Basterebbe dare un’occhiata alla mappa delle temperature europee per rendersi conto di come non ci sia traccia di gran freddo nemmeno alle latitudini più elevate od alle longitudini più orientali, tradizionalmente roccaforti del gelo. In questa situazione, l’Italia non può che distinguersi per la sua posizione al centro del Mediterraneo, con valori che hanno raggiunto e superato i 20°C su molte località costiere. Solo sulle Alpi c’è una parvenza di inverno, grazie alle nevicate che si susseguono da 2 mesi, ma la qualità della neve non è certo delle migliori, come vedremo nella sezione apposita. Critica la situazione in Appennino, dove sembra aprile inoltrato per innevamento e temperature.

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UNO SGUARDO SULLE ALPI
Altra neve ed altre nubi hanno rovinato l’ultimo weekend, con temperature pronte a salire al termine delle precipitazioni, col risultato che le piste continuano a soffrire di gobbe e neve pesante. L’avanzare della stagione, poi, non agevola certo il mantenimento delle piste più basse, con temperature che faticano a scendere sotto zero anche di notte e raggi ultravioletti capaci di trasformare in primaverile la neve nei pendii più esposti a sud. 

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UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI
Molto seria la situazione in Appennino, dove la neve è sempre meno, le temperature sempre più alte e le speranze di avere una stagione che duri almeno fino a fine marzo sempre più basse. Neve completamente sparita al sud e nei comprensori più bassi del centro-nord. Si salvano, come sempre in questa stagione, solo le stazioni più alte di Emilia, Toscana ed Abruzzo, ma pure qui bisogna fare i conti con valori diurni che superano anche i +10°C e notti non abbastanza fredde da poter ricorrere all’innevamento programmato. Neve di qualità primaverile ovunque, con le piste più basse che presentano evidenti segni di sofferenza in un paesaggio brullo e spoglio.

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VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI 

La mitezza per fortuna ha i giorni contati ma non illudiamoci: le temperature caleranno fino a riportarsi nelle medie e le medie di fine febbraio non sono certo da brividi. Il contraccolpo comunque ci sarà, abituati come siamo alla dolcezza climatica di quest’ultimo periodo. Sulle Alpi potremo tornare a sciare su neve più leggera e polverosa, mentre in Appennino il rigelo notturno potrebbe ghiacciare le piste di primo mattino.

Sulle Alpi sabato avrà due volti: sereno già al mattino al nord-ovest dopo il passaggio notturno dell’ultima perturbazione, mentre al nord-est si avranno residue nevicate al mattino mentre nel pomeriggio il cielo tenderà ad aprirsi. Attenzione al vento sui settori confinali di Valle d’Aosta, Lombardia ed Alto Adige, dove alcuni impianti potrebbero restare chiusi. Andrà meglio domenica, quando il cielo sarà quasi completamente sgombro da nubi su tutte le regioni e le temperature sotto zero anche nei fondovalle: una bella giornata tersa invernale.

In Appennino, sabato, la giornata sarà discreta in Abruzzo, mentre su Toscana ed Emilia il cielo sarà chiuso e con precipitazioni, nevose oltre gli 800-1000 metri, grazie all’arrivo dell’aria fredda. Situazione nettamente migliore domenica, quando tutte le regioni saranno sotto un bel cielo terso. Le ultime nubi si attarderanno sull’Adriatico meridionale, interessando solo in mattinata le piste abruzzesi.

Esauritasi questa parentesi fresca, sembra proprio che sarà di nuovo l’Atlantico a dominare la scena, con le conseguenze che ormai ben conosciamo. Alcuni giorni di tregua e poi, da mercoledì, nuovo peggioramento con pioggia in pianura e neve in montagna.