Sant’Annapelago è una piccola località di montagna nell’Appennino tosco‑emiliano, immersa nel verde della Valle del Pelago e situata poco sotto il Monte Albano, a circa 1 170 m di altitudine nel comune di Pievepelago. Fa parte del cuore del Parco del Frignano, in una zona di boschi di latifoglie e conifere, perfetta per chi cerca un contesto naturale autentico a due passi da centri sciistici più grandi.
Il comprensorio sciistico è di dimensioni contenute, ideale se vuoi un’esperienza raccolta e senza frenesia: dispone di 3 impianti di risalita — due seggiovie biposto (Poggio Scorzatello e I Ghiacci) e uno skilift più un tapis roulant. Le piste complessive sono circa 8 km e per i fan del freestyle, c'è anche uno snowpark con box e salti, mentre chi ama lo sci nordico trova anelli gratuiti di 3–7,5 km totalmente immersi nella natura, alcuni anche illuminati.
Insomma, se vuoi un posto tranquillo e alla portata di tutti, qui trovi piste semplici, poca folla e tanta autenticità. Se viaggi in famiglia, i corsi, i tapis e le piste blu verdi sono un’ottima palestra per iniziare. Se ti piace alternare sci alpino e nordico, trovi comodamente le due opzioni: discesa e fondi immersi nei boschi. Se cerchi un po’ di brivido, le piste rosse e nere c’è ne sono e restano abbastanza accessibili; e lo snowpark ti regala quel tocco di divertimento “urbano” in mezzo alla natura.
In auto è probabilmente l’opzione più comoda. Da Modena, puoi prendere l’autostrada A1 ed uscire a Modena Nord, quindi proseguire sulla SS12 verso Pievepelago, imboccando infine la SP324 per raggiungere Sant’Annapelago—troverai parcheggi asfaltati sufficientemente numerosi appena arrivi. Anche da Lucca la strada è simile: SS12 fino a Pievepelago e poi la SP324 per l’ultima parte del tragitto. Il comprensorio è posizionato proprio sotto il Passo delle Radici e collegato da strade statali che ne semplificano l’accesso.
In alternativa, se viaggi con mezzi pubblici, puoi prendere un treno fino a stazioni come Modena o Pistoia, ma poi dovrai affidarti a autobus extraurbani gestiti da SETA o COPIT che collegano Pievepelago e Sant’Annapelago—un percorso valido anche per chi non guida. Una volta arrivato a Pievepelago, puoi prendere la linea 845 (autobus) che impiega una quindicina di minuti per arrivare a Sant’Annapelago, oppure un taxi, soluzione più breve e un po’ più costosa.
Il comprensorio offre circa 8 km di piste alpine, servite da 3 impianti (due seggiovie biposto e un tapis roulant) e si estende su una fascia altimetrica compresa tra 1 100 m e 1 700 m, per un dislivello di circa 600 m. Le piste si distribuiscono in maniera equilibrata: 4 km facili (50 %), 2 km intermedi (25 %) e 2 km difficili (25 %). Il comprensorio dispone anche di innevamento artificiale su circa il 31 % delle piste per garantire una copertura più stabile. Inoltre, puoi trovare uno snowpark vicino al Rifugio Poggio Scorzatello, con linee di salti e box, divertente per snowboarder e chi vuole osare qualcosa in più.
Per chi ama lo sci nordico, Sant’Annapelago offre diversi anelli di fondo gratuiti: uno omologato da 2,5 km (parzialmente illuminato e innevato artificialmente), più altri percorsi nella località "Acque Chiare" da 3, 5 e 7,5 km, immersi nel silenzio del Parco del Frignano.
Le piste s’inoltrano fra boschi di faggio, radure e pendii ampi dove puoi goderti curve morbide o passaggi più tecnici. Le aree aperte e i versanti boscosi creano un contesto rilassante e panoramico, perfetto per respirare aria pura e sentirti davvero in quota.
Quando scende neve fresca, puntare sul lato del Monte Albano, servito dalle seggiovie collegate, è una scelta intelligente: qui la copertura è più in ombra e la polvere resta intatta più a lungo. Approfittane nelle prime ore del mattino, quando il comprensorio è ancora silenzioso — ti sembrerà di avere la neve tutta per te.
Un altro asso nella manica è lo sci nordico: gli anelli di Acque Chiare, che si snodano per 3, 5 e 7,5 km, in un silenzio boschivo poetico, sono perfetti per chi ama muoversi a ritmo tranquillo, immerso nella natura. La sera, puoi scivolare lungo il tratto omologato da 2,5 km, anche illuminato artificialmente — un modo suggestivo per concludere la giornata sul bianco.
Per te che cerchi un’esperienza intima, fine gennaio e febbraio sono i mesi ideali: neve più stabile, impianti attivi senza troppa affluenza, e panorami liberi da ressa. Alla fine della giornata, salta nei rifugi o nei bar del borgo: chiacchiere autentiche, un calice di vino locale e risate con chi, in quelle montagne, ci vive e ama condividere storie di montagna — un après-ski dal sapore genuino e senza pretese.
Pur essendo piccolo e mal organizzato, risulta un paesaggio magico e con un back country da 4 km