Federico Tomasoni, il sogno olimpico corre nello skicross

BY Redazione Skiinfo.it
16. Febbraio 2026

Classe 1997, bergamasco, talento puro dello skicross italiano: Federico Tomasoni è uno dei volti più interessanti della velocità e dell’adrenalina sugli sci. Cresciuto tra le montagne lombarde, ha costruito il suo percorso sportivo passo dopo passo, trasformando la passione per la neve in una carriera internazionale fatta di Coppa del Mondo, sfide a eliminazione diretta e podi conquistati con grinta e determinazione.

Specialista dello skicross, disciplina spettacolare del freestyle in cui quattro atleti si sfidano contemporaneamente tra salti, paraboliche e tratti tecnici, Tomasoni si è distinto negli anni per solidità mentale, esplosività e capacità di lettura della gara. Dalla scena nazionale fino al circuito di Coppa del Mondo FIS, il suo percorso è stato segnato da una crescita costante, che oggi lo porta a essere tra i protagonisti azzurri ai Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

In occasione dell’appuntamento olimpico, che coinvolge un ampio territorio dell’arco alpino e vede Livigno tra le sedi protagoniste per le discipline freestyle, abbiamo intervistato Federico per farci raccontare le sue sensazioni, gli obiettivi stagionali, il rapporto con il pubblico e il modo in cui vive la pressione di un evento così straordinario.

Quali sono le tue impressioni sulle Olimpiadi e sull’organizzazione?

Le mie impressioni sono super positive. È stato bellissimo vedere coinvolte tutte le Alpi e un’unione vera di tutta la parte nord dell’Italia per questo evento, non come in altri anni dove tutto era concentrato in un solo punto. In questo modo si dà visibilità a tantissimi territori e, secondo me, a tutta l’Italia in generale.

Come ti stai trovando a Livigno?

Mi sto trovando davvero bene. L’organizzazione è impeccabile, ci sono tantissimi controlli e ci si sente davvero protetti. Si percepisce che è un evento enorme. Anche il lavoro fatto su snowpark e piste è impressionante: hanno usato tantissima neve, sparato molto coi cannoni, ed è tutto preparato in modo perfetto.

Ci puoi dare un tuo parere sulla piattaforma di gara?

La gara si svolgerà in giornata, con le classiche batterie a eliminazione. La pista è molto bella, completa, tecnica ma anche divertente: è una piattaforma dove puoi davvero esprimerti e fare tutto quello che vuoi come atleta.

Come senti la vicinanza del pubblico e dei tifosi?

È incredibile. So già che verranno tanti amici a vedermi e sento molto la vicinanza della gente locale. Anche a Bergamo siamo pochi atleti alle Olimpiadi Invernali, quindi quando si è saputo che c’ero anch’io ho sentito davvero tanto supporto. Anche quando mi vedono in giro, percepisco tanto affetto e tifo.

Quali sono i tuoi obiettivi olimpici e stagionali, anche in merito alla World Cup?

L’obiettivo olimpico è chiaramente puntare a una medaglia. A livello stagionale si vedrà gara dopo gara, ma l’obiettivo è sempre quello: essere competitivo, cercare i podi e andare sempre al massimo, anche in Coppa del Mondo.

Come controlli l’emozione e lo stress mentale prima di una competizione?

Di solito l’emozione non è qualcosa che mi blocca. Sto abbastanza bene mentalmente e riesco a trasformarla in concentrazione e adrenalina. Con le Olimpiadi ci sarà tanta gente, tanta pressione, tanti giornalisti, ma cercherò di vivere tutto in modo il più naturale e sereno possibile.

Che consigli daresti ai giovani atleti che si stanno avvicinando al freestyle e allo skicross?

Il consiglio principale è fare più sport possibili sulla neve. Provare piste diverse, muoversi tra gobbe, paraboliche, partenze, e iniziare magari a fare qualche giro sulla pista di skicross più vicina a casa. Poi, crescendo, verso i 16–18 anni, capire se specializzarsi davvero nello skicross e fare il passaggio definitivo.

Qual è il tuo piatto valtellinese preferito?

Gli sciatt con la bresaola.

In estate, quali sport pratichi in montagna?

Un po’ di tutto: bici, camminate in montagna, tuffi nei fiumi, slackline, attività outdoor in generale. Vivo la montagna a 360 gradi… e vado anche a funghi.

L’importanza della protezione e della visibilità sulle piste?

La protezione è fondamentale, soprattutto in gara: avere un casco che protegge davvero bene fa la differenza. Anche sulle piste è importantissimo sentirsi sicuri, perché la fiducia nella protezione aumenta anche la qualità della sciata. I caschi GIRO rappresentano tutto questo: sicurezza, qualità, fiducia, ma anche stile e le migliori maschere in commercio. In gara e negli allenamenti uso: MascheraGIRO Contour: tecnologia Expansion View (EXV+) con lente torica VIVID by ZEISS® e sistema di cambio lente rapido con magneti, per una visione ampia e nitida in ogni condizione. Casco GIRO Ledge MIPS: sistema MIPS® integrato per protezione avanzata dagli impatti rotazionali e struttura Hard Shell resistente per performance affidabile su piste e ostacoli.