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Le chiamavano trinità: Andermatt + Sedrun + Disentis

10º febbraio 2019 | Redazione Skiinfo.it

Notizie dalle regioni: Svizzera

Località citate in questo articolo: Skiarena Andermatt-Sedrun, Disentis 3000

Le chiamavano trinità: Andermatt + Sedrun + Disentis- ©Valentin Luthiger

Andermatt Disentis Sedrun

Copyright: Valentin Luthiger

Il comprensorio sciistico Andermatt+Sedrun+Disentis è il paradiso per lo sport invernale che si muove tra tradizione e modernità. Un posto dove i villeggianti possono riacquistare nuove forze e allo stesso tempo godersi la calma, in alto, in mezzo alle montagne.

 

Una volta, vivere nei villaggi di montagna, umili e poveri, non era facile: la vita era caratterizzata da inverni rigidi, pochi e dissestati collegamenti con i centri urbani e carestie. Tuttavia, tali condizioni aguzzano l’ingegno e, al giorno d’oggi, una conoscenza unisce le tre località Andermatt, Sedrun e Disentis: queste hanno puntato sul turismo e i loro sforzi sono stati coronati dal successo. Le località in mezzo al Massiccio del Gottardo, con le loro montagne maestose di 3000 metri ed i comprensori sciistici moderni, sono diventate delle oasi della calma, lontane dalla mania dell’Après-Ski. Molto è rimasto autentico: il paese, la gente, le usanze ed il turismo dello sci sono collegati alla terra svizzera e ad una tradizione profonda, ma con lo sguardo innovativo, volto verso il futuro. Ed allora eccovi tre delle località invernali più pittoresche delle Alpi svizzere – continuano a chiamarle trinità.

 

Andermatt – high end tra tradizione e modernità

Il villaggio Andermatt è famoso per il suo bosco di protezione che ormai da secoli è il baluardo contro le valanghe – non sarà stato un caso che i coloni si stabilissero proprio qui: oggi il villaggio di montagna conta circa 1.400 abitanti. In passato il passo del San Gottardo rappresentava il collegamento più importante attraverso l’arco alpino – una strada faticosa e pericolosa. Gli “urani”, gli abitanti del Canton Uri, nel 1198 costruirono tra le ripide pareti rocciose il cosiddetto “ponte del diavolo”, fino ad oggi leggendario e, indiscutibilmente, l’attrazione più bella del villaggio. Grazie a questo ponte si apriva una porta verso sud, attraverso la quale i primi ospiti potevano accedervi abbastanza facilmente.

 

A partire dal 2013 la “Matterhorn-Gotthard-Bahn” (la Ferrovia Cervino-Gottardo) con il famoso Glacier Express è diventata la linfa vitale per il turismo tra San Maurizio e Zermatt – un turismo che ha messo le sue radici molto tempo prima: già nel 18° secolo Johann Wolfgang Goethe qui si sentiva a suo agio. Tra gli altri ospiti famosi figurano anche Queen Victoria e James Bond – anche se l’ultimo, alle riprese di “Missione Goldfinger” si è solo fermato qui per far benzina e continuare l’inseguimento. Chi vorrebbe sapere di più sul turismo, la storia della valle, la cultura d’insediamento e l’economia alpina, potrà visitare il museo “Talmuseum Ursern” ad Andermatt.

 

Ma ritorniamo al turismo: Andermatt è nato come luogo di cura, oggi è un luogo di villeggiatura invernale di altissimo livello – per gli amanti dello sport alpino, per i freerider e anche per le famiglie con i bambini. Il Gemsstock (2.963m) nella SkiArena viene reso accessibile attraverso una funivia e altri tre impianti più piccoli. Dagli hotel high-end ed i chalet, agli hotel per famiglie e le stanze private - l’offerta per alloggiare è varia e questa varietà domina l’immagine del villaggio, un mix tra tradizione e modernità. Nelle strette vie coesistono in modo naturale, le une accanto alle altre, case rivestite di scandole colorate e costruzioni in cemento e vetro. Antiche “case walser” (storiche abitazioni contadine in pietra e legno scuro) si trovano attigue ai hotel tradizionali, ornati da pitture murali.

 

"Cameriere, gli sci per favore", si usa dire nell‘hot spot culinario “Chedi”, il simbolo della cucina gourmet ed uno tra gli hotel più esclusivi della Svizzera, che offre un mix di chic alpino, tradizione svizzera e un tocco d’Asia. Ma per non far preoccupare nessuno – l’influsso progressista non arriva troppo in là: l'Après-Ski ad Andermatt lo trovano solo quelli che lo cercano veramente, qui si festeggia in modo discreto o ci si reca subito al treno Après-Ski, che porta da Andermatt a Disentis.

 

Galleria foto

Andermatt Disentis Sedrun - © Valentin Luthiger
Andermatt Disentis Sedrun - © Valentin Luthiger
Andermatt Disentis Sedrun - © Valentin Luthiger
Skiarena Andermatt Sedrun Disentis - © Skiarena Andermatt Sedrun Disentis

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Sedrun – centrale idroelettrica presso la sorgente del Reno

Sedrun è nato nell’ottavo secolo, a 1.450 metri, sotto il Passo dell’Oberalp, nella forma di un insediamento isolato. Si estendeva dal Passo fino a Bugnei – un villaggio nel senso proprio non esisteva fino ad allora, solo 1.000 anni dopo i contadini di montagna fondarono un centro. Oggi Sedrun, con i vari borghi, conta 1.800 abitanti e si trova nel posto in cui s’incontrano il Cantone dei Grigioni ed il Canton Uri. Una curiosità: la lingua ufficiale nel Cantone dei Grigioni è il retoromanzo, che viene parlato solo da pochi svizzeri, ma costituisce comunque una parte essenziale dell’identità regionale. Nel 1938, il cosiddetto “romancio” fu inserito nella Costituzione come lingua nazionale. Google lo conosce, Wikipedia pure – Microsoft Word invece no.

