Forse non saranno famose come le Dolomiti al di là dell’Adige, le più note, ma le Dolomiti di Brenta hanno anch’esse moltissimo da offrire, sia a livello paesaggistico che a livello sciistico: al loro cospetto, infatti, sorge il comprensorio più grande del Trentino, con 4 località collegate, (Folgarida-Marilleva, Madonna di Campiglio, Pinzolo) una miriade di piste e il fascino e l’eleganza di Madonna di Campiglio, la perla della zona.


LE LOCALITA'

Con l’annessione di Pinzolo, avvenuta nella stagione 2011/2012, il comprensorio sciistico del Brenta ha raggiunto livelli di eccellenza per quantità e varietà di piste grazie ad un dislivello di 1600 metri, pendii con ogni possibile esposizione e pendenza, ed un innevamento naturale sempre generoso. Gli impianti sono adeguati e moderni salvo che nell’area Folgarida-Marilleva, dove alcune seggiovie meriterebbero un ammodernamento.

Se si arriva nel comprensorio dalla Val di Sole, ciò che risalta subito è la facilità di accesso: due potenti ovovie permettono di lasciare l’auto a soli 900 metri di quota oppure di arrivare direttamente in treno se si proviene da Trento. Marilleva e Folgarida costituiscono un’area sciabile a sé, esposta prevalentemente a nord e scelta in particolare dalle famiglie con bambini e dai turisti esteri grazie alla vasta offerta di appartamenti e residences. Le piste sono tante e varie, con piccoli campi scuola dedicati ai più piccoli ma anche tracciati molto impegnativi come la “Nera di Folgarida” e la “Nera di Marilleva”, le due chicche di questa porzione di comprensorio. Da qualche anno è stata inoltre inaugurata anche una nuova pista rossa molto bella e lunga, la “Mastellissima”, disegnata interamente nel bosco e ricca di curve. Punto debole, da queste parti, è il poco sole che si ha in pista in dicembre e gennaio, specie al pomeriggio.

Dalla cima del monte Vigo parte la pista rossa che permette di andare a prendere l’impianto che conduce nella ski-area di Campiglio e qui ci si apre un altro mondo: siamo in zona Pradalago, un’area assolata e solcata da piste molto larghe e amata dai principianti, con impianti adatti anche ai bambini. Il panorama sulle Dolomiti di Brenta è grandioso, così come lo sci tra sole e bosco profumato. Ogni pista, poi, è chiaramente illustrata da cartelli con livello di difficoltà, lunghezza e pendenza, cosicché sia sempre possibile scegliere quella più adatta alle proprie capacità. Tra queste, la “Pradalago facile” conduce fino al fondovalle e da qui sarà possibile passare alla zona Grosté, sul versante di fronte: grazie ad uno strategico ponte non servirà fare nemmeno un metro a piedi per raggiungere l’ovovia. Cambia il versante ma non il livello medio delle piste, che anche qui sono dedicate agli sciatori principianti ed intermedi, larghe e panoramiche e con un dislivello ancora più ampio, dato che qui si tocca il punto più alto del comprensorio, posto ai 2504 metri del passo Grostè.

Se le piste blu e rosse non ci soddisfano più, rimanendo sullo stesso versante ma spostandoci a sud, si perviene al monte Spinale, un’altra delle cime del comprensorio. Qui possiamo dimenticare le lunghe e larghe piste blu perché ci troviamo nel regno del ripido: Nube d’Oro, Spinale Diretta e Spinale Direttissima, il cui nome è tutto un programma. Muri, curve e pendenze accentuate contraddistinguono le piste di questa zona, per culminare al 73% del “Michael Schumacher Streif”, un autentico baratro posto nel finale della Direttissima. Ma Campiglio non finisce qui, è ora di cambiare ancora versante e portarci nell’area Cinque Laghi, resa famosa dalla celebre pista 3-Tre, usata in Coppa del Mondo. Grazie alla numerose varianti, ogni discesa potrà essere diversa dalla precedente per poi convergere sullo stadio dello slalom, dove ci attende un muro impegnativo che riporta a valle: siamo sul Canalone Miramonti.

La zona Cinque Laghi è anche la zona delle novità: un nuovo impianto e una nuovissima pista, la nera Pancugolo, sono sorti quest’anno per offrire ai temerari l’ennesimo muro del comprensorio. Ma la novità più importante, senza dubbio, è l’ovovia che parte da qui per condurci a Pinzolo, la new-entry del comprensorio, posta nella bassa val Rendena, che si raggiunge in circa 15 minuti di comodo viaggio.

Il DNA di Pinzolo è quello della località per lo sciatore di livello avanzato, con piste impegnative e lunghe che arrivano fin sotto i 1000 metri di quota, quindi non indicate nelle giornate più calde. La più faticosa è certamente la “Tulot”, un susseguirsi infinito di muri che mette a dura prova anche il fisico più allenato. Meno ripida ma comunque faticosa per la lunghezza di oltre 5km è invece la “DoloMitica”, che copre ben 1200 metri di dislivello. Completano il quadro, sull’opposto versante, altre piste più corte ma ugualmente impegnative, come il muro della Grual, che sfiora il 70%.

Chiunque vada a sciare nella skiarea del Brenta tornerà a casa soddisfatto: in un solo comprensorio sarà possibile trovare tutto ciò che lo sciatore possa desiderare, per tutti i livelli e per tutte le tasche. Difficile trovare di meglio in Italia.

 

Da non perdere

- L’esplorazione di Pinzolo, con le sue piste che reggono benissimo il confronto con Campiglio;

- I panorami che è possibile scorgere da qualunque cima del comprensorio;

- La pista 3-Tre ed il Canalone Miramonti, per sciare sulle tracce dei campioni.


Pro

- E’ possibile arrivare agli impianti in treno da Trento;

- Concentrazione di piste “nere” senza eguali in Italia;

- Grande varietà di tracciati, dalle lunghe azzurre fino ai muri molto ripidi;

- Nevosità naturale generosa coadiuvata da un efficiente impianto di neve programmata.


Contro

- Alcuni impianti di Folgarida-Marilleva sono sottodimensionati rispetto al traffico;

- La maggior parte delle piste si trova sotto i 2000 metri di quota.