanno individuato correlazioni sufficientemente affidabili da consentire, da sole, previsioni sulla stagione sciistica europea.

Per l’Europa ci basiamo, quindi, sulle previsioni stagionali del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), elaborate attraverso un modello fisico dell’atmosfera e degli oceani e riferite specificatamente all’inverno in arrivo.

Dove sono le migliori possibilità di neve quest’inverno?

In Alto Adige, in Valle d’Aosta e in Lombardia. Le previsioni di ottobre del Centro europeo indicano precipitazioni superiori alla norma su tutte le regioni alpine italiane. In queste tre aree, le località analizzate mostrano maggiori probabilità di ricevere nevicate superiori alla norma.

Mappa: Italia, previsione per l'inverno 2026-27
Mappa: Europa, previsione per l'inverno 2026-27

In Alto Adige (Val Gardena, Alta Badia, Plan de Corones, Obereggen, Alpe di Siusi, Solda, Val Senales e Gitschberg), tutte e otto le località analizzate registreranno nevicate superiori alla norma. L’innevamento complessivo dovrebbe comunque rimanere vicino alla media, mentre la quota neve, ovvero l’altitudine alla quale la pioggia si trasforma in neve, si attesterà intorno ai 1.250 metri, in linea con gli ultimi inverni.

In Valle d’Aosta (Cervinia, Courmayeur, La Thuile, Pila, Champoluc e Gressoney), tutte e sei le località analizzate dovrebbero registrare nevicate superiori alla norma. In Lombardia (Livigno, Bormio, Santa Caterina, Aprica, Madesimo e Ponte di Legno-Tonale), lo stesso scenario è previsto in cinque località su sei. In entrambe le regioni, l’innevamento complessivo dovrebbe restare vicino alla media, anche se la quota neve sarà di 60-70 metri più alta rispetto agli ultimi inverni.

Il Trentino (Madonna di Campiglio, Val di Fassa, San Martino di Castrozza, Paganella e Pinzolo), le Dolomiti Venete (Cortina, Arabba, Civetta, Falcade e Asiago) e il Piemonte (Sauze d’Oulx, Bardonecchia, Alagna, Limone e Prato Nevoso) presentano, invece, uno scenario più eterogeneo. Le nevicate potrebbero superare la media in alcune località, ma l’innevamento complessivo è previsto al di sotto della norma nelle Dolomiti Venete e in Piemonte. Il confronto si basa sulla media climatica di lungo periodo del Centro europeo, che riflette condizioni più fredde rispetto a quelle degli ultimi inverni.

Lo scenario meno favorevole riguarda l’Appennino, dall’Abetone e dal Cimone fino al Terminillo, a Campo Imperatore, Ovindoli, Roccaraso e Campitello Matese. In tutte le località analizzate sono attese precipitazioni superiori alla norma, ma quantitativi di neve inferiori alla media, con una quota neve mediamente più alta di circa 60 metri rispetto agli ultimi inverni. In quest’area, inoltre, la griglia del modello si trova a diverse centinaia di metri al di sotto della quota degli impianti. Le indicazioni vanno, quindi, interpretate come una tendenza climatica riferita alla zona, e non come una previsione specifica per le piste.

Gli scostamenti previsti restano comunque contenuti: sono inferiori alla metà delle variazioni che si osservano abitualmente da un inverno all’altro.

Cosa è cambiato da settembre?

Il Centro europeo aggiorna ogni mese le proprie previsioni stagionali e l’elaborazione di ottobre delinea uno scenario leggermente più mite rispetto a quello di settembre. In concreto, la quota neve, ovvero l’altitudine alla quale la pioggia si trasforma in neve, sale di circa 100 metri rispetto alla previsione precedente, aumentando la probabilità di precipitazioni piovose alle quote più basse delle piste. In Valle d’Aosta, per esempio, la quota neve è ora prevista a circa 60 metri più in alto rispetto agli ultimi inverni, mentre nella previsione di settembre era stimata a circa 30 metri più in basso. Sul fronte delle nevicate, invece, il quadro migliora: tre regioni su sette indicano quantitativi di neve superiori alla norma, contro una sola nella previsione di settembre. L’innevamento complessivo è, invece, atteso sotto la media in due delle sei regioni per le quali il modello fornisce indicazioni sufficientemente affidabili, rispetto alle tre di settembre. Le differenze tra le due elaborazioni vanno comunque interpretate con cautela: un singolo aggiornamento mensile ha un peso relativamente limitato rispetto alle normali variazioni che si osservano da un inverno all’altro. Saranno le prossime previsioni a chiarire se questa tendenza troverà conferma.

Altre regioni

Se state pensando di sciare altrove, ecco cosa potrebbe riservare la prossima stagione in altre regioni del mondo.

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Cosa potrebbe ancora cambiare questa previsione?

Tre indicatori sono riferiti all’intera stagione, mentre altri sette vengono aggiornati ogni settimana. La sezione qui sotto mostra la situazione attuale di ciascun indicatore e spiega quali implicazioni potrebbe avere per le nevicate in Europa. La aggiorneremo nel corso della stagione: da novembre, quattro indicatori includeranno anche i valori effettivi, che sarà possibile monitorare giorno per giorno.

Indicatori per l'inverno 2026-27: El Niño, venti stratosferici (QBO), previsione stagionale ECMWF, NAO, Oscillazione Artica, vortice polare e altri segnali settimanali

Quando ne sapremo di più?

La NOAA aggiornerà la propria valutazione su El Niño il 12 novembre, mentre Copernicus pubblicherà la nuova previsione stagionale intorno al 10 novembre. Un eventuale riscaldamento improvviso della stratosfera, possibile tra dicembre e febbraio, può favorire un’ondata di freddo anche intensa, con effetti al suolo attesi da una a tre settimane più tardi.

Come organizzare la vacanza sulla neve?

Puntate soprattutto sulla quota: le località più elevate dell’Alto Adige, della Valle d’Aosta e della Valtellina offrono le prospettive migliori per quest’inverno, con maggiori probabilità di mantenere un buon innevamento anche durante le fasi più miti della stagione. Per l’Appennino, invece, è preferibile decidere anche all’ultimo momento, seguendo gli aggiornamenti delle nostre previsioni settimanali.

Fonti

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