Due a Cervinia e una a Pila, la Val d'Aosta brilla questa nuova stagione perché propone agli appassionati dello sci un tris di nuove piste "nere". Era da tempo che non c'erano di queste novità ad inizio inverno. Quindi grande curiosità per valutare il grado di difficoltà che i nuovi tracciati propongono. Entreranno a far parte delle piste più ripide esistenti? In attesa di dare risposta alla curiosità, vediamo l'elenco dei più famosi "muri", come si chiamano in gergo, d'Europa. Quelli riconosciuti come teatro di sfide al coraggio.

Prima di immergersi nella collezione, guardiamo però quali sono i termini tecnici della questione, ovvero la classificazione con cui vengono definite i tracciati nelle skiarea. Per le piste di discesa è prevista una classificazione (norme UNI): la pista "nera" possiede tratti significativi con pendenza superiore al 40%; la pista "rossa" presenta pendenza in tratti significativi tra il 25 e il 40%; la pista "blu", la più facile, ha pendenza in tratti significativi inferiori al 25%. Per le più difficili è prevista l'esposizione del cartello che indichi agli sciatori che stanno affrontando un tracciato "per esperti". Comunque oltre il 40% non esistono altre classificazioni, tutto rientra nelle descrizioni delle diverse esperienze maturate dagli sciatori.
Ma non basta la percentuale per valutarne l'effettiva pendenza. Occorre calcolare la tangente dell'angolo formato dalla base orizzontale e la linea di discesa. E moltiplicare questo valore per cento. Comunque, per semplicità diamo una sintetica tabella di questi valori in modo da avere un'idea di massima:

pendenza di 10 gradi = 17%
pendenza di 20 gradi = 36%
pendenza di 30 gradi = 58%
pendenza di 40 gradi = 83%
pendenza di 50 gradi = 119%

Ed ora passiamo alla galleria dei "muri". Sulla base di queste "misure" per le pista de discesa il record di pendenza viene attribuito alla "Harakiri" di Mayrhofen (Tirolo) che, su una lunghezza di 1300 m., vanta una pendenza massima del 78%. Identica percentuale da record la esibisce la "Piculin" di San Vigilio Marebbe (nell'area di Plan de Corones) sui suoi 2 km di sviluppo. Di poco inferiore la "Holzrise 2" alla Croda Rossa di Sesto Punteria che, con un dislivello 320 m e una lunghezza di 720, va a toccare il 77%. Arriviamo allora alla "Franco Bertod", che dai 3210 m. scende per 3,8 km ai 1510 di La Thuile, per formare un "muro" che tocca il 73% di pendenza. Valori alti li detiene anche la "Direttissima" che dai 2100 m. dello Spinale scende per 2,4 km a Madonna di Campiglio. E' l'ultimo muro a spaventare i meno bravi e coraggiosi, si chiama "muro Schumacher", sempre ghiacciato e con una pendenza del 70%. Anche il "Canalone Miramonti" non scherza toccando un 63%. Bella ripida, 66%, è anche la "Nera" a Folgarida, nello Skirama Dolomiti del Brenta. Un tracciato severo nato nel 1967 e disegnato da Ermanno Nogler: parte da 1.854 m., arriva a 1.300 m. per una lunghezza di 1.850 m.

Uscendo dai confini nazionali una bella discesa adrenalinica resta la direttissima di Kitzbuhel, con pendenza massima del 70%. Verbier è famosa per i vari e lunghi tracciati fuoripista, quello più battuto è quello che scende dal Col des Gentianes (2950 m) sino a Tortin (2050 m) ed infatti la "Tortin" rappresenta una bella impresa per gli sciatori. Bella, scenografica, ma anche terribile la "Grand Couloir" di Courchevel, che parte da in cima al Saulire (2723 m.) e scende a Verdons con una prima parte in cresta (con uno strapiombo per lato) e poi si infila in una successione di "corridoi" (couloir) sempre in forte pendenza e pieni di gobbe. Diversa ma sempre una bella impresa è la "Chevanette", meglio conosciuta come "Le mur suisse", che da Avoriaz (nelle Portes du Soleil") va verso il versante svizzero: nei primi 100 metri si arriva al 76% di pendenza tra mille gobbe, per "rilassarsi" su percentuali sempre intorno al 50.

All'Alpe d'Huez la pista più celebre prende il nome dal ghiacciaio sottostante al Pic Blanc ed è la "Sarenne" (1900 m di dislivello, da quota 3330), una "nera" che grazie alla sua lunghezza di quasi 18 km risulta il tracciato di sci più lungo del mondo. Ma la pista mozzafiato è la "Tunnel", chiamata così per un tunnel artificiale che consente di cambiare versante e compiere la discesa vertiginosa fino al Lac Blanc.