Per gli sciatori una distesa di neve suscita un'attrazione irresistibile, agita una gioia stimolante. Ma i bianchi panorami sanno provocare momenti di poesia espressa non a parole ma con i colori e i pennelli. E' il caso di grandi maestri post-impressionisti russi, artisti abituati a convivere con il gelo per molti mesi l'anno. La neve, per loro, è un soggetto talmente familiare che riescono a interpretarlo, "raccontarlo" in maniera anche estremamente gioiosa, diversamente da quanto accade solitamente nella nostra tradizione. Oltre alla singolarità degli scenari, le opere in mostra sono interessanti perchè ci presentano un modo diverso di vivere la stagione fredda. I soggetti sono algide e infinite distese che immaginiamo avvolte in un silenzio ovattato, quasi tangibile, piccoli borghi in cui figure infagottate vivono la quotidianità, bambini gioiosi che si divertono con la neve, fiumi al disgelo e altri temi ancora che i post-impressionisti russi interpretano in chiave del tutto personale.

E' ormai una caratteristica di una galleria d'arte di Torino quella di proporre questo viaggio suggestivo tra le distese di neve. Consuetudine rispettata anche quest'anno, a partire dal 6 febbraio.

Nasce all'inizio degli anni Novanta questa caratteristica della galleria Pirra. Giudicando che "l'Occidente avesse ormai esaurito le proprie fonti di valida pittura figurativa", è stato rivolto l'interesse verso un settore della pittura dell'ex Unione Sovietica. Le aspettative non sono state disattese, anzi. Questo lavoro di ricerca ha fatto emergere un ricchissimo patrimonio pittorico, dal quale spiccano le Scuole di Mosca e San Pietroburgo.

Tra gli esponenti delle due scuole la Galleria ha selezionato solo gli autori di maggior talento, con alle spalle musei prestigiosi in tutto il mondo: ricordiamo Aleksej e Sergej Tkacev, Boris Lavrenko, Dmitrij Kosmin, Georgij Moroz, Gleb Savinov, Olga Bogaevskaja, Maya Kopitzeva, Leonid Vaichlia, Nikolaj Latyshenko. Si tratta di una generazione di artisti nata per lo più tra gli anni Venti e Trenta, attiva in un periodo storico che aveva praticamente cancellato i rapporti con l'Occidente, ma capace d'instaurare una continuità pittorica, un ponte temporale tra l'epoca prerivoluzionaria, in particolare la tradizione francese della pittura en plein air impressionista, e la contemporaneità.

Una sorta di "riserva protetta" di pittura figurativa che affonda le proprie radici in una solida impostazione accademica, per evolversi in un linguaggio che può definirsi genuinamente impressionista e post-impressionista, da qui la definizione di "post-impressionismo russo". Ciascuno di essi ha saputo sviluppare un percorso artistico parallelo all'arte di regime, volutamente estraneo a soggetti di tipo politico. Le opere selezionate dalla Galleria Pirra, infatti, hanno in comune l'estraneità alle tematiche di propaganda e la predilezione per soggetti di vita quotidiana, paesaggi e nature morte di grande suggestione emotiva.

Il valore di questi artisti è riconosciuto non solo da parte di un sempre più vasto pubblico, ma trova continue conferme anche sul mercato internazionale. L'arte in generale è sempre stata un eccellente investimento a lungo termine, a maggior ragione nei periodi in cui gli investimenti "tradizionali" forniscono poche o nessuna certezza. Le opere dei fratelli Tkacev, per fare un esempio, hanno raggiunto alle aste di Sotheby's cifre elevatissime (nel 2002 una tela di cm. 32 x 23 è stata aggiudicata per 27.500 euro; una tela di cm. 70 x 60 a oltre 70 mila). A supportare questo riscontro economico sono le sempre più numerose e prestigiose pubblicazioni monografiche dedicate al post-impressionismo russo e la nascita di fondazioni e musei.

Info: Galleria Pirra, corso Vittorio Emanuele II, 82, Torino, tel. 011/ 543393; www.galleriapirra.it; email: info@galleriapirra.it

Orari di visitadella mostra: dal 6 febbraio a metà marzo, da lunedì a sabato 9,30-12,30; 15,30-19,30; domenica: 9,30-12,30