E’ una delle località storiche d’Italia, la più chic di Valtellina, ed ha saputo mantenere intatto il fascino di una volta, tanto da essere sempre ben frequentata nonostante la rete viaria valligiana non all’altezza di tanta fama.

La località

Arrivare a Bormio richiede pazienza e forza di volontà, specie se si proviene dalla Pianura Padana, per via della lenta strada statale che attraversa la Valtellina. L’ultimo tratto per fortuna è stato migliorato e ora non è necessario affrontare nemmeno un tornante per arrivare a destinazione. Giunti nella conca di Bormio la prima cosa che salta all’occhio è l’assenza o la scarsità di neve, dovuti alla posizione troppo continentale della località, con le perturbazioni che fanno molta fatica a raggiungerla. Fortunatamente in quota le cose vanno meglio, come vedremo in seguito.

Saliamo in quota con una moderna ovovia e perveniamo a Bormio 2000, il centro nevralgico del comprensorio sciistico ed anche la zona più affollata. Possiamo proseguire la salita verso la cima utilizzando la vecchia telecabina oppure affidandoci a due moderne seggiovie quadriposto, prevedendo quindi un trasbordo. Eccoci a 3012 metri, il punto più alto, dove possiamo fare una sosta contemplativa osservando le cime circostanti, tra le quali spicca il gruppo dell’Ortles-Cevedale col ghiacciaio dei Forni. Interessante anche la vista sulle vicine Santa Caterina Valfurva ed Oga – San Colombano, e viene da chiedersi come mai non si sia ancora concretizzato il progetto di unirle in un unico, fantastico, comprensorio da oltre 100km di piste.

Abbandonate le riflessioni, è ora di iniziare a scendere su una delle due piste, la Stella Alpina o la Bimbi al Sole le quali, nonostante i nomi rassicuranti, sono tutt’altro che semplici ancorché larghissime e con neve sempre ottimale. Stando sul versante sinistro si tornerà a quota 2000 percorrendo dei bei tratti nel bosco e ben illuminati a fine giornata. Sul versante destro, invece, si hanno a disposizione più varianti: si può tornare a quota 2000 transitando dal Cimino oppure tenere ancora la destra e scendere fino ad imboccare la pista più famosa, la “Stelvio”, che a fine dicembre ospita anche alcune gare di Coppa del Mondo: 900 metri di dislivello con molti cambi di pendenza anche repentini, tanto da dover stare attenti in prossimità dei muri, se non si vuole prendere letteralmente il volo, come su quello di “San Pietro”, una perdita di quota di 100 metri in pochissimo spazio che introduce al tratto finale della lunga pista. Se siamo partiti da quota 3012, toglieremo gli sci dopo ben 1800 metri di dislivello e circa 8-9km di sciata ininterrotti, a seconda delle varianti percorse. Questi sono i numeri di Bormio e, data la differenza di quota, talora si può partire dalla cima dove è pieno inverno ed arrivare a valle dove è già primavera.

Tornando in cima potremo ributtarci a valle cambiando ogni volta tracciato grazie ai numerosi bivi che permettono una decina di combinazioni diverse per tornare a valle. E se le già tecniche piste “rosse” non sono sufficienti, si possono percorrere anche due belle “nere”, la Betulle o la Valbella, entrambe con partenza posta sotto il Cimino.

Come si sarà capito, Bormio ha piste mediamente più impegnative rispetto ad altri comprensori, ma esistono anche zone dedicate ai principianti, in particolare a Bormio 2000, dove una seggiovia ed alcuni skilift servono una manciata di piste azzurre. A fine giornata ci si potrà rilassare alle famose terme distanti circa 5km dagli impianti, e con una splendida vista sull’intero comprensorio, così da poter ripercorrere mentalmente ogni pista mentre si è immersi nell’acqua calda delle vasche esterne.


Da non perdere

- La pista Stelvio, per sciare sulle orme dei campioni;
- Una discesa senza interruzioni da 3000 a 1200 metri, una rarità nelle Alpi;
- Il panorama da Cima Bianca sulle cime, i ghiacciai dell’Alta Valtellina e la conca di Bormio.


Pro

- Possibilità di percorrere 1800 metri di dislivello in un’unica pista, record italiano;
- Impianti in grado di gestire molto bene il grande afflusso di sciatori nel weekend;
- Neve in buone condizioni anche a fine stagione sopra quota 2000 grazie all’esposizione a nord.


Contro

- La conca di Bormio è, per cause naturali, spesso senza neve anche in pieno inverno;
- Strada di accesso lunga e lenta;
- Possibilità di trovare sassi in pista a causa della natura rocciosa del terreno.