 

L’acqua, come fonte di vita, svolgeva un ruolo importante nella nascita di Sedrun e lo fa ancora oggi. Quello che a Sedrun sgorga piano e tranquillo, 1.000 chilometri più a nord sfocia possente nel mare del Nord: qui nasce il Reno dalla sua sorgente, cioè dal lago di Toma, un lago di montagna a 2.345 metri. Mentre il romantico villaggio alle falde del Reno può essere per i villeggianti un posto per acquistare nuove energie, la centrale elettrica a Sedrun fornisce l’energia per tutti i comuni circostanti e naturalmente anche per gli impianti sciistici. Un tour guidato della centrale, per gruppi a partire da 8 persone, è gratuito e sicuramente altrettanto interessante quanto la visita all’impresa del secolo dell’arte svizzera di costruire tunnel, anche essa dipendente dall’energia: il tunnel del Gottardo che con i suoi 57 km di lunghezza è (ancora) il tunnel ferroviario più lungo del mondo. Durante la visita, attraverso una finestra, si possono osservare i treni sfrecciarvi davanti. A chi non bastano queste attrazioni dopo una giornata sugli sci o chi cerca la calma, dovrà assolutamente andare al Centro Wellness e al Parco acquatico Bogn. Dopo una lunga giornata sugli sci, lungo le piste della SkiArena, vi potete rilassare in modo svizzero nelle vasche di nuoto o nel mondo delle saune – un’esperienza sia per i genitori con i figli che per gli sciatori sportivi!

 

Disentis – febbre dell’oro e calma sacra nel deserto

Il nome di Disentis deriva dalla parola latina „desertina“, il che si traduce in „deserto, luogo desolato”. Infatti, il villaggio non è una metropoli vivace – e non lo vuole essere. Il monaco irlandese Sigisbert, nell’VIII secolo, costruì una cella di convento dal nome “Desertina”, dalla quale poi nacque l’abbazia di Disentis – per lungo tempo un centro culturale e spirituale del Cantone dei Grigioni. Oggi l’abbazia con la cappella barocca di Sant’Agata è un prezioso bene culturale ed il ginnasio adiacente è l’istituto d’istruzione più importante. Il museo dell’abbazia mostra arte sacra medievale, prodotti tessili molto preziosi e tesori naturali della flora, fauna e geologia locale.

 

Il turismo a Disentis cominciò a svilupparsi nell’anno 1872, grazie alla fonte di radon più ricca d’Europa: da tutto il mondo gli ospiti accorrevano per visitare l’hotel di cura Disentiserhof. L’hotel fu costruito nello stile neoclassico ma nel 1970 dovette far posto ad una nuova costruzione, momento che determinò anche la fine di Disentis come rinomata destinazione per i soggiorni di cura. Ma il tipico fascino/charme del villaggio, coi suoi vari piccoli borghi, viene sottolineato ancora oggi dalle storiche case patrizie e le varie case contadine dell’Oberland.

 

Oggi, la piccola località di villeggiatura invernale che si trova a 1.1130 metri, con i suoi 2.000 abitanti, è molto popolare per le famiglie perché con offerte a costi contenuti e mirate è alla portata di tasche di tutte le famiglie. Qui inoltre di movida notturna se ne trova poca. Al centro dell’attenzione del villaggio pittoresco, con la sua patina sacra e la tradizione, sono le famiglie e gli sciatori. Ci sono 150 chilometri di sentieri dedicati all’escursionismo, 30 chilometri di piste per lo sci di fondo – una meta ideale per gli escapisti che cercano calma e pace. Vicino al Reno anteriore si trova un piccolo lago per fare il bagno che in inverno è una celebre meta per gli escursionisti invernali. Nelle acque smeraldine del Reno, nel 1996 (!) hanno trovato una pepita d’oro, grande quasi 3 centimetri – scoperta che ha scatenato nel villaggio una febbre dell’oro che, a sua volta, rappresenta naturalmente un’attrazione per le famiglie con i bambini. Corrispondono ai rustici hotel di famiglia e alle tradizionali “Arvenstuben” (tipico salotto svizzero in cembro), ma ci sono anche i semplici e classici hotel per gli sciatori e per un altro genere di sportivi: i freerider che, con la funivia Disentis-Caischavedra, arrivano facilmente fino a 3.000 metri e da lì si possono lanciare lungo i pendii di neve fresca.

 

Conclusione:

Andermatt, Sedrun, Disentis – non importa dove andrete, si scia benissimo in tutte e tre. Ad Andermatt tutto accade ad un livello un po’ più elevato, a Sedrun e Disentis invece c’è più tradizione, più calma. Offrono molto spazio anche per i più piccoli – perché tutte e tre le località danno il benvenuto alle famiglie. Ma anche ai freerider e a coloro che vorrebbero diventarlo. Nessuna delle tre ha dimenticato le sue radici contadine e montane – e non dovrebbero, perché molti ospiti cercano proprio quest’essenza di genuino, vicino e familiare. Chi dovrà scegliere una delle tre, avrà l’imbarazzo della scelta – ogni posto ha il suo particolare fascino e per qualsiasi angolazione lo si prenda è, e rimarrà, bello. Ci resta solo da augurarvi un bel soggiorno!

 

 

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