Raccoglie, riunisce pregi e contraddizioni che sono espressione dello sviluppo moderno del turismo della neve. Ma è proprio il gioco dei contrasti che rendono particolare quel paradiso franco-svizzero dello sci e degli sport invernali che hanno chiamato Les Portes du Soleil. Siamo tra la l'Alta Savoia e il Vallese, sopra il lago Lemano e sotto il domino del il Monte Bianco. Il gigante d'Europa è sempre presente come un sentinella. E proprio sotto la sua pancia si raggiunge questa skiarea che viene definita "Reserve naturelle de poudreuse", ovvero della neve fresca, terreno naturale per emozionanti ski-safari. Il comprensorio rientra nella candidatura olimpica di Annecy per i Giochi del 2018.
Portes du Soleil, un nome altisonante ma giustificato. Chi ha il coraggio di non cedere sempre alla pigrizia delle vacanze restando nel comodo letto, oltre a respirare la frizzante aria del primo mattino viene premiato da uno spettacolo naturale, lento ed emozionante: il sole che con calma sale dietro i Dents du Midi, colorando la skyline presente nel logo del comprensorio. E' questa nascita del nuovo giorno che ha fornito l'idea per battezzare questa immensa distesa di neve e picchi di roccia. Per il resto della giornata ognuno può trovare il terreno giusto per divertirsi sugli sci: chi si serve dei 195 impianti di risalita scegliendo tra 278 piste e chi imbocca le decine di percorsi fuoripista in cerca di neve ancora soffice.
E' un vecchio dibattito tra Savoia e Alta Savoia: chi ha il più grande comprensorio percorribile sci ai piedi? Da un lato, l'intreccio delle Trois Vallèes con 600 chilometri di piste, dall'altro quello di Les Portes du Soleil che vanta 650 km di tracciati battuti. Percorsi che uniscono due Paesi e ben 12 stazioni: francesi sono Avoriaz, Morzine, Les Gets, Chatel, La Chapelle d'Abondance, St-Jean d'Aulps; svizzere sono Morgine, Champoussin, Champèry, Les Crosets, Torgon. Un solo comprensorio sciistico uno skipass unico a 40 euro il giornaliero e 205 il 6 giorni (ma sono diverse le formule che si abbinano al soggiorno e all'eventuale scuola di sci). Si scia fino a quota 2466 m, con garanzia di neve fino all'inizio di primavera data la conformazione di valli e pendii, oltre la presenza di 694 cannoni.
Arduo condensare o scegliere quali le migliori piste da percorrere. Ci sono tracciati per ogni livello tecnico in ogni area, ed il bello di questi grandi comprensori è proprio quello di poter spaziare in quelli che vengono definiti ski-safari, spostandosi da zona a zona seguendo l'esposizione solare. Ma un bel cimento per sciatori provetti c'è: si chiama "Mur suisse", tra Avoriaz e Les Crosets, un ripidissimo pendio sempre pieno di gobbe su cui occorrono buone gambe, reattività ed esperienza. Grandi, larghe, eccitanti piste sono racchiuse tra Morzine e Les Gets.
Ovviamente ci sono opportunità anche per chi non pratica lo sci alpino. Anche se per i non sciatori c'è l'esclusiva opportunità del Taxi-ski, ovvero ci si siede su una sorta di poltroncina con pattini e un maestro di sci permetterà al passeggero di ammirare i panorami in alta quota, raggiungere gli amici sciatori in un ristorante sulle piste. Mentre chi ama il fondo dispone di 214 km di tracciati (una bella guida tascabile elenca tutte le opportunità e i servizi) e ben 385 sono quelli affrontabili dagli amanti delle passeggiate con racchette da neve. Se poi sceglie di salire a metà gennaio in questo poliedrico centro sportivo della neve può assistere alla Grande Odyssèe, l'appassionate corsa con slitte trainate dai cani. Uno spettacolo di allegria e unione d'amore tra uomo e animale che affrontano insieme bellezze e difficoltà della natura alpina.
Una particolare attenzione anche per i praticanti dei nuovi sport della neve: ben 10 sono gli snowpark, 3 gli half-pipe, e 4 i percorsi boarder-cross per chi cerca emozioni con la tavola o gli sci da freestyle. Particolare, nell'area di Chatel, uno snowpark tracciato in mezzo al bosco di sapins, tutto realizzato con strutture in legno. La voglia di acrobazie si coniuga con una cultura ecologica. Una bella lezione di gestione della montagna che va incontro alle nuove tendenze, accontentando tutti.
