E' iniziata l'11 novembre 2017 la stagione sciistica del Dolomiti Superski. Alcune località infatti hanno anticipato l'apertura degli impianti, grazie alle recenti nevicate. Questo weekend è possibile sciare in queste 3 stazioni sciistiche del Dolomiti Superski:

- Cortina

- Tre Cime Dolomiti

- San Martino di Castrozza - Passo Rolle


Questa è la stagione invernale numero 44 di Dolomiti Superski, da quando il carosello sciistico più grande al mondo è stato fondato. Ma lo sguardo rimane rivolto verso il futuro, ed è proprio questa la base del successo di Dolomiti Superski: promuovere il costante sviluppo sia in termini di infrastruttura, che anche dell’ottimizzazione dell’offerta per lo sciatore che passa le proprie vacanze sulle Dolomiti.

In questo senso, le società che gestiscono gli impianti di risalita hanno nuovamente investito circa 70 milioni di Euro in nuovi impianti di risalita o nell’ammodernamento di piste, di cui 12 milioni nei sistemi di innevamento programmato. Questo per garantire un'ottima sciabilità in caso di scarsa presenza di neve naturale.

Anche dopo più di 40 anni, Dolomiti Superski vuole continuare ad essere un punto di riferimento nell’ambiente turistico invernale internazionale, invogliare i giovani a trascorrere le proprie vacanza sulla neve con proposte trendy e giovanili come gli attrezzatissimi snowpark, nonché contribuire alla promozione della vacanza sulla neve nelle famiglie.


TUTTI I NUMERI DEL DOLOMITI SUPERSKI

Le 12 valli di Dolomiti Superski, che insieme offrono 450 impianti di risalita, 1.200 km di piste e 30 snowpark in oltre 50 località alpine sono per tanto pronte ad iniziare una nuova stagione invernale all’insegna della costanza e dell’affidabilità per quanto riguarda la qualità del servizio offerto, e della novità in termini di infrastrutture innovative in numerose zone sciistiche.

▶ Zone sciistiche 12

▶ Snowparks 30

▶ Numero impianti di risalita 450

▶ Km di pista totali 1.200

▶ Km di pista con innevamento garantito 1.160 (97%)

▶ Numero totale innevatori 5.800

▶ Numero bacini e vasche per raccolta idrica 180

▶ Potenza totale impianti di innevamento 96,5 MW

▶ Tipologia piste Blu 30%, Rosse 60%, Nere 10%

▶ Numero di persone trasportate all’ora 670.000

▶ Superficie totale Dolomiti Superski ca. 3.000 km2

▶ Numero complessivo gatti delle nevi 320

▶ Punti vendita skipass principali 56

 

1) INNEVAMENTO PROGRAMMATO

Garantire la sciabilità quasi al 100% sui 1.200 km di piste disponibili - è questo uno degli obiettivi che Dolomiti Superski si è prefissato e che sta perseguendo da quasi un trentennio, da quando cioè è entrata in scena la tecnologia di innevamento programmato.

I primi cannoni a livello europeo sono stati installati sulle piste delle Dolomiti agli inizi degli anni '80 e da allora è stato uno sviluppo continuo. Non solo tutte le zone sciistiche hanno investito e tuttora investono con costanza nella realizzazione, nell’ampliamento e nell’ottimizzazione di questi sistemi complessi, ma nell’area dolomitica e limitrofa è nata un’industria dell’innevamento, che ad oggi è leader mondiale nel settore. Imprese come la Technoalpin e la Demac-Lenko sono nate e cresciute assieme a questa tecnologia stessa, che trova ormai impiego in tutto il mondo. Ad oggi, nel comprensorio sciistico Dolomiti Superski, sono installati 5.800 cannoni per l’innevamento programmato (ventole e giraffe) con una potenza complessiva che supera gli 96,5 MegaWatt.

Dato che le giornate di freddo utili per la produzione di neve diminuiscono negli ultimi tempi, bisogna essere attrezzati per sfruttare al meglio quelle disponibili già verso la fine di ottobre/inizio novembre. Qui è necessario riuscire a produrre quanta più neve nel minor tempo possibile. E questo viene supportato da oltre 180 bacini per la raccolta idrica o serbatoi sotterranei, dove viene accumulata l’acqua che sgorga dalle sorgenti.

