Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 31 gennaio e del 1 febbraio 2026 sulle principali regioni sciistiche italiane. Weekend diviso in due, poi torna il freddo con neve a bassa quota
Con la collaborazione de ilmeteo.it
L’atmosfera continua a rimanere dinamica e poco stabile. Nel corso del prossimo weekend una nuova perturbazione interesserà l’Italia, determinando una netta differenza tra Nord e Sud. Le giornate di sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio vedranno infatti condizioni meteo contrastanti, con piogge anche intense al Meridione e fasi più soleggiate al Centro-Nord. Secondo gli ultimi aggiornamenti, già dalle prime ore di sabato un centro di bassa pressione si approfondirà tra Sardegna e Sicilia, dando origine a una fase di maltempo marcato sulle regioni meridionali.
- Sud e Isole: attesi rovesci intensi, localmente abbondanti, su Sardegna e Sicilia, in estensione nel corso della giornata a Calabria, Campania, Basilicata e Puglia, con venti forti e mari agitati.
- Centro-Nord: condizioni più stabili, con ampie schiarite e clima freddo ma asciutto. Da segnalare solo qualche nevicata sulle Alpi occidentali oltre i 600 metri.
Domenica, invece, nelle prime ore del mattino residui fenomeni potranno interessare il basso Tirreno e la Sicilia, ma nel corso della giornata è atteso un deciso miglioramento. La perturbazione scivolerà velocemente verso i Balcani, favorendo tempo più soleggiato e asciutto su gran parte del Paese. Le temperature resteranno basse, ma il contesto sarà ideale per le attività outdoor in montagna. La tregua sarà di breve durata. Con l’inizio di febbraio l’Italia sarà nuovamente raggiunta da fronti freddi di origine nord-europea, pronti a riportare instabilità, un nuovo calo termico e condizioni pienamente invernali. L’alta pressione rimarrà defilata, lasciando spazio a correnti fredde e perturbate.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
La neve torna protagonista su gran parte dei rilievi italiani, con accumuli importanti che stanno imbiancando montagne da Nord a Sud. L’attenzione resta alta perché nelle prossime ore sono attese ulteriori nevicate, localmente abbondanti. Sono già in atto nevicate diffuse su Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Trentino-Alto Adige, fino alle Dolomiti del Cadore e al Friuli Venezia Giulia. Le immagini delle webcam mostrano scenari invernali spettacolari, come in Alta Badia e sulle Dolomiti.
La perturbazione continuerà a portare neve per tutta la giornata di mercoledì 28 gennaio:
- Quota neve: mediamente tra 600 e 700 metri;
- Accumuli: oltre 30–40 cm di neve fresca sopra i 1000 metri su gran parte dell’arco alpino;
- Appennini: neve attesa anche sulla dorsale centrale tra 600 e 800 metri, con fenomeni che potranno proseguire fino a giovedì 29 gennaio.
Le abbondanti nevicate aumenteranno sensibilmente il rischio valanghe, a causa di un manto nevoso ancora instabile e stratificato.
Consiglio: consultare sempre i bollettini nivologici aggiornati ed evitare le attività fuori pista, in particolare oltre i 1800 metri, dove il pericolo sarà marcato. Dopo una breve pausa nel weekend, l’avvio di febbraio potrebbe riportare condizioni perturbate. Le nuove irruzioni fredde dal Nord Atlantico favoriranno nevicate a quote molto basse.
Nella fase più intensa, attesa martedì 3 febbraio, la neve potrebbe spingersi fino in pianura su:
- Piemonte e Lombardia;
- entroterra ligure;
- Emilia occidentale.
