Lì dove l’Italia finisce, in quell’angolo all’estremo nord-ovest dove il massiccio del Bianco sbarra la strada con la sua imponenza, le piste di La Thuile offrono la possibilità di sciare respirando aria di confine e contemplando grandiosi panorami su cime che superano i 4000 metri. L’autostrada che arriva a 10km dagli impianti l’ha avvicinata molto alle città del nord, ma questo vantaggio si fa pagare molto caro al casello.
 

La località

Il nuovo tratto autostradale che da Aosta arriva sino a Courmayeur, inaugurato una decina d’anni fa, doveva essere l’occasione per avvicinare La Thuile alle grandi città del nord, senza esser più costretti a percorrere 50km di lenta statale. L’avvicinamento c’è stato, ma lo si paga a carissimo prezzo al casello, con un balzello che scoraggia molti sciatori, tanto che la località non è mai affollata come invece meriterebbe, per ciò che è in grado di offrire.

Superato lo choc del pedaggio, si avanza verso il Monte Bianco e che siamo vicini al confine lo si capisce già dalla toponomastica, che è quasi esclusivamente francese. Alla cassa degli impianti ne abbiamo conferma una volta di più, dato che lo skipass è internazionale e ci permette di andare nella località vicina di casa, La Rosière, che però non è in grado di competere con La Thuile quanto a livello e preparazione delle piste, tanto da risultare spesso deserta, con gli sciatori transalpini che gradiscono anch’essi le piste nostrane.

Con un’altezza variabile da 1400 a 2800 metri, La Thuile offre una parte di piste nel bosco, riparate dal vento e ben sciabili anche in caso di maltempo, e un’altra parte di tracciati al di sopra della vegetazione, dove lo sguardo spazia a 360 gradi sulle cime circostanti. La zona del bosco, accessibile da Les Suches, è anche il regno delle piste “nere” ed è qui che si trovano praticamente tutte le piste più impegnative del comprensorio, che culminano con la n.3  intitolata a “Franco Berthod”, il cui muro principale tocca il 73% di pendenza. Le piste 2 e 5, le altre due “nere” storiche, sembrano quasi facili dopo aver percorso la 3, avendo pendenze tra il 55% e il 65%. Da pochi anni, inoltre, sempre nella stessa zona, è stata disegnata un’altra “nera”, la 37, con pendenza ancora più accentuata (76%), ma molto più corta e sicuramente meno coinvolgente rispetto ai percorsi storici, lunghi parecchi km.

Salendo di quota si perviene allo Chaz Dura, che divide i due versanti della località. Da qui, prima di cambiare lato, si possono percorrere le interessanti “rosse” che tornano a Les Suches ammirando il Bianco. Anche lo sciatore principiante troverà in questa zona molte piste alla sua portata, servite da comode seggiovie. Tornati allo Chaz Dura ci si affaccia sull’area del passo del Piccolo San Bernardo, valico stradale chiuso in inverno. Qui il colore prevalente è il rosso, con tante piste di media difficoltà che conducono nell’area del passo. Ci sono anche due piste “nere” ma non raggiungono la difficoltà delle omologhe tracciate nel bosco. Se si è curiosi, da questa zona ci si può anche recare in Francia percorrendo una lunga pista facile che parte dal Belvedere, ma solo chi ama le piste non battute troverà soddisfazione nel superare il confine. Se invece si vogliono percorrere 11km senza prendere impianti, il Belvedere è il giusto punto di partenza per percorrere la pista più lunga del comprensorio (n. 7), non sempre eccitante, specie dove si percorre a bassa velocità la statale che conduce al passo, ma sicuramente un’occasione per provare una pista diversa da quelle cui siamo abituati. Nella sua parte finale essa va ad incrociare le piste del bosco descritte in precedenza, e a quel punto, se non ci si sarà rilassati troppo, si potrà percorrere qualcuno dei muri o altrimenti proseguire lungo il percorso della pista 7 che termina in paese.

Risaliti a Les Suches resta un’ultima ala da esplorare, appartata e solitamente poco battuta, quella compresa tra la Gran Testa e l’Arnouvaz: due seggiovie servono numerose e belle piste rosse che vanno a terminare nel bosco offrendo pendenze divertenti ed anche una “nera”, la 33, con un muretto da non sottovalutare.

Gli impianti di La Thuile risultano adeguati all’afflusso di gente che frequenta la stazione e le code sono rare. Il comfort è invece penalizzato dall’età media degli impianti, con seggiovie nella maggior parte dei casi senza cupola protettiva, che nelle giornate di freddo e vento sarebbero molto utili.
 

Da non perdere

- L’area confinale del Piccolo San Bernardo, coi tracciati più divertenti;

- Lo sguardo d’insieme alle vette e ghiacciai del Rutor del Bianco;

- I più esperti apprezzeranno la zona del bosco, ricca di “nere” fino al 76% di pendenza.


Pro

- Si può sciare tutto il giorno senza rifare mai la stessa pista;

- Grande varietà di tracciati, dalle larghe azzurre fino ai muri molto ripidi;

- Area sciabile molto vasta che evita la creazione di code anche in altissima stagione.


Contro

- Il costo del pedaggio autostradale;

- Località spesso ventosa, fredda e con seggiovie quasi totalmente scoperte;

- Scarsa possibilità di parcheggio gratuito nelle adiacenze degli impianti.