D'altronde qui la cultura del turismo in montagna ha radici storiche. Poiché nel 1925 è nato il Grand Hotel a Morzine, ospitando i primi villeggianti, anche se solo in estate. E al 1934 risale l'inaugurazione della teleferica di Pleney, sempre a Morzine, che dette il via al turismo invernale. Poi arriva il 1960 ed è un atleta di Morzine che, dopo aver vinto una medaglia d'oro in discesa libera ai Giochi di Squaw Valley, dà sostanza all'idea di realizzare una nuova stazione d'alta quota. E' grazie a Jean Vuarnet che nasce Avoriaz, a 1800 metri. E in questi giorni tutta la skiarea si prepara a festeggiare i 50 anni dalla storica vittoria di Vuarnet, diventato un affermato industriale per l'abbigliamento tecnico degli sciatori, nonché un allenatore di campioni. Tra l'altro dal suo lavoro con la nazionale italiana è poi sbocciata la Valanga Azzurra. Appuntamento per la festa il 22 febbraio, con la presenza di grandi atleti del passato, compresi quelli saliti sul podio in quella gara, Hans-Peter Lanig e Guy Périllat.
Si diceva all'inizio che "Les Portes du Soleil" sono un concentrato di pregi e contraddizioni, espressione del moderno turismo della neve. Avoriaz è la prima contraddizione. I suoi moderni palazzi sorti dal nulla su un altipiano sono stati un'avanguardia dello ski-total, ma anche fonte di critiche e polemiche. Non sono certo un esempio di architettura che si mimetizza nell'ambiente naturale, ma rappresenta un'attrattiva per i turisti che si trovano in vacanza in una stazione senz'auto, dove le strade innevate sono anche le piste, dove ci si sposta a piedi, oppure con slitte trainate da cavalli e con motoslitte. Le auto restano nel grande parcheggio. E in mezzo ai condomini funzionano seggiovie e skilift.
Chi preferisce la tradizione può scegliere di soggiornare a Morzine e a Les Gets, che sono villaggi di montagna con tocchi di eleganza. Les Gets ha poi aggiunto dal 2001 un pregio, realizzando un programma ecologico dei trasporti e strutturando tutto il villaggio per una vivibilità sostenibile e salutare. Caratteristiche ancora più spiccate di villaggio antico le si trovano nella valle di Abondance, dove è ancora forte la presenza di agricoltura e allevamento. Per cui la gestione dei pascoli presta molta attenzione al mantenimento di specie arboree tipiche di diverse quote (in particolare nella zona di Chatel), pensando all'alimentazione dei bovini quando salgono agli alpeggi e al fondo migliore quando diventano piste da sci. Una condizione che si ritrova nelle località svizzere, con i suoi tipici chalet vallesani.
Nel comprensorio il turista può comunque trovare la sistemazione che più gradisce. Molte le opportunità per le famiglie e quindi per i piccoli, sciatori di domani, cui un'altra guida tascabile mette in evidenza servizi, spettacoli, strutture pensate per rendere la vacanza una grande parco giochi. Comunque visitando il sito si può approfittare delle occasioni, quei bon plan che permettono soluzioni più economiche in periodi meno richiesti.
L'organizzazione turistica è imponente ed efficiente: 21 mila i letti disponibili, 52 hotel, 41 ristoranti di cui 11 sulle piste. E proprio al lato gastronomico è dedicata grande attenzione. E Una terza guida tascabile elenca i locali nei centri abitati e sulle piste, indicando le specialità del menù, qualche prezzo. Chi desidera recuperare le forze spese in attività sportive può anche farlo con monte delizie da gourmet., spaziando dai piatti savoiardi (tartiflette, gustose rome) alle fondute svizzere. Bevendo i rossi della Savoia e i bianchi del Vallese. Particolare è un ristorante sulle piste sotto la Chavanette, in grado di condire molti dei suoi piatti con le erbe e i sapori raccolti nella zona.
In una settimana bianca alle Portes du Soleil è difficile ripetere le stessa esperienza. Occorre tornarci per una seconda vacanza.
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Info: www.portesdusoleil.com