La previsione resta soggetta a possibili aggiornamenti, legati alla traiettoria delle perturbazioni e all’intensità dell’afflusso freddo.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 24 e 25 gennaio 2026 sulle principali regioni sciistiche italiane. Neve a bassa quota, poi piogge intense
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Il prossimo weekend sarà segnato da una spiccata instabilità atmosferica, con due perturbazioni in rapido successione tra sabato 24 e domenica 25 gennaio. Il primo impulso raggiungerà il Nord tra la notte di venerdì e le prime ore di sabato, portando maltempo diffuso e un iniziale ritorno del freddo, soprattutto nei bassi strati. Domenica, invece, lo scenario cambierà rapidamente: l’ingresso di aria più fredda in quota favorirà la formazione di un ciclone sul Tirreno, con piogge intense e rischio di nubifragi al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. L’Italia si troverà così divisa tra un Nord più freddo e instabile e un Sud coinvolto da correnti miti e molto perturbate, in un finale di gennaio che si preannuncia decisamente dinamico.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
La neve tornerà protagonista soprattutto al Nord, grazie alla presenza di un cuscino di aria fredda nei bassi strati, condizione ideale per nevicate a quote insolitamente basse. Tra venerdì sera e sabato mattina Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale restano le aree con le maggiori possibilità di vedere fiocchi fino in pianura, anche se con forti differenze locali e situazioni spesso al limite tra pioggia e neve, soprattutto nei grandi centri urbani. Torino e gran parte del Piemonte restano in pole position per accumuli più diffusi; maggiore incertezza su Milano e Bologna. In montagna, invece, pochi dubbi: Alpi e Prealpi faranno il pieno, con nevicate abbondanti e accumuli che potranno superare i 30 cm sopra i 1000 metri, condizioni ideali per rimpinguare il manto nevoso e migliorare il fondo piste in vista della prossima settimana.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 17 e 18 gennaio 2026 sulle principali regioni sciistiche italiane. Tornano piogge e neve in quota
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Weekend di svolta sul fronte meteo. Dopo alcuni giorni relativamente tranquilli, tra sabato 17 e domenica 18 gennaio è atteso il passaggio di una perturbazione atlantica che riporterà piogge e condizioni più instabili su diverse regioni italiane. Il peggioramento inizierà già da sabato, con precipitazioni soprattutto al Nord e sui settori ionici, localmente anche di moderata intensità tra Piemonte e Liguria. Le temperature resteranno però superiori alla media stagionale, complice il richiamo di correnti miti meridionali (Scirocco e Libeccio), con valori insolitamente elevati per metà gennaio, in particolare al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. Domenica il tempo rimarrà instabile, con nuove piogge al Nord, specie al Nord-Ovest e sulla Toscana, mentre sul resto del Paese prevarrà un’atmosfera grigia ma in gran parte asciutta.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
Per quanto riguarda la neve, le precipitazioni interesseranno soprattutto l’arco alpino, ma con quota neve piuttosto alta per il periodo: i fiocchi cadranno generalmente oltre i 1200–1300 metri, sia sabato sia domenica. Nonostante ciò, si tratta di una notizia positiva per molte località sciistiche, considerando gli accumuli finora modesti di questo inverno. Le nevicate più significative sono attese sulle Alpi occidentali, in particolare tra Piemonte e Valle d’Aosta, con contributi utili anche sulle Prealpi. Domenica continuerà a nevicare in quota, con apporti che potranno migliorare le condizioni delle piste, soprattutto alle altitudini medio-alte. Attenzione però al vento forte in montagna e alla possibile formazione di nuovi strati instabili del manto nevoso.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 10 e 11 gennaio 2026 sulle principali regioni sciistiche italiane. Freddo e neve
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Ci attende un weekend dal tempo movimentato sull’Italia, con condizioni decisamente dinamiche tra sabato e domenica. La causa principale sarà l’ingresso di correnti fredde nord-occidentali di origine artica, che favoriranno la formazione di un ciclone sui nostri mari. Il peggioramento interesserà soprattutto il Centro-Sud, dove sono attese piogge diffuse e localmente intense, con possibili nubifragi tra Campania e Calabria. Le temperature in calo riporteranno un clima pienamente invernale, mentre il Maestrale soffierà con forza su gran parte del Paese: raffiche oltre i 90 km/h su Sardegna e Sicilia e mari molto agitati lungo le coste tirreniche. Al Nord, tempo più stabile ma freddo, con maggiore variabilità sulle Alpi di confine. Domenica si intravede un graduale miglioramento, anche se all’estremo Sud non mancheranno ancora rovesci sparsi.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
