Alpi italiane pigliatutto quest’inverno, non ce n’è per nessun altro. Ogni perturbazione si ferma volentieri da noi e, grazie allo sbarramento, scarica sulle nostre regioni tutto il quantitativo di neve. Piemonte, Lombardia e Veneto ne sono letteralmente sommerse in molte zone, con notevoli disagi e pericolo valanghe molto forte. Oltralpe le perturbazioni diventano föhn ed è praticamente primavera dalla Svizzera centrale sino alla Slovenia, passando per l’Austria. Zone illustri cui si aggiungono anche i nostri Appennini, dove i continui flussi miti meridionali impediscono di trasformare in neve il grosso carico di precipitazioni in arrivo, relegando i fiocchi a quote prossime ai 2000 metri.

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► UNO SGUARDO SULLE ALPI


La neve fa la felicità? Molto spesso è così, in particolare ad inizio stagione, a Natale o in città. Ma quando nevica di continuo, il sole non si vede mai, le piste si presentano piene di gobbe, alcune località restano isolate, ecco che il romanticismo della neve inizia a vacillare.

Dall’attesa per la neve si è passati all’attesa per qualche giornata stabile, per non far sì che la stagione si riveli, paradossalmente, un flop per troppa neve: meno skipass venduti, meno notti in albergo con calo di tutto l’indotto. Su quanta neve ci sia è già stato detto tutto dai media; un po’ meno si è detto circa la qualità di questa neve, spesso pesante alle quote basse o comunque molto morbida a causa dell’abbondanza e della mancanza di notti serene e fredde che ne permettano indurimento ed assestamento. Le temperature da tardo autunno sembrano comunque destinate a durare ancora poco.

 

► UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI

Senza essere tacciati di allarmismo, si può ormai parlare di situazione disastrosa per lo sci in Appennino. In alcune località si è arrivati a sciare su chiazze di neve accumulatasi nelle conche, in altre non si è mai aperta la stagione, in altre ancora si è dovuto chiudere, mentre le più fortunate hanno dovuto ridimensionare parecchio il loro dominio sciabile, concentrando le forze sule piste più elevate, dove comunque si scia male a causa della ressa e per la presenza di pietre. La quota neve è rimasta intorno ai 1800-2000 metri nell’ultima settimana, con locali e solo temporanei sconfinamenti più in basso, ma senza accumuli di rilievo.
 

FOTO GALLERY ULTIME NEVICATE
 

► VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI 

Dopo tanto grigiore e temperature relativamente alte, si cambia registro, come già ipotizzato nello scorso numero della rubrica. Il nord dell’Europa ha accumulato molto freddo in quest’ultimo periodo e proprio da lì giungeranno nei prossimi giorni le correnti settentrionali tanto attese in Appennino perché dispensatrici di neve fino a quote molto basse.

Anche sulle Alpi le temperature caleranno ma qui i cieli si manterranno prevalentemente tersi e, al posto delle nevicate, avremo venti anche forti in quota. Domani si partirà a fare sul serio con maltempo diffuso su tutta l’Italia e quota neve in progressivo calo fino a 500 metri sull’Emilia, 800-1000 metri al sud.

Successivamente le Alpi si libereranno delle nubi, le quali insisteranno invece da venerdì solo al centro-sud e per tutta la giornata di sabato. Più sole su Emilia e Toscana.

Domenica soleggiata pressoché ovunque con parziali annuvolamenti solo sulle creste di confine. Per questo motivo e per il vento che potrebbe soffiare forte, sarà bene scegliere località non troppo a nord ed elevate, anche considerata l’abbondanza di neve sulle Prealpi.

 

Per conoscere la situazione neve sulle piste, ecco il nostro Bollettino Neve aggiornato con tutte le stazioni sciistiche italiane.