Inverno italico ideale, con freddo che entra da est e perturbazioni che arrivano da ovest portando neve a più riprese, ben distribuita su tutto il Paese. Finche l’Africa starà al suo posto, regnerà la pace sulle nostre piste. Durerà a lungo questa situazione o già nel periodo festivo dovremo fare i conti col soffio tiepido proveniente dalle basse latitudini? Molti gli scenari aperti e una sola certezza: dimentichiamoci l’alta pressione, russa od africana che sia, in questo periodo va di moda il dinamismo!

Lo sguardo sulle Alpi
Mentre la Pianura Padana sonnecchiava sotto la nebbia, sulle Alpi, in particolare quelle confinali, le correnti settentrionali portavano ulteriori precipitazioni, anche abbondanti sull’alta Valle d’Aosta, tanto da dover chiudere per alcune ore il traforo del monte Bianco, interessato dai lavori di messa in sicurezza contro le valanghe. Sui restanti settori è stato invece il sole il protagonista degli ultimi giorni, e le notti serene e fredde han permesso alla neve di compattarsi. Le condizioni sono ora ottimali, le temperature tengono così come la neve, che ammanta ogni cosa sino ai fondovalle, per la gioia della vista oltre che delle lamine. Il periodo precedente le festività è inoltre, tradizionalmente, il meno affollato della stagione, quindi val la pena scendere in pista in questi giorni, così da trovare condizioni perfette da cima a fondo, prima del grande assalto degli sciatori in arrivo tra una settimana.

Lo sguardo sugli Appennini
La porta della Bora, il canale preferito dal freddo diretto in Appennino, continua a rimanere aperta e ciò permette alle temperature di mantenersi basse, con nevicate che anche negli ultimi giorni hanno interessato le zone poste sotto i 1000 metri di quota fino alla Sicilia. Penalizzati i settori tirrenici settentrionali, rimasti in ombra nivometrica, mentre il resto della dorsale si prepara al Natale nel migliore dei modi. Aperte con continuità le maggiori stazioni di Emilia, Toscana ed Abruzzo, mentre le altre minori restano aperte solo nel weekend o preferiscono conservare la neve per le festività. Scelta che potrà rivelarsi errata qualora iniziassero a soffiare venti meridionali, creando il danno nel periodo di alta stagione ma anche la beffa per non aver tenuto aperto quando la neve c’era.
 
Verso il weekend e oltre, le previsioni
Sono ormai due venerdì che la neve fa visita alle Alpi ma anche alle pianure del nord: e siccome non c’è due senza tre, ecco che pure tra giovedì e venerdì si manterrà viva questa tradizione, con precipitazioni nevose sui settori alpini a quote molto basse, privilegiando ancora una volta le Prealpi. Neve che, come detto sopra, potrà comparire anche in Pianura Padana, ma anche sull’Appennino settentrionale. 
 
Il weekend si presenterà ancora inaffidabile sulle Alpi, con nevicate sparse e quota neve in risalita. Un po’ meglio andrà solo sulle Alpi piemontesi, mentre il resto del nord sarà interessato da nevicate sporadiche e cieli chiusi. La vigilia sarà un giorno di transizione, con ampie schiarite, in attesa del nuovo peggioramento che si affaccerà nella giornata di Natale, con nuove nevicate ancora a bassissima quota, grazie all’arrivo di aria molto fredda da est.
 
Weekend migliore in Appennino, con cielo irregolarmente nuvoloso sabato e quasi del tutto libero da nubi nella giornata di domenica. Le temperature saranno nella media, gradevoli, in risalita rispetto ai valori rigidi dei giorni scorsi. Il giorno di Natale anche qui vedrà un progressivo peggioramento delle condizioni, con nubi che si affacceranno sulla dorsale a partire dai settori tirrenici, portando piogge e neve alle quote medie che perdureranno anche il giorno di Santo Stefano.