Una perturbazione tira l’altra, il trend variabile iniziato a metà dicembre continua anche in questo inizio di 2014, con frequenti passaggi nuvolosi, neve sulle Alpi, pioggia in Appennino e pochi spazi sereni caratterizzati da mitezza. Il freddo continua ad essere il grande assente al centro-sud mentre al nord la neve è di nuovo riuscita a farsi strada verso i fondivalle ed ha imbiancato anche le Prealpi.

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► UNO SGUARDO SULLE ALPI


Neve chiama neve, quest’anno è più che mai una realtà. Ogni perturbazione che arriva dispensa nuovi fiocchi su tutte le regioni e con l’ultima passata si sono imbiancate anche la Valtellina e la val d’Adige, toccando Sondrio, Trento e Bolzano. 20-30 cm la quantità di neve fresca caduta in media, con picchi in Alta Valtellina e Dolomiti venete. Temperature basse durante i fenomeni ma sempre in rapida risalita dopo il passaggio dei fronti, con la conseguenza che la neve si presenta pesante alle quote medio-basse ed esposte al sole. La bella neve fredda e polverosa tipica di questo periodo la si ritrova solo alle alte quote o nei pendii esposti a nord.

 

► UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI

Stress da neve in Appennino, dove ogni perturbazione porta con sé speranze che spesso vengono disattese. Quote neve in continua altalena, imprevedibile, beffarda: un’ora nevica, l’ora dopo piove, a seconda dello spiffero più o meno freddo che si trova a passare in quel momento. 1500 metri non bastano a garantire la neve nemmeno in Appennino settentrionale, dove le piste aperte si sono ridotte di numero. Stessa situazione anche nelle località abruzzesi, dove a stento si raggiunge il 50% di piste aperte. Desolante il panorama nei comprensori piccoli e più bassi, dopo un inizio di stagione incoraggiante ma forse troppo precoce.
 

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► VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI 

Statisticamente gennaio dovrebbe essere il mese più secco dell’anno, quello in cui anticiclone russo e azzorriano si alternano, lasciando passare di tanto in tanto qualche perturbazione di poco conto. Ebbene, gennaio 2014 ha deciso di essere diverso, e continuerà ancora così.

Il prossimo weekend non farà eccezione, purtroppo per gli sciatori. La prossima perturbazione è pronta ad entrare sul territorio alpino da giovedì sera e condizionerà il meteo per tutto il fine settimana. Nevicate diffuse si avranno su tutte le regioni, con accumuli interessanti su Prealpi lombardo-venete e Piemonte settentrionale, ancora una volta le zone più premiate, come a Natale. Novità di questa perturbazione sarà il richiamo di aria via via sempre più mite da sud, il che favorirà l’innalzamento della quota neve: partiremo venerdì con neve in pianura al nord-ovest ed entro domenica essa cadrà solo sopra i 1200 metri a ovest e sopra i 1600 ad est.

In Appennino andrà meglio solo perché si avrà più sole, in particolare sabato al centro-sud. Ma l’atmosfera sarà decisamente primaverile, con venti meridionali che faranno ulteriormente aumentare le temperature fino a portare lo zero termico intorno ai 1800 metri dei settori settentrionali ed oltre i 2500 metri al sud. Domenica il tempo peggiorerà e la pioggia tornerà a bagnare le alture fino ai 2000 metri di quota.

Il freddo quando tornerà? E la neve in Appennino? Nei prossimi 10 giorni la situazione resterà questa, i colpi di scena vanno ricercati a fine mese o direttamente in febbraio.


 

Per conoscere la situazione neve sulle piste, ecco il nostro Bollettino Neve aggiornato con tutte le stazioni sciistiche italiane.