Monte San Primo si trova nelle Prealpi Comasche, nel “Triangolo Lariano” tra i due rami del Lago di Como, ed è la vetta più alta dell’area con i suoi 1.682 metri di altitudine. Storicamente ha ospitato una piccola stazione sciistica sotto il monte, con impianti come gli skilift “Forcella”, “Baby Pianone” e “Terrabiotta”, e in passato si parlava di una rete sciabile di circa 12 km (quando tutti gli impianti erano attivi).
Oggi la realtà è più contenuta: sono operativi 2 impianti di risalita (due skilift), nessuna seggiovia, funivia o cabinovia attiva dedicata allo sci alpino (secondo le fonti correnti). Le piste totali attive sono 4, per un’estensione di circa 5 km di tracciati sciabili.
In quanto a servizi per famiglie, Monte San Primo offre piste adatte ai principianti (campo scuola / tratto facile) che permettono di muovere i primi passi senza troppa pressione. Per chi è intermedio o vuole un po’ di varietà, le piste medie offrono curve dolci e dislivelli moderati, e la pista “difficile” dà la possibilità di mettersi un po’ alla prova.
Per arrivarci in auto, il percorso tipico è dirigersi verso Bellagio o verso i paesi limitrofi come Civenna, Lezzeno o Sormano, e poi imboccare le strade provinciali e locali che salgono verso “San Primo / Piano Rancio / Rifugio Martina”. Per esempio, da Milano è percorribile circa 64 km, che richiedono in condizioni normali poco più di un’ora e mezza con l’auto.
Per quanto riguarda i mezzi pubblici, la linea bus C36 (ASF Autolinee) serve la zona di Monte San Primo, con capolinea “Monte San Primo – Ristorante” che è una fermata vicina ai punti d’inizio delle camminate / accessi alla montagna. Questa linea collega tra l’altro Asso (stazione) fino alla cima, con varie fermate intermedie. Da Bellagio o da comuni vicini, questa è una delle opzioni per evitare di dover arrivare con mezzi privati.
Monte San Primo dispone di circa 5 km di piste attive, distribuite su 4 piste totali servite da 2 impianti di risalita (skilift / tapis roulant) secondo le fonti più aggiornate. Le altitudini segnalate sono di quota minima circa 1.120 m e quota massima attiva circa 1.500–1.686 m, con un dislivello utile modesto, intorno ai 300-400 metri (alcune fonti parlano di 380 m).
Quanto alla difficoltà, delle 4 piste attive una è classificata facile / blu (circa 1 km), due sono di livello medio / rosse (insieme circa 3 km) e una è difficile / nera (circa 1 km). Le percentuali che emergono sono: circa 25 % blu, 50 % rosse, 25 % nere. In termini di innevamento programmato, risulta che 2 km delle piste erano serviti da innevamento artificiale in passato, anche se non è chiaro quanto quel sistema sia regolarmente attivo oggi. La media nevicata per Monte San Primo è molto bassa — circa 30 cm — segno che la copertura naturale è limitata.
Il terreno è piuttosto semplice: l’arena sciabile si sviluppa su pendii boscosi, radure e versanti moderati. Alcune piste (quelle rosse e la nera) presentano tratti più ripidi e curve più accentuate che possono dare un minimo di sfida, ma non aspettarti scivoli estremi. Le pendenze sono contenute e l’area è ben adatta per chi cerca discese gentili intervallate da ambienti naturali boscosi, con panorami che spaziano sul Lago di Como e sul paesaggio intorno.
Se vieni con la famiglia o sei principiante, punta alle piste blu e alla zona servita dallo skilift “baby / scuola”, dove puoi esercitarti senza eccessive pressioni. Se sei intermedio, le piste rosse offrono un buon compromesso fra impegno e piacere, specialmente nelle giornate di neve compatta. Per lo sciatore esperto, la pista nera può essere una piccola sfida, ma non aspettarti curve ampie o lunghi tratti verticali: piuttosto esplora anche gli itinerari di sci alpinismo o le varianti laterali (quando la neve lo consente) verso Monte Punciv o la cresta del San Primo, che regalano scorci più selvaggi e panoramici.
Una delle cose da non perdere se nevica è puntare verso i pendii boscosi e i versanti meno battuti (verso Terrabiotta o nei pressi del Monte Punciv) — qui spesso la neve fresca resiste più a lungo, perché non vengono ripassati in continuazione. Se ti alzi presto, puoi essere tra i primi sulle piste e approfittare delle condizioni migliori prima che il fondo si compatti. In giornate molto serene (quando il cielo è limpido), sali fino alla cresta sommitale per goderti panorami ampi sul Lago di Como, sulle Alpi circostanti e sulle colline della Brianza: quel punto offre scorci che non vedi da molte altre località vicine. Un trucco: chiedi agli abitanti o agli appassionati locali qual è “la discesa meno frequentata del giorno” — spesso indicano varianti laterali dallo skilift principale che, con poca neve, diventano discese silenziose e affascinanti.
Per quanto riguarda i momenti migliori per visitare, la fascia centrale dell’inverno (gennaio–febbraio) è spesso quella con maggiore probabilità di nevicate utili, ma se vuoi evitare affollamenti puoi preferire fine dicembre o inizio marzo. I locali e i rifugi lungo le piste sono semplici e accoglienti, luoghi dove fermarti per cioccolata calda, vin brulé o piatti della tradizione, magari con vista sul lago o sui boschi circostanti. La gente del posto ama combinare lo sci con ciaspolate o escursioni fuori pista quando la neve lo consente, in queste ore più tranquille puoi camminare fino alla vetta del San Primo o esplorare la cresta verso il Punciv, alternando la discesa in neve fresca.
per quella data la neve non era abbondante da mettere le ciaspole, anzi, il tragitto sia andata che ritorno per la vetta, è stato compiuto con i ramponi.