Ottime notizie per gli amanti della neve: il freddo in arrivo favorirà nuove nevicate anche a quote basse su diverse regioni. I fiocchi sono già tornati a imbiancare zone insolite, con neve osservata fino in pianura su alcuni settori dell’Emilia-Romagna. Nelle prossime ore e durante il weekend sono attese nevicate fino a quote collinari su Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo e Molise, mentre al Sud la neve potrà scendere oltre i 700 metri su Calabria e Sicilia. Situazione interessante anche sulle Alpi di confine, dove l’afflusso di aria fredda e umida potrà portare accumuli significativi, condizioni ideali per il fondo piste ma con attenzione al vento e alla visibilità. Nei prossimi giorni non si escludono nuovi apporti nevosi anche su altri settori alpini: seguiranno aggiornamenti.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 3 e 4 gennaio 2026 sulle principali regioni sciistiche italiane. Neve sull’Appennino
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Il primo weekend del 2026 si apre all’insegna di un deciso cambio di scenario: tra sabato 3 e domenica 4 gennaio una perturbazione atlantica raggiungerà l’Italia portando condizioni di spiccata dinamicità. Già da sabato sono attese piogge su Romagna, Marche, Toscana, Lazio e Campania, accompagnate da venti forti di Libeccio sulle coste di Liguria e Toscana, con possibili mareggiate. La fase più intensa del maltempo è prevista per domenica, quando la perturbazione darà origine a un profondo minimo depressionario sul Mediterraneo, richiamando correnti miti e molto umide dai quadranti meridionali. Le precipitazioni più abbondanti interesseranno soprattutto Toscana, Umbria e Lazio, in estensione al resto del Centro e a Sardegna e Campania. Più stabile il tempo al Nord, ma con temperature in calo e ingresso di aria più fredda di origine artica, accompagnata da forti raffiche di Bora sull’alto Adriatico, che accentueranno la sensazione di freddo.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
La perturbazione porterà finalmente nuove nevicate sulle montagne, soprattutto lungo la dorsale appenninica. I fiocchi cadranno in modo più consistente sulle zone interne, con quota neve attorno ai 1500–1600 metri, localmente più bassa nei momenti di precipitazione più intensa. Un apporto importante per il manto nevoso in Appennino, mentre sulle Alpi il weekend dovrebbe risultare più asciutto ma con aria più fredda, favorevole al mantenimento della neve al suolo e all’innevamento programmato. Una fase da seguire con attenzione, che potrebbe aprire la strada a un periodo più movimentato e potenzialmente nevoso anche nei giorni successivi, in vista della Befana.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 27 e 28 dicembre sulle principali regioni sciistiche italiane. Ritorna l’alta pressione, ma attenzione al freddo
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Nel corso del weekend l’alta pressione tornerà a interessare gran parte dell’Italia, favorendo un generale miglioramento delle condizioni meteo dopo una fase perturbata che continuerà a influenzare il Paese almeno fino a Santo Stefano. L’ingresso dell’anticiclone porterà maggiore stabilità atmosferica, in particolare da sabato 27 dicembre, con ampie schiarite e cieli più soleggiati soprattutto al Centro-Nord, una notizia positiva dopo giorni dominati da nuvole e precipitazioni diffuse.
Qualche insidia non mancherà comunque, specie al Sud: tra sabato e domenica saranno ancora possibili locali rovesci, in particolare sulla Sicilia (con maggiore coinvolgimento dei settori ionici) e sulla Sardegna orientale. Da segnalare inoltre un deciso calo delle temperature a partire da domenica 28 dicembre, più marcato al Centro-Nord, dove sono attese gelate notturne fino in pianura e nelle aree interne appenniniche. La causa è l’afflusso di correnti via via più fredde di origine artica, che potrebbero condizionare il clima anche nella parte finale dell’anno e nei primi giorni del nuovo anno. Per il periodo di Capodanno, la tendenza resta ancora incerta, ma si profila la possibilità di una fase fredda intensa, con scenari pienamente invernali da monitorare con attenzione.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
La neve è già tornata protagonista sulle nostre montagne, creando scenari spettacolari proprio in concomitanza con le festività natalizie. In queste ore nevicate abbondanti stanno interessando soprattutto le Alpi occidentali, grazie all’azione di una perturbazione attiva che continuerà a portare precipitazioni per ancora qualche giorno. Il progressivo abbassamento delle temperature favorisce un’atmosfera pienamente invernale, con accumuli importanti alle quote medio-alte e immagini da cartolina, come quelle provenienti da località simbolo quali Prato Nevoso.
