Anche la più lunga delle stagioni prima o poi arriva al termine, e per non farci soffrire troppo la Natura ha fatto sì che il caldo arrivasse proprio nel weekend di chiusura della maggior parte delle località, così da non rimpiangere il fatto che ci sia ancora molta neve sulle nostre montagne. Resistono solo i comprensori con le piste più alte, quelli coi ghiacciai o coi gestori che, vista la tanta neve al suolo, hanno deciso di prolungare la stagione pensando di fare un regalo agli sciatori ma senza tener conto del calendario, del sole ormai alto e potente e della neve che è inesorabilmente pesante e pericolosa benché abbondante. Gran periodo invece per gli sci alpinisti, i quali hanno davanti oltre un mese di avventure, sempre stando attenti al pericolo valanghe, viste le nevicate in arrivo nel weekend, seguite da un nuovo rialzo termico.
 

Da novembre ad aprile, 6 mesi di neve - Tempo di Bilanci

- Ma come era partita questa stagione? Proprio come sta per concludersi, con alcuni comprensori che avevano aperto in anticipo alcune piste grazie alle nevicate precoci di inizio novembre, permettendo di battere la neve in quota sulle Alpi. In Appennino invece la stagione stentava a partire, lo Scirocco dominava e la pioggia era la protagonista sino alle alte quote. Anche sulle Dolomiti la situazione non era rosea, c’era neve solo a quote molto alte e pure qui lo Scirocco dava problemi, non permetteva l’utilizzo dei cannoni e ad inizio dicembre la situazione era preoccupante.

- La prima svolta arrivò col ponte dell’Immacolata: la rotazione da nord dei venti permise nevicate sino a quote collinari su tutta Italia, paesaggi imbiancati sulle Alpi e versanti adriatici, coi comprensori che poterono aprire su molte zone ed arrivare al Natale nel migliore dei modi.

- Pausa di riflessione nei primi giorni del nuovo anno, con le temperature schizzate in alto su tutta Italia, valori di 15°C e neve sparita sulle Prealpi a causa del föhn, e brutti pensieri che pervadevano la mente degli sciatori, ancora scottati dalle ultime due stagioni finite troppo presto.

- Ma ecco la seconda svolta, quella definitiva, da cui partirono tre mesi indimenticabili, fatti di nevicate a ripetizione, freddo quanto basta e, per dirla tutta, anche poco sole per godersi tanta meraviglia.



Ma può una stagione così nevosa e lunga rilanciare il turismo?


A quanto pare non basta e una causa (od un alibi?) è proprio da ricercare nel meteo, che per troppi weekend non ha permesso agli sciatori di recarsi sulle piste, specie al nord-ovest, dove il target turistico è meno votato alle settimane bianche.

Molto più rosea la situazione al nord-est, con le Dolomiti prese d’assalto come al solito da turisti italiani e stranieri che han scelto le montagne più belle del mondo per trascorrere i loro giorni sulla neve. Piste piene nei feriali e nei festivi, la bella atmosfera, l’organizzazione impeccabile: il maltempo c’è stato anche qui eppure si è lavorato lo stesso.

Nelle regioni del nord-ovest invece gli albergatori inveivano contro le ripetute nevicate anziché riflettere sulle reali cause dello scarso appeal che hanno le loro montagne: pedaggi sempre più cari sulle autostrade piemontesi e valdostane, scarsa ricettività a livello di appartamenti – la scelta più economica - e prezzi medi giornalieri degli hotel abbastanza alti.

Sole o non sole, lo sciatore continuerà ad andare al nord-ovest per uno, massimo due giorni, mentre sceglierà il comparto dolomitico per passare periodi più lunghi, coccolato dall’accoglienza impeccabile, il buon cibo ed un rapporto qualità/prezzo senza confronti. Stessa catena montuosa ma due modi ben diversi di fare turismo.