Così attualmente si riesce a garantire l’innevamento di oltre il 97% della totalità delle piste sulle Dolomiti.


2) NEVE GARANTITA

L’innevamento programmato, gestito da personale altamente specializzato con un’esperienza professionale accumulata “sul campo” negli anni, avviene prevalentemente durante le ore notturne e ed è perciò meno visibile da parte degli ospiti. C’è poi tutto il processo di preparazione e manutenzione delle piste.

Fatti i grandi mucchi di neve chiamati in gergo “balene” per la loro forma che richiama il dorso ricurvo dei grossi cetacei, entrano in azione i gatti delle nevi per distendere la neve sulla pista, creando lo strato base dello spessore di almeno 40 cm.

Anche i gatti delle nevi hanno vissuto un notevole sviluppo tecnologico, partendo dai prototipi di Prinoth, anche questa una ditta leader nel settore, nata nel cuore delle Dolomiti per soddisfare le esigenze tecnologiche locali. Oggi sono a disposizione pachidermi meccanici ad alto rendimento, che combinano economicità, ecologia e efficienza sul campo, per contenere al minimo l’impatto sull’ambiente. 

 

3) PISTE SEMPRE AL TOP

La preparazione e la manutenzione dei 1.200 km di pista avviene ogni notte con grande cura ed attenzione, impegnando attualmente oltre 320 gatti delle nevi, tra i quali anche i primi di tipo “ibrido diesel-elettrico”, che garantiscono più potenza con meno impiego di carburanti fossili grazie alla tecnologia elettrica.

Sono i “gattisti”, i piloti dei gatti delle nevi che gestiscono le “proprie” piste di competenza, manovrando con passione e perizia i macchinari e trattando la superficie delle piste a regola d’arte, onde garantirne la perfezione fin dal mattino seguente – per la gioia degli appassionati di sci.

 

4) RISPETTO PER L'AMBIENTE

Oggi gli impianti di innevamento producono neve di ottima qualità con minor impiego di energia, per altro derivante esclusivamente da fonti rinnovabili come l’acqua. Possono essere prodotti tipi di neve diversi per dimensione dei cristalli e per contenuto di umidità, a seconda del fabbisogno e delle condizioni atmosferiche.

La composizione della neve programmata è identica a quella naturale. Il metodo di produzione della neve programmata è molto semplice, in quanto l’acqua naturale viene “mescolata” con aria compressa, e una volta venuta a contatto con il freddo dell’ambiente, cristallizza all’istante, senza l’aggiunta di additivi. Per produrre la neve viene utilizzata acqua naturale e pulita prelevata dalle sorgenti montane, sulla base di concessioni amministrative rilasciate dopo un’ istruttoria tecnica, in misura compatibile con le portate del bacino e nel rispetto dell’equilibrio idrologico.

L’acqua non viene consumata, ma presa “in prestito”, trasformata in neve e poi restituita al circolo idrologico in primavera, al momento dello scioglimento. Il fabbisogno di acqua per l’innevamento programmato è inferiore a quello in altri settori: una stagione invernale nel Dolomiti Superski utilizza meno di quanto non venga impiegato dall’agricoltura in un giorno o per il consumo privato in due giornate in Provincia di Belluno (Fonte: Genio civile della Provincia di Belluno).

I cannoni da neve funzionano ad energia elettrica da fonti rinnovabili e quindi non inquinano. In Alto Adige si produce il doppio di energia idroelettrica del fabbisogno. Fino ad oggi, e stiamo parlando di un periodo di ben 30 anni di esperienza nella produzione di neve programmata, non si è a conoscenza di danni da asfissia all’erba.

Infatti, in estate le piste da sci sulle Dolomiti sono prati in fiore utilizzati anche come pascoli per mucche e pecore, a dimostrazione del fatto, che la destinazione a pista in inverno non ne compromette la biologia estiva. All’atto dello scioglimento della neve in primavera, l’acqua viene restituita all’ambiente nello stesso bacino imbrifero.

 

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