Nelle prossime ore e durante la notte di Natale, l’ingresso di correnti fredde di origine artica andrà a rinvigorire il ciclone mediterraneo presente sul bacino centrale, favorendo un ulteriore calo della quota neve, che potrebbe risultare più basso del previsto al Centro-Nord. In alcune situazioni si potranno verificare le cosiddette nevicate da rovesciamento, fenomeni legati a precipitazioni intense che riescono a trasportare aria fredda verso il suolo, permettendo alla neve di raggiungere quote collinari. Secondo gli ultimi aggiornamenti, i fiocchi potrebbero spingersi fino a 200–300 metri su Piemonte ed Emilia-Romagna, con quote leggermente superiori su Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Sull’Appennino la neve è attesa mediamente dagli 800–900 metri.
Dopo queste nevicate abbondanti e concentrate in poco tempo, è previsto un sensibile aumento del rischio valanghe, a causa della scarsa coesione del manto nevoso. Si raccomanda quindi la massima prudenza, consultando sempre il bollettino valanghe ufficiale e limitando le attività fuoripista e alpinistiche, soprattutto oltre i 1800 metri.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 20 e 21 dicembre sulle principali regioni sciistiche italiane. All’insegna della stabilità
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Dopo una settimana molto dinamica, il weekend porterà condizioni meteo in generale più stabili su gran parte d’Italia. Attenzione però al Sud: tra sabato 20 e domenica 21 dicembre resta alta l’allerta per una fase di maltempo localmente intensa su due regioni.
Come spesso accade in questo periodo, il nostro Paese si troverà nel mezzo del contrasto tra masse d’aria diverse, con effetti rapidi e a tratti insidiosi.
La giornata di sabato sarà nel complesso tranquilla, ma con una nota critica al Sud. Un ciclone in risalita dal Canale di Sicilia porterà piogge e temporali anche forti su Sicilia e Calabria ionica. I mari ancora miti per la stagione potranno favorire fenomeni intensi, con possibili locali nubifragi. Altrove tempo più asciutto, con nubi sparse e qualche nebbia possibile sulle pianure del Nord. In montagna condizioni generalmente buone.
Domenica il vortice si allontanerà, lasciando spazio a un miglioramento anche al Sud, con ampie schiarite. L’alta pressione garantirà una fase più stabile quasi ovunque, ideale per le attività outdoor e sulla neve. Ma sarà una tregua di breve durata: in serata una nuova perturbazione atlantica inizierà a interessare il Nord-Ovest, con le prime piogge su Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Ponente. Attese nevicate abbondanti sulle Alpi occidentali oltre i 1000–1500 metri, segnale di un nuovo peggioramento che aprirà la settimana verso il Natale.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
Alpi Occidentali
Un fine settimana segnato da un tempo variabile, soprattutto durante la giornata di sabato. Cielo un po’ più sereno domenica. Neve oltre i 1000 metri di alta quota
Alpi Centrali
Ci si attende un weekend piuttosto sereno, con qualche nube prevista in serata
Alpi Orientali
Tempo stabile e molto soleggiato per l’intero fine settimana
Appennini
Sia sabato sia domenica il cielo sarà abbastanza coperto.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 13 e 14 dicembre sulle principali regioni sciistiche italiane. Flussi “primaverili” in montagna, nebbia in pianura
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Il prossimo fine settimana si preannuncia molto particolare: mentre le località di montagna godranno di cieli limpidi e temperature insolitamente miti per dicembre, gran parte delle pianure si ritroverà sotto una coltre di nebbia fitta e persistente. Un’Italia divisa in due, insomma, con condizioni diametralmente opposte a pochi chilometri di distanza.
