E’ partita la riscossa dell’Appennino! Dopo mesi passati sotto l’acqua, le correnti da orientali hanno scalzato la mitezza atlantica ed abbassato notevolmente le temperature, in particolare sul settore adriatico. Sulle Alpi s’è invece insediata ormai da 10 giorni una tenace alta pressione che, se da un lato tiene lontane le nubi, dall’altra permette l’inesorabile rialzo termico ed il deterioramento delle piste più basse.

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UNO SGUARDO SULLE ALPI

Sole a oltranza ma anche caldo fino alle quote medio-alte, con lo zero termico che durante il giorno s’arrampica localmente fin quasi a 3000 metri, per poi ridiscendere frettolosamente dopo il tramonto. Valori che nei fondovalle ormai superano agevolmente i +10°C diurni per poi tornare sotto zero di notte grazie soprattutto alla neve presente in modo abbondante, che funge da ghiacciaia. Il risultato sulle piste è la tipica situazione primaverile: neve ancora polverosa sopra i 2500 metri ed alle quote inferiori sulle piste esposte a nord; neve invece molle a quote medio-basse ed esposte a sud, che però gela di notte presentandosi molto dura di primo mattino. Con una buona esperienza e conoscenza delle località si riescono comunque a fare ancora ottime discese.

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UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI

Seppur moderato nell’intensità, il flusso perturbato nord-orientale permette all’Appennino di vivere una parentesi invernale tardiva, da molto tempo attesa. Le nevicate hanno interessato gran parte delle regioni sopra gli 800-1000 metri con accumuli non esagerati ma comunque molto graditi e supportati dall’intervento dell’innevamento programmato che, fuori stagione, è stato riattivato nelle località aperte. Le temperature sono di tutto rispetto e non hanno nulla da invidiare a quelle alpine che, anzi, sono più alte a parità di altitudine. L’unico rammarico è per le stazioni più piccole o più basse, che non hanno potuto aprire praticamente mai nel corso di questa stagione e non poteva certo bastare una nevicata tardiva a risollevarne le sorti.

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VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI
 

Fin troppo facile prevedere il tempo quando l’alta pressione domina la scena come in questo periodo. Sarà sole ad oltranza pressoché ovunque ma qualche infiltrazione riuscirà comunque a perforare lo scudo altopressorio. Ciò accadrà proprio in coincidenza del weekend, col nord interessato da velature più o meno spesse, dovute al passaggio di una perturbazione a nord delle Alpi. Già domenica in tarda mattinata, comunque, la situazione si sarà ristabilita ed il sole sarà garantito per tutti, salvo che sulle creste confinali.

Situazione perfetta sull’Appennino centrale ed in Abruzzo, dove godersi la neve migliore d’Italia dopo le ultime nevicate ed il freddo dei giorni scorsi. Qualche disturbo, invece, sulla Calabria ed in Sicilia, dove il sabato sarà inaffidabile.

Termicamente si tornerà ad avere più equilibrio su tutte le regioni, dopo lo scampolo invernale di questi giorni in Appennino. Lo zero termico sabato si posizionerà di giorno sui 2500 metri praticamente su tutte le regioni, mentre domenica uno spiffero freddo farà calare temporaneamente i valori sul nord-est.

Si andrà avanti così per tutta la seconda decade di marzo, mentre dopo il 20 potrebbe subentrare un cambiamento. Avremo modo di parlarne.