La possibilità che, durante il prossimo Natale, l’Europa si trovi divisa in fortunati che potranno trascorrere le vacanze come ogni anno sulle piste da sci e meno fortunati ancora vincolati da divieti sugli spostamenti, sta diventando sempre più concreta.

Nonostante la seconda ondata di contagi abbia invaso l’Europa in modo abbastanza uniforme, le proposte sull’apertura della stagione sciistica non lo sono per nulla.

L’Italia e la Francia sembrano essere le più caute concordando sul fatto che aprire gli impianti prima delle feste sia un azzardo, ipotizzano infatti un “via libera” nel mese di gennaio. Il Presidente francese, sulla stessa lunghezza d'onda del nostro Premier, durante un discorso televisivo ha dichiarato "una riapertura per le feste non sembra possibile".
 
L’Austria, la Spagna e la Slovenia, invece, hanno annunciato le aperture degli impianti a dicembre al termine dei rispettivi periodi di lockdown attualmente in corso.

All'Austria in particolare non piace proprio l'idea di uno stop ai turisti sulla neve, lo ha fatto chiaramente sapere la ministra per il Turismo dichiarando "Non posso condividere l'iniziativa italiana. In Austria ci sarà di certo un turismo invernale".

Se l’Italia e la Francia chiudessero le piste, ma i Paesi confinanti non facessero altrettanto, la perdita economica sarebbe vana ed il rischio di contagi di ritorno sarebbe un problema concreto. Per questo che Conte e Macron chiedono a Bruxelles un accordo Europeo, che sicuramente non sarà affatto facile da raggiungere.  

La decisione della Germania in merito all’apertura, invece, è ancora incerta ma il governatore della Baviera, land più interessata alla questione, ha dichiarato che un accordo comune sullo sci è necessario in questo momento.

C’è poi la questione della Svizzera che, non facendo parte dell’unione Europea, può decidere in piena autonomia e libertà. Gli elvetici infatti hanno già aperto alcuni impianti a tutti gli sciatori amatoriali e turisti, specificando che gli Italiani sono benvenuti.
Si può sciare in una decina di località svizzere, tra queste Verbier, Crans Montana, Andermatt, Davos.


Ma anche nelle stazioni confinanti con l'Italia di Zermatt, dall'altra parte di Cervinia, e di St. Moritz/Engadina, solitamente molto frequentata dagli sciatori milanesi con budget più consistenti.
Insomma, in Svizzera, a parte l'introduzione di regole più severe r
ispetto alle stagioni precedenti (mantenere le distanze di sicurezza, misure di igiene ed obbligo di indossare la mascherina), la stagione invernale 2020 è aperta ed in attesa di turisti.
 

A questo punto la battaglia Europea degli sci è in pieno svolgimento e siamo tutti ansiosi di capire come andrà a finire.

La nostra speranza è che alla fine si decidano delle regole precise e comuni, volte a tutelare in primis la salute, e che sostengano anche gli operatori della montagna, dal momento che stiamo andando in contro ad una stagione molto complicata.