A dominare la scena sarà un potente anticiclone di origine nord-africana, destinato a rimanere stabile sull’Italia per tutto il weekend. La presenza di aria calda in quota impedirà l’arrivo sia delle perturbazioni atlantiche sia delle classiche discese fredde tipiche del periodo.
Per gli appassionati di sci e montagna, questo significa giornate stabili e luminose, con pochissimo vento e un rapporto ideale tra sole e visibilità. Un meteo perfetto… se non fosse per le temperature decisamente oltre la media del periodo.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Temperature fuori scala
L’aspetto più sorprendente riguarderà proprio il termometro. Le temperature massime risulteranno più vicine a quelle di fine autunno che a quelle della metà di dicembre.
Ecco i valori attesi:
- Città del Centro Italia (Firenze, Roma, Napoli): punte di 14–15°C
- Isole Maggiori: possibili 20°C, specie nei settori più interni e riparati
- Alpi (Cortina, Courmayeur, Bormio): 8–10°C anche a quote elevate
Un clima così mite potrebbe incidere sulla tenuta del manto nevoso naturale, soprattutto nei comprensori esposti al sole o situati a quote più basse.
Nebbia protagonista in pianura
Se in montagna regnerà il sole, nelle pianure del Nord la situazione sarà completamente diversa. L’assenza di ventilazione favorirà la formazione di nebbie dense e durature, in particolare dal tardo pomeriggio fino alla mattinata successiva.
Le aree più esposte saranno:
- bassa Lombardia
- Emilia-Romagna
- basso Veneto
- alcune zone interne del Centro
Anche lungo le coste liguri e in parte dell’alta Toscana potrebbe affacciarsi la tipica Maccaja: banchi nuvolosi formati dall’incontro tra aria calda e umida e la superficie marina più fredda.In queste aree le temperature non saliranno come altrove e la qualità dell’aria tenderà a peggiorare sensibilmente.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 6 e 7 dicembre nelle principali regioni sciistiche italiane. Arriva il sole, ma prima una passata invernale
Con la collaborazione de ilmeteo.it
Il Ponte dell’Immacolata si prepara a un deciso cambio di scenario. Già dal weekend, i principali modelli meteo confermano l’arrivo di un robusto campo di alta pressione, in estensione sul Mediterraneo e sull’Europa centro-occidentale tra sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 dicembre.
Dopo una fase prolungata di maltempo, l’ultima perturbazione – ormai in allontanamento verso la Grecia – lascerà spazio a venti di Maestrale ancora sostenuti soprattutto al Centro-Sud, responsabili di un’ulteriore pulizia del cielo.
Il miglioramento sarà evidente già da sabato: tempo stabile e in prevalenza soleggiato su quasi tutta la Penisola. Solo l’estremo Sud potrà registrare qualche residuo rovescio, in rapido esaurimento nel corso della giornata.
Tra domenica e lunedì, l’alta pressione di matrice subtropicale si rafforzerà ulteriormente, dando vita a un vero e proprio blocco anticiclonico. Questa configurazione impedirà sia l’arrivo di nuove perturbazioni sia l’ingresso di aria fredda dal Nord Europa.
Il risultato: cielo sereno, assenza di precipitazioni e temperature sopra la media, soprattutto nelle regioni centro-meridionali.
La fase stabile sembra destinata a proseguire anche dopo il Ponte. La prossima settimana si annuncia infatti dominata dal sole, con temperature diurne miti e precipitazioni poco probabili: un contesto più autunnale che invernale per il periodo.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
Una perturbazione atlantica raggiungerà l’Italia a partire da mercoledì 3 dicembre, riportando condizioni pienamente invernali. Il passaggio sarà rapido ma localmente intenso, con precipitazioni forti soprattutto al Centro-Sud. L’impulso perturbato porterà aria più fredda di origine polare-marittima, favorendo un temporaneo calo delle temperature e l’abbassamento della quota neve.
