In questi ultimi dieci anni lo sci è cambiato. Il modo di approcciare la neve non è piu quello di una volta. Molte volte la mentalità e la bravura con cui si scia fuori pista non è piu quella di qualche anno fa, purtroppo, ma questo è un altro discorso. Il tutto è dovuto ad un cambiamento dei materiali e ad una visione di vedere le cose in maniera differente. Se vogliamo adesso lo sci offre molte piu alternative di quelle che offriva 20 anni fa ed è il motivo per cui il mercato dello sci è ancora forte.

A causa di tutto ciò i maestri che vengono formati oggi non possono permettersi di sapere insegnare solo la progressione in pista ma devono vivere lo sci a 360 gradi in modo da poter dare piu alternative e quindi divertimento a chi si avvicina a questo bellissimo sport. Qualche collegio si è accorto di questa situazione ed ha inserito nel proprio corso formazione maestri una settimana di freeride dove vengono insegnate i fondamentali dello sci fuoripista, sicurezza in primis; Piemonte, Veneto, Emilia, Trentino e molti altri hanno così mosso i primi passi nel freeski.

Negli ultimi anni il freestyle arriva in italia; i collegi non vogliono restare indifferenti e spinti dalla necessità di preparare figure professionali complete, Veneto, Trentino, Emilia e dallo scorso inverno anche il Piemonte hanno iniziato ad insegnare il freestyle; per fare questo si sono rivolti agli specialisti di questo settore ovvero hanno chiamato Freeskicamp ed i maestri di alto livello che collaborano le estati con loro: Federico De Albertis, Marco Eydallin, Valentino Mori, Matthias Fabbro, Martino Valle e molti altri hanno preso parte al primo movimento di insegnamento professionale all‘ interno dei collegi. 

Cosi ecco che partono le prime giornate con i doppia punta. La prima regione è il Veneto nell estate del 2012 a seguire il Piemonte a gennaio 2013. Visto il feedback positivo, i responsabili del collegio Piemonte, Marco Vottero e Massimo Alpe, hanno voluto ripetere il modulo di 4 giorni a Luglio sul ghiacciaio estivo di Les Deux Alpes dove Marco e Fette, grazie alle innumerevoli strutture dello snowpark, hanno potuto trasmettere la loro esperienza ed insegnare la progressione studiata e testata in questi anni di camp.

Oltre alla tecnica e alla sicurezza, i due coach piemontesi si sono dati come obbiettivo, quello di far capire ai futuri maestri, che si possono fare molte cose differenti con un paio di sci ai piedi, e di quanto possa essere importante far provare, soprattutto ai dei ragazzini, il maggior numero di esperienze possibili, indipendentemente dal loro obbiettivo finale.

Non solo Piemonte sul ghiacciaio francese  quest’estate perchè grazie alla determinazione di Marco Mazzonelli, Fabio Larese e molti altri istruttori e collaboratori, Il Freeskicamp, con De Albertis e Mori, ha potuto affiancare il collegio Veneto dove i ragazzi  hanno potuto sperimentare la sensazione di sciare con un paio di sci montato centralmente, sciare all indietro, scivolare di traverso su una struttura di metallo e di prendere un po d aria facendo qualche evoluzione come un semplice 180.

Con le olimpiadi alle porte ed il Freeski inclusa ufficialmente come disciplina, ci saranno migliaia di persone nel mondo che vedranno e noteranno questo sport; sarà necessario da parte degli enti di insegnamento dello sci italiano realizzare figure di docenti e istruttori nazionali di Freestyle per poter far partire un iter di formazione consolidato e mirato a creare nuovi di maestri di sci al passo con i tempi.

Si prospettano possibilità di cambiamento importanti, che se intraprese nella direzione giusta, offriranno la possibilità di tornare a dare un pizzico di valore aggiunto al grande sci italiano, conosciuto in tutto il mondo per il suo livello e valore.