Schladming - Serviva un monumento dello sci moderno, ovvero il trentenne Aksel Lund Svindal, per battere l’uomo più in forma del team azzurro, Dominik Paris. Il norvegese ha così messo al collo la sua quinta medaglia d’oro ai Mondiali in carriera (conta anche un argento e 2 bronzi, di cui uno vinto in SuperG nella gara inaugurale), grazie ad una gara superlativa che ne ha confermato, se ce ne fosse stato bisogno, la classe e l’eleganza che da sempre lo contraddistingue. In una gara caratterizzata dalle difficili condizioni metereologiche, che hanno condizionato la visibilità e la confidenza verso la pista, l’italiano “d’argento”, già vittorioso quest’anno a Bormio e a Kitzbuhel, ha chiuso secondo a 46 centesimi, davanti all’outsider francese Poisson, bronzo a 97 centesimi dal vincitore. Medaglia “di legno” all’atleta di casa Klaus Kroell, davanti a 30 mila delusissimi tifosi arrivati da tutta l’Austria per sorreggere i loro discesisti.

Fuori dai 10 gli altri uomini jet azzurri: 12° Peter Fill, 14° Christof Innerhofer e 16° Werner Heel.

Annotiamo che l’atleta di Merano entra nel ristretto novero degli sciatori italiani medagliati ai Mondiali (prima di lui solo Ghedina e la leggenda Zeno Colò): un’ulteriore conferma che siamo davanti ad un fuoriclasse che, vista la giovane età, ha davanti a sé molte chance di compiere altre imprese storiche come questa.

Oggi il prossimo appuntamento mondiale con la Discesa Libera Femminile.