Le prime nevicate sono attese sulle Alpi occidentali oltre i 1200/1400 m, con quota in rapido calo nella notte fino a 700 m tra le province di Cuneo e Torino.
Sulle Alpi Liguri e Marittime si prevedono accumuli consistenti: 30–40 cm oltre i 1500/1800 m, un’ottima notizia per località come Prato Nevoso, Sestriere e Limone Piemonte in vista del Ponte dell’Immacolata.
Nel corso di giovedì 4 dicembre le nevicate raggiungeranno Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Cadore e Friuli Venezia Giulia, con limite in genere intorno ai 1100/1200 m.
Sull’Appennino i fiocchi cadranno invece oltre i 1300/1400 m, con fenomeni attesi fino a venerdì 5 dicembre.
Questa nuova nevicata riporterà scenari invernali su gran parte dell’arco alpino e dell’Appennino, favorendo un buon avvio della stagione sciistica.
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Riepilogo dei bollettini meteorologici per il prossimo weekend del 29 e 30 novembre nelle principali regioni sciistiche italiane. All’insegna dell’instabilità
Con la collaborazione de ilmeteo.it
L’avvio del weekend sarà più stabile per molte regioni dopo la fase piovosa e la prima neve a bassa quota dei giorni scorsi. La tregua, però, durerà poco: nella seconda parte del fine settimana tornerà infatti a farsi avanti una nuova perturbazione, aprendo la strada a un inizio di dicembre dinamico e decisamente movimentato.
La giornata di sabato sarà nel complesso soleggiata grazie a una modesta rimonta dell’alta pressione. Le temperature resteranno però rigide anche di giorno, complice la ventilazione settentrionale più incisiva al Centro-Sud. Solo qualche piovasco atteso su Calabria e Sicilia tirrenica, mentre al Nord il cielo si presenterà a tratti nuvoloso ma asciutto. Sullo sfondo, però, si preparano nuovi cambiamenti: depressioni atlantiche sono in rotta verso l’Europa e il Mediterraneo, pronte a riportare condizioni più instabili.
Domenica, invece, già dal mattino un peggioramento interesserà Piemonte, Liguria e alta Toscana, con precipitazioni localmente intense. Il maltempo si estenderà rapidamente al resto del Centro-Nord e alla Campania, accompagnato da vento forte di Libeccio sui settori tirrenici. Domenica segnerà quindi l’inizio di una fase perturbata destinata a proseguire anche nei primi giorni della prossima settimana, con la “Porta Atlantica” nuovamente spalancata.
Andiamo a vedere cosa ci attende a livello climatico nel dettaglio il prossimo weekend:
Neve
Nei prossimi giorni è atteso un nuovo carico di neve grazie al passaggio di un ciclone in approfondimento sul Mediterraneo. L’ingresso di aria più fredda in quota, unito alla ventilazione sostenuta, favorirà nevicate diffuse e localmente abbondanti fino a quote basse.
Nelle ultime ore nevicate intense hanno interessato diverse aree del Trentino e Alto Adige: le webcam mostrano paesaggi imbiancati da cartolina, come a Monguelfo in Val Pusteria, con fiocchi scesi fin su Trento e Bolzano. L’episodio è stato alimentato da un’irruzione di aria artica che ha riportato condizioni pienamente invernali.
Un nuovo impulso perturbato porterà altra neve a partire dalle prossime ore. Attesi accumuli importanti sui rilievi del Centro oltre 1100/1200 metri e sopra i 1400 metri al Sud. Località come Campo Imperatore, Terminillo e Roccaraso potrebbero superare i 50 cm di neve fresca entro la fine dell’evento.
Tra giovedì 27 e venerdì 28 novembre, complice un ulteriore calo termico, la neve potrà spingersi fino a quote collinari su Marche, Abruzzo e Molise.
La situazione resterà da monitorare nelle prossime 48–72 ore perché non si escludono ulteriori abbassamenti della quota neve. L’inverno, insomma, quest’anno sembra voler partire in anticipo, portando la prima vera sfuriata fredda e nevosa su molte regioni.
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