Trionfa ancora l'Himalaya ma spicca un rinnovato interesse da parte del pubblico per la montagna, per tutto il suo fascino e per tutti i suoi valori, di solidarietà e rispetto dell'ambiente. E' quanto emerge dal successo riscontrato al "TrentoFilmfestival 2010" che ha chiuso i lavori il 9 maggio con la proclamazione dei vincitori. Un'edizione da record la 58°, che "per la prima volta nella sua storia ha raggiunto il totale over-booking nelle tre serate di apertura - ha raccontato con soddisfazione Egidio Bonapace, presidente della kermesse - per poi avviarsi, senza cadute di tono per tutta la settimana, a una nuova impennata nel secondo weekend della kermesse".

Sfiorate le 10mila presenze al cinema: con una media di 1100 posti al giorno conferma il trend dello scorso anno. Ogni serata, per l'intero arco della settimana di programmazione, ha registrato il tutto esaurito perenne anche nelle tre sale del cinema Modena che hanno ospitato i 108 film protagonisti di questa edizione per un totale di 159 proiezioni. Quasi 8000 presenze alle serate-evento, con un incremento del 40% rispetto all'edizione passata: 620 i posti esauriti alla serata di apertura venerdì 30 aprile con la suggestiva proiezione del film muto "Der Helige Berg" e accompagnamento musicale dal vivo dell'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Helmut Imig.

Tra i 38 in concorso, il successo è stato assegnato al film di Marianne Chaud "Himalaya, le chemin du ciel", vincitore della Genziana d'Oro città di Trento. Un racconto delicato della vita, tra costumi e quotidianità, nel mondo ricco di spiritualità del monastero di Phukthal. La Genziana d'Oro Premio Città di Bolzano è andata invece a "Birdman of Karakoram" del britannico Alun Hughes, per il miglior film di esplorazione o avventura: un lungo, appassionante volo in deltaplano sul tetto del mondo. Altro omaggio himalayano con "Nanga Parbat" - il film di Messner, il più atteso alla rassegna, ha fatto segnare ingressi da record, con il tutto esaurito in sala in tutte le proiezioni -, cui è stata assegnata della prima edizione del Premio Luciano Emmer, istituito quest'anno in collaborazione con i giornalisti cinematografici. Il lungometraggio, solo sottotitolato e non doppiato in italiano, sbarcherà nelle prossime settimane anche a Cannes.

Emerge però un affresco più completo delle montagne del mondo dall'elenco dei film premiati con gli altri riconoscimenti. Dall'avventuroso reportage nei luoghi remoti del lago Eyre, il più esteso d'Australia, alle vicende di un postino sui monti dell'Iran; dal gelo della Bielorussia all'impresa di Alex Honnold, uno dei più grandi climber americani, che scala in solo integrale la mitica Regular Route dell'Half Dome in Yosemite; da una comunità di bambini romeni alla natura dell'Appennino tosco-emiliano.
Anche lo sci è stato protagonista e premiato. Con l'opera dell'austriaco Gerald Salmina, che si è aggiucata la Genziana d'Argento per il Migliore Contributo Tecnico-Artistico. Con grande tecnica è riuscito a trasmette tutte le emozioni dello sci estremo seguendo tre appassionati che si lanciano dal Monte S. Elia (5.489 m) in Alaska. Immagini stupefacenti di sci sulle valanghe, di salti vertiginosi, di azioni al limite dell'impossibile in mezzo ad un ambiente magico.

E poi una scoperta, legata alla storia. Una pagina poco conosciuta: il tentativo della Francia, negli ultimi giorni della seconda Guerra mondiale, di annettersi la Valle d'Aosta e la tenace resistenza all'annessione non solo dei partigiani ma pure dei soldati della Repubblica di Salò. L'hanno raccontata, con l'utilizzo anche di una vasta documentazione dell'Istituto Luce, Roberto Cena e Fabio Canepa realizzando "L'ultima Battaglia delle Alpi", cui è andato il Premio Gianbattista Lenzi, Rino Zandonai e Luigi Zortea per il Migliore Reportage Televisivo.