Che scaldata, ragazzi! Il predominio anticiclonico era realtà da ormai diverso tempo, la risalita delle temperature era annunciata, ma al nord-ovest ci si è messo anche il föhn ad estremizzare la già non bella situazione. Sfiorati i 30°C nei fondivalle alpini piemontesi e superati i 15°C a quota 1500, con inevitabili ripercussioni sullo stato delle piste. Più che ad un assaggio di primavera abbiamo assistito ad un antipasto estivo, con la speranza di voltare presto pagina.

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UNO SGUARDO SULLE ALPI

Seconda decade di marzo che sembra la seconda di maggio, questa la cruda realtà dal punto di vista termico. Tanta neve che ricopre ancora i fondivalle, ma una volta in pista ci si accorge subito della consistenza mediocre: gli sci non alzano polvere ma spostano neve granulare, pesante, trasformata. Per poter fare una sciata decente bisogna salire in alto, molto in alto, scegliendo quelle stazioni con piste esposte a nord e possibilmente dotate di ghiacciaio: il dislivello in condizioni invernali s’è ormai ridotto a poche centinaia di metri, e comunque al di sopra dei 2500-2800 metri praticamente dappertutto. La situazione non è comunque la peggiore degli ultimi anni, anzi: si pensi che appena 2 anni fa, alcune stazioni delle Prealpi si apprestavano a chiudere per mancanza di neve. Quest’anno questo pericolo è scongiurato e già si parla di prolungare la stagione sino a fine aprile. Se però non interverrà un raffrescamento, saranno sciate senza gloria.

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UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI

Purtroppo è durata poco la parentesi tardo invernale sulle montagne appenniniche, con la neve che è tornata ma in maniera non abbondante e senza ridare al paesaggio quel tocco invernale quest’anno tanto inseguito. Restano comunque aperte gran parte delle piste tra Emilia, Toscana, Abruzzo e Lazio, con neve di qualità accettabile per il periodo e skipass a prezzi bassi grazie all’entrata in vigore del tariffario di bassa stagione.

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VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI
 

Dopo l’assaggio d’estate è ora di rientrare perlomeno in media. Ma siccome la neve s’è ormai trasformata ne serve di nuova e tutto ciò potrebbe essere ben presto realtà. Sfortuna vuole, però, che tale evenienza si verifichi proprio in coincidenza col weekend, vanificando almeno per ora il cambio di passo.

Assenza o quasi di nubi su tutta l’Italia sino a venerdì, giornata in cui il nord vedrà il cielo gradualmente coprirsi dal pomeriggio. Prime precipitazioni in nottata, con il sabato e la domenica che saranno anche fortemente perturbati. Quota neve dapprima alta, oltre i 1800 metri, in successivo abbassamento col passare delle ore sino ai 1000-1200 metri. Gli accumuli saranno di tutto rispetto e colpiranno ancora una volta le zone già massicciamente innevate durante l’inverno: potrà cadere anche oltre un metro di neve su Piemonte e Lombardia!

In Appennino situazione migliore nella giornata di sabato, che sarà splendida su tutte le regioni eccetto che sulla Toscana ed Emilia. Domenica nubi in lenta estensione anche sul resto del centro Italia, con piogge e limite delle nevicate ancora alto. Solo lunedì le nubi arriveranno a coprire anche il sud e la quota neve calerà progressivamente raggiungendo i 1000 metri sui settori più a nord.

Inizio di settimana ancora all’insegna del maltempo, con le nevicate che insisteranno sino a martedì su tutta la Penisola oltre i 1000-1200 metri; da mercoledì interverrà un generale miglioramento a partire dalle regioni settentrionali. Se le temperature non faranno scherzi ed il cielo si manterrà sereno, per fine mese ci sarà da divertirsi.