Se il Dolomiti Superski è all’avanguardia in Italia, Plan de Corones ne è il fiore all’occhiello. Se c’è una novità in materia di sport invernali, questo è il posto giusto per andarla a vedere. Una montagna dove lo sci è tutto, è eccellenza, il comfort è massimo, l’ordine è tedesco, come la lingua parlata da queste parti.


La località

Qualunque punto di partenza si scelga – tra i 5 disponibili - per salire in vetta, si capisce subito che non siamo in una località come tutte altre. Ovovie ovunque, anche per le piste baby e per sorvolare San Vigilio senza dover camminare. Dai fondovalle alla cima del “panettone” comodamente seduti e senza trasbordi per oltre 1300 metri di dislivello. E’ sci totale, e l’utente che ama fare molti km qui non rimarrà deluso, grazie ai tempi morti ridotti al minimo.

Con un’altitudine che va da 935 a 2275 metri, e una posizione molto continentale nel cuore delle Alpi, il maggior problema da queste parti è la mancanza di copiose nevicate, specie sulle zone inferiori, ma anche quest’ostacolo è stato egregiamente superato con un efficientissimo sistema di innevamento artificiale, che copre il 100% delle piste e che, con freddo intenso, potrebbe innevare tutte le piste in 96 ore soltanto. Se quindi la neve è garantita, non resta che sciare.

L’arrivo a Cima Concordia, sommità del comprensorio, può disorientare, essendo un grande piazzale con molti impianti che arrivano e ancor più piste che partono. Il versante nord, che punta su Riscone di Brunico, è prerogativa esclusiva degli esperti: è il regno delle “nere”, con la Hernegg e la Sylvester pronte a riportarci a valle su 5km di ripido pendio e pendenze che toccano il 60%. Il lato est è decisamente più rassicurante per gli sciatori principianti ed intermedi: questo versante, nella sua parte alta, è un unico immenso pendio tutto sciabile, senza confini tra le varie piste. Solo più a valle, dove inizia il bosco, le piste assumono la loro vera identità, ed ecco allora che possiam trovarci sulla Olang, la più classica delle piste “rosse” o sulla Marchner o la Alpen, due lunghe “blu” dove affinare la tecnica o divertirsi nei curvoni in conduzione. E da quest’anno c’è anche la nuova “rossa” Ried che scende a Perca, l’ultimo dei paesi ad essersi connessi al carosello, portando in dote il collegamento diretto alla ferrovia della val Pusteria: gli sciatori, infatti, possono giungere sin qui senza usare l’auto bensì il treno, la cui stazione si trova a pochi metri dall’ovovia che porta in vetta.

Il versante sud è anch’esso orientato agli sciatori intermedi o principianti ma, a differenza degli altri, non porta a fondovalle bensì al passo Furcia, uno snodo dove si può scegliere se tornare in vetta oppure iniziare a visitare il resto del comprensorio. Già che si è qui, val la pena salire al Pre da Peres e partire per una lunghissima pista che condurrà a San Vigilio con pendenze che vanno via via addolcendosi man mano che si cala di quota. Una volta in paese si deve cambiare versante ma niente paura, non bisogna camminare bensì prendere l’ovovia che sorvola l’abitato. Eccoci quindi sul versante opposto, dove ci attende l’ennesima ovovia, pronta a portarci al Piz de Plaies. Da qui partono le “nere” più ripide dell’intero comprensorio: la Erta, corta ma ripidissima e con un muro in contropendenza che riporta a San Vigilio, oppure la Piculin, di recente realizzazione, che con un lungo e ripido muro ci fa scendere di 500 metri di quota, fino ad arrivare in val Badia, dove troviamo, oltre alla solita ovovia per la risalita, anche la navetta che porta verso Pedraces e La Villa, per collegarsi al circuito del Sella Ronda.


Da non perdere

- La lunga e rilassante pista di rientro su San Vigilio lungo la Miara, ideale a fine giornata;

- Le interminabili piste “rosse” come la Olang e la nuovissima Ried;

- Le 5 “nere” che appagheranno anche gli sciatori più esigenti ed amanti del brivido.

 

Pro

- Dopo ogni pista ci si può rilassare in comode ovovie;

- Tanto bosco che garantisce buona visibilità anche in assenza di sole;

- Copertura del 100% delle piste con innevamento artificiale;

- Risalite da valle a monte con oltre 1300 metri di dislivello senza trasbordi;


Contro

- Zona con modesta nevosità naturale;

- Le piste che scendono ai 1000 metri del fondovalle hanno neve pesante in marzo e aprile;

- La capacità complessiva degli impianti di 70mila persone/ora riversa molta gente in pista in alta stagione.