Va in archivio una delle più tormentate vacanze natalizie degli ultimi decenni, con nevicate frequenti, pochi spazi di sole e piste che non hanno mai avuto il tempo di assestarsi e compattarsi con la tanta neve caduta negli ultimi 15 giorni. Suona un po’ come una beffa per i turisti, ora, vedere le piste assolate e vuote, ma la Natura è assoluta padrona in montagna e quando si prenota con molti mesi d’anticipo, va messa in preventivo una percentuale di rischio. La buona notizia è invece appannaggio di quanti partiranno per la settimana bianca tra fine gennaio e Pasqua, visti gli accumuli nevosi impressionanti che ricoprono l’intero arco alpino e che garantiranno lo sci fino a fine stagione, sempre che le temperature rientreranno nella norma.

WEBCAM IN DIRETTA DALLE STAZIONI SCIISTICHE 


► UNO SGUARDO SULLE ALPI


L’abbondanza è di casa su tutte le regioni, e con essa è intrinseco il rischio valanghe, che permarrà alto ancora per qualche giorno, fino al completo assestamento della neve caduta in gran quantità. Il vero assente, in questo periodo, è il freddo, ma per ora se ne può fare a meno, il sole è ancora basso e le lunghe notti permettono la conservazione della neve anche alle basse quote, interessate da inversione termica. Se perdurasse questa situazione, difatti, avremmo sì tanta neve ma la qualità tenderebbe a peggiorare sensibilmente col passare delle settimane, diventando anzitempo “primaverile”.

 

► UNO SGUARDO SUGLI APPENNINI

La già precaria situazione delle stazioni minori appenniniche è andata peggiorando con l’inizio dell’anno nuovo per via delle miti correnti meridionali che hanno portato piogge diffuse ed inferto un duro colpo al già esiguo strato nevoso. Situazione non brillante nemmeno alle quote elevate delle stazioni più grandi, dove il paesaggio è tornato quello di inizio stagione, con valli brulle e neve presente solo sulle piste; per trovare continuità nevosa bisogna salire oltre i 2000 metri.
 
 

► VERSO IL WEEKEND E OLTRE: PREVISIONI 

Mentre il gelo imperversa sul continente nord-americano, in Europa non fa freddo nemmeno alle alte latitudini, e piove persino a Mosca, Vilnius ed Helsinki. Difficile quindi ipotizzare una svolta termica almeno nel breve periodo. Il freddo è come una coperta e non la si può tirare da ogni lato: si può solo sperare che esso trasli dagli Usa verso di noi. Più di tutti, è l’Appennino ad attendere questo cambio circolatorio: una discesa d’aria gelida da nord-est riporterebbe la stagione sciistica sul binario giusto. In attesa che qualcosa cambi, la situazione nei prossimi giorni sarà di relativa calma: finito il tempo delle grandi perturbazioni atlantiche, la scena ora verrà temporaneamente dominata da una figura anticiclonica di matrice africana, con conseguente riscaldamento alle quote medio alte. Tuttavia modesti passaggi nuvolosi riusciranno comunque ad entrare sul nostro territorio con la conseguenza di un weekend capriccioso e con nubi in rapido transito da ovest verso est sia su Alpi che in Appennino. Già domenica a metà giornata saranno ampi gli spazi di sereno sulle Alpi, mentre al centro-sud saranno ancora le nubi a condizionare il tempo all’aria aperta.
 

Per conoscere la situazione neve sulle piste, ecco il nostro Bollettino Neve aggiornato con tutte le stazioni sciistiche italiane.