L'inverno è stato generoso di neve, così come la primavera, e l'estate sembra non arrivare mai, questa migliorata situazione però non deve autorizzare ad abbandonare i progetti per la protezione dei ghiacciai. Sono troppo importanti per l'ecosistema alpino. In quest'ottica giustamente sull'Adamelloski prosegue il progetto iniziato 10 anni fa e che nel 2009 ha raggiunto una struttura più organica, come previsto dal protocollo d'intesa fra Carosello spa e Provincia Autonoma di Trento.

Cosi domenica 20 giugno si chiude la stagione dello sci estivo sul ghiacciaio Presena e da lunedì inizieranno le operazioni di rivestimento con i teli geotessili che l'anno scorso hanno evitato lo scioglimento di neve per uno spessore di 1,5 m. Saranno stesi di teli di produzione austriaca, di tessuto non tessuto con una superficie idrorepellente in grado di respingere i raggi del sole, limitando lo scioglimento del manto nevoso sottostante. Questi teli sono già utilizzati con ottimi risultati nei 5 ghiacciai sciabili dell'Austria. Rispetto ad una superficie di 45.000 metri quadri ricoperta lo scorso anno, ora saranno 70.000. Nel 2009 i teli proteggevano la linea di risalita delle sciovie ed il cambio di pendenza della pista, ovvero la parte più esposta al sole e quindi più a rischio; nel 2010 il ghiacciaio verrà ricoperto da cima a fondo. "In questo modo riusciremo a conservarlo meglio- ha spiegato il presidente della Carosello spa, Giacinto Delpero - e ad ottobre saremo pronti per dare inizio ad una nuova stagione di sci".

L'operazione è frutto di un accordo tra la società che gestisce gli impianti e la Provincia Autonoma di Trento, che finanzia al 50% la stesura dei teli e la successiva produzione di neve programmata. I costi sono importanti: tra il 2009 (45.000 mq) ed il 2010 (per 70.000 metri quadri) sono stati spesi 100 mila euro in teli (dureranno 3 anni), cui vanno aggiunti altri 100 mila euro in manodopera (stesura dei teli a giugno e ritiro dei teli a settembre). L'intesa prevede inoltre che alla fine dell'estate, per tre anni, vengano elaborate delle relazioni in collaborazione con le Università di Trento e di Milano per monitorare il fenomeno e studiare gli effetti della copertura geotessile e della produzione di neve programmata.