La voglia di neve fresca o il desiderio di esplorare in libertà luoghi lontani dalle piste battute, sci, snowboard o ciaspole ai piedi non può prescindere dalla attenta lettura delle condizioni del manto nevoso e dei pericoli che potrebbero creare piccoli o grandi movimenti.

Come valutare il rischio di valanghe? Che cosa significa il livello di rischio? Come interpretare il bollettino valanghe? A volte è difficile avere un'idea abbastanza precisa del pericolo di valanghe, tuttavia è indispensabile prendere le decisioni giuste.

A molte di queste domande si può rispondere prendendo confidenza con le convenzioni proposte dalla “Scala Europea del pericolo di valanghe”, largamente adottate dagli enti preposti alle segnalazioni.

Ecco alcuni suggerimenti.
 
Iniziamo col dire che in Italia l’ente di riferimento in materia è l'AINEVA, ovvero l 'associazione delle Regioni e Province autonome dell'arco alpino italiano, costituita al fine di consentire il coordinamento delle iniziative che gli Enti aderenti svolgono in materia di prevenzione ed informazione nel settore della neve e delle valanghe. All’indirizzo www.aineva.it è possibile consultare i comunicati (o bollettini) emessi dai diversi enti preposti (come ad esempio Arpa regionali o alcuni Uffici previsione provinciali). 

Il bollettino di stima del rischio di valanghe fornisce una panoramica della situazione del giorno con l'indice di rischio (da 1 a 5), le direzioni più pericolose (indicate con i punti cardinali), un'analisi qualitativa del manto nevoso (presenza di strato debole, effetti del vento, temperatura), una valutazione dell’altezza della neve fuoripista ad ogni quota, così come dello strato di neve fresca.


Come leggere i bollettini?

- Indice 1 (rischio basso): indica condizioni generalmente sicure per le gite sciistiche. Il distacco è generalmente possibile solo con forte sovraccarico su pochissimi punti sul terreno ripido estremo. Sono possibili solo piccole valanghe spontanee e scaricamenti
- Indice 2 (rischio basso): segnala condizioni favorevoli per le uscite fuoripista ma occorre considerare adeguatamente locali zone pericolose. Il distacco è possibile soprattutto con un forte sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. Non sono da aspettarsi grandi valanghe spontanee. Val la pena ricordare però che nonostante questo aspetto rassicurante, l'8% degli incidenti mortali risiede in rischio 2.
- Indice 3 (rischio elevato): le possibilità per fuoripista sono limitate ed è richiesta una buona capacità di valutazione locale. E’ spesso interpretato come rischio "medio", ma si tratta di un errore in buona fede. La scelta di piste e sentieri è di fondamentale importanza, il manto nevoso è moderatamente consolidato, in modo molto diverso a seconda dell’esposizione. Possono verificarsi valanghe di tutte le dimensioni.
- Indice 4 (rischio elevato): fortemente limitata la possibilità di escursioni ed è richiesta una grande capacità di valutazione locale. Il distacco è probabile già con un debole sovraccarico sui pendii ripidi. In alcune situazioni sono da aspettarsi molte valanghe spontanee di media grandezza e, talvolta, anche grandi.
- Indice di 5 (rischio molto elevato): Le gite sciistiche non sono generalmente possibili. Situazione eccezionale, sono da aspettarsi molte grandi valanghe spontanee, anche su terreno moderatamente ripido.

NB: Werner Munter, famosa guida ed esperto di neve e valanghe, ritiene che il pericolo potenziale da un grado all’altro raddoppia, e dunque ad esempio da indice 1 a 3 aumenta di 4 volte!

Il nostro consiglio è di consultare il bollettino nella sua interezza prima di avventurarsi dalla pista, reperire le  informazioni di base utili, individuare i settori più sensibili e stimare i cambiamenti durante il giorno (vento e soprattutto temperatura). E, naturalmente, è essenziale confrontare le indicazioni del bollettino con l'esperienza e le osservazioni “sul campo”.

La stima del rischio migliora con l'esperienza personale, ma non è mai una scienza esatta. Si sente spesso di  professionisti di grande esperienza vittime di valanghe:  l' "umilità"  è il giusto atteggiamento per approcciare questo tipo di stima. Prendere il bollettino valanghe come base, poi affinare l'analisi con osservazioni sul campo. Se molti o troppi fattori di rischio si accumulano, scegliere un altro percorso. Per ultimo bisognerebbe cercare di non affrontare le escursioni da soli e di portare con se le dotazioni tecniche consigliate o obbligatorie (es.: Pala ed ARVA).