Sono queste le «nevicate di una volta» che vengono sovente evocate quando si parla di meteorologia spiccia? A guardare gli annali, per trovare un’annata come questa, bisogna tornare addirittura al 1951. Mai tanta neve negli ultimi 62 inverni, con buona pace di chi pensava che Alpi ed Appennini fossero perennemente sommersi di neve nel secolo scorso. Quest’abbondanza ed il continuo maltempo portano con sé ulteriori problemi: la neve non ha tempo di compattarsi, le piste sono insidiose, piene di gobbe e se è vero che diminuisce la velocità di discesa è pur vero che aumenta il rischio di infortuni.

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► UNO SGUARDO SULLE ALPI

I settori centro-orientali, ancora una volta, sono stati i più premiati dalle ultime perturbazioni ed è in queste zone che sciare è più difficile: neve fresca, morbida, col passaggio degli sciatori diviene ben presto piena di gobbe. Per alcuni esse sono un divertimento ma per la maggioranza degli sciatori è solo sinonimo di sofferenza nonché un modo per veder aumentare il rischio di infortuni. Un’altra categoria di privilegiati sono gli amanti del fuoripista: con gli sci adatti, sciare fuori dai tracciati battuti, risulta più divertente che in pista, ma l’attenzione deve essere massima dato il pericolo valanghe sempre molto alto. Al momento è sui settori occidentali del Piemonte e sulla Val d’Aosta settentrionale che si trovano le condizioni migliori grazie alla minor quantità di neve caduta di recente, ma pure qui c’è una nuova insidia: il vento forte in quota che sta spazzando le cime.

BOLLETTINI NEVE AGGIORNATI
 

► UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI

Il flusso mite occidentale continua a condizionare il tempo anche in Appennino, dove la quota neve si mantiene sempre su valori di media montagna, favorendo le stazioni più alte e lasciando in abiti autunnali le stazioni senza piste oltre i 1500 metri. Emilia, Toscana ed Abruzzo si confermano le regioni più innevate e con più piste aperte. Altrove, purtroppo, la stagione è sempre in attesa di decollare ed il calendario avanza inesorabile. Si punta tutto su Carnevale e Pasqua, che quest’anno saranno molto in là, e chissà che non arrivi la neve proprio in quel periodo.

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► VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI 

Qualcosa inizia a cambiare, lo avvertiamo dal sole che è tornato ad essere presente nelle nostre giornate, ma questo cambiamento purtroppo, non porterà novità positive per gli sciatori: dopo un weekend di gran variabilità, anche il prossimo si preannuncia capriccioso, segnatamente sulle Alpi. Un flusso moderatamente perturbato condizionerà il tempo su tutto il nord, e sarà supportato da miti correnti meridionali che faranno innalzare il limite delle nevicate oltre i 1500 metri. Le conseguenze sullo stato della neve sono facilmente immaginabili.

Cieli quasi completamente privi di nubi in Appennino, ma le correnti meridionali suddette faranno impennare i termometri a valori di piena primavera, con zero termico saldamente oltre i 2000 metri. La tregua concessa dal maltempo, dunque, non si potrà sfruttare in maniera ottimale.

Chi può permetterselo, è bene che vada a sciare giovedì o venerdì, giornate interlocutorie con modesti disturbi sui rilievi ma con temperature ancora fresche e neve che ha potuto assestarsi in queste ultime notti serene. Per sabato il consiglio è quello di cercar fortuna negli angoli più occidentali di Piemonte e Valle d’Aosta, sulla Lombardia nord-orientale e nei settori confinali dell’Alto Adige. Domenica nubi più compatte e ben poche speranze di trovare uno spiraglio di sole. In Appennino si consiglia invece di andare più in alto possibile: il sole non mancherà, ma come detto in precedenza farà parecchio caldo.

Speranze di freddo? Solo per la terza decade del mese, ma non tutti i modelli sono concordi, meglio non illudersi.