Non di solo sci vive la montagna. Scioltasi la neve, le nostre Alpi cambiano veste, il verde diviene la tonalità predominante e torna alla luce la fitta rete di sentieri che copre praticamente ogni cima del territorio alpino. Negli ultimi due decenni, lungo questi tracciati, gli escursionisti sono stati affiancati da una nuova categoria di fruitori, i “bikers”, cioè gli amanti della mountain bike, uno sport in continua crescita.
 
Vediamo dove poter provare a cimentarsi sulle 2 ruote senza correre rischi.
 

>> Lombardia – Sentiero Valtellina
 
Se è la prima uscita di stagione, se in quota fa ancora freddo o semplicemente non si ha l’allenamento per affrontare salite impegnative, ma si ha voglia di rimanere in un contesto montano, la recente ciclabile che si sviluppa lungo tutto il solco della Valtellina è la scelta ideale. La partenza è alla foce dell’Adda, quindi un punto ideale per lasciare l’auto è Colico. Il percorso si snoda prevalentemente su strade sterrate dal fondo compatto e risale la valle sino a Tirano senza particolari problemi di pendenza, la quale è impercettibile lungo tutto il tragitto. La presenza della ferrovia che corre parallela alla ciclabile permette inoltre di poter ritornare al punto di partenza in maniera più rilassata. I più allenati possono invece proseguire oltre Tirano e tentare di raggiungere le località dell’Alta Valtellina, con tappa finale a Bormio, dove termina la ciclabile.
 


>> Veneto - Altopiano della Lessinia

A soli 30km a nord di Verona, sulle Prealpi Venete, sorgono i monti Lessini, molto famosi per lo sci di fondo in inverno ma sempre più apprezzati in estate dai bikers della zona e non solo. Dalle località di Velo Veronese, Bosco Chiesanuova ed Erbezzo è possibile lasciare l’auto e, dopo qualche km di avvicinamento su strade poco trafficate e mediamente ripide, si arriva in un vero paradiso per le 2 ruote, fatto di strade bianche e larghe, sconfinate distese erbose e panorami che spaziano dalla val d’Adige alla pianura veneta. Si pedala ad una quota media di 1500 metri, su un altipiano ben ventilato, quindi ideale anche nelle giornate più calde, ma senza dimenticare un’adeguata protezione solare. Lungo i sentieri alti è facile incontrare mandrie di bestiame al pascolo, mentre nelle vallette laterali non è difficile udire i fischi ed incontrare le marmotte.
 


>> Piemonte – La “Serra” di Ivrea

Chi frequenta la Valle d’Aosta ha ben presente quella lunga linea retta che si leva dalla pianura piemontese e con pendenza costante arriva alle pendici delle Alpi. Da lontano appare come una semplice distesa boscosa, ma andandola ad esplorare da vicino si scopre la vera anima di questo contrafforte creato dai ghiacciai durante l’ultima glaciazione. Si può scegliere se salire dal versante biellese o da quello eporediese, ed in entrambi i casi è necessario affrontare un dislivello di circa 2-300 metri per portarsi in quota. Una volta su, la pendenza si annulla quasi del tutto e si procede lungo la dorsale attraversando un fitto bosco oppure lungo la strada tagliafuoco, ideale in salita grazie alla sezione più larga e al fondo più compatto. Di tanto in tanto il bosco si apre e, specie sul versante occidentale, sono incantevoli le vedute sul lago di Viverone e sulle Alpi. Per aumentare il tasso tecnico bisogna abbandonare la sommità e scendere lungo uno dei tanti sentieri laterali, che offrono discese impegnative e salite dalla pendenza accentuata.