Dopo due mandati, in cui ha contribuito a modernizzare il Club Alpino Italiano, Annibale Salsa ha lasciato la poltrona di presidente generale al veneto Umberto Martini, che ha ottenuto oltre il 90 per cento dei voti. Il cambio della guardia ai vertici del CAI è avvenuto lo scorso weekend, a Riva del Garda, nel corso dell'assemblea nazionale. "Lavorerò con il mio stile - ha detto Martini - in continuità con la presidenza che oggi termina il suo mandato. Consulterò chi ha lavorato prima di me perché ogni competenza è per me un valore aggiunto. 31 anni fa, sul lago di Garda, a Gardone, ci fu la mia prima assemblea da Presidente di Sezione e qui accolgo oggi la mia elezione alla Presidenza Generale. Spero di contribuire con la mia visione a proseguire la missione del Sodalizio e alla promozione dei valori che lo sottendono nella sua opere di sentinella della montagna".

Nel suo discorso di saluto, Annibale Salsa, professore antropologia filosofica e di antropologia culturale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Genova, ha tracciato un sintetico bilancio del suo lavoro: "Ho aperto alla società civile in un'opera di rinnovamento gravosa ma non avara di soddisfazioni. Spero che si continuerà sulla stessa direttrice. E' importante liberarsi dai macigni burocratici ed evitare che il CAI si avviti su stesso. La sburocratizzazione e lo svecchiamento, come ogni cambiamento di mentalità ha richiesto e richiederà in futuro tempo e fatica". In questi sei anni di presidenza Salsa ha svolto un lavoro eccellente, guidando il CAI attraverso anni di forti cambiamenti, che hanno riguardato la società nel suo insieme. Proprio verso quest'ultima si è indirizzata la sua l'attività, con l'obiettivo di rendere il Club Alpino Italiano un'organizzazione moderna capace di affrontare nuove istanze culturali poste da una società in continua trasformazione.

Il nuovo presidente è originario di Bassano del Grappa ed ha 64 anni. E' stato Consigliere Centrale Cai dal 1994 al 2000 e Vice Presidente Generale dal 2003 al 2009. Ex dirigente aziendale è attualmente Presidente della Banca di credito cooperativo "Romano Santa Caterina".Sarà affiancato dal vicepresidente Ettore Borsetti. Martini è stato eletto con 689 preferenze su 741 votanti durante l'Assemblea Nazionale organizzata dalla Sat e dalla Sezione di Riva del Garda, cui hanno partecipato 445 delegati con 418 deleghe.

Costituito il 23 ottobre 1863 a Torino - anche se si può affermare che la sua fondazione ideale sia avvenuta il 12 agosto dello stesso anno, durante la celeberrima salita al Monviso ad opera di Quintino Sella, Giovanni Barracco, Paolo e Giacinto di Saint Robert - il Club Alpino Italiano è una libera associazione nazionale che, come recita l'articolo 1 del suo Statuto, "ha per iscopo l'alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale". L'effigie di Quintino Sella, fondatore del CAI, è esposta all'ingresso della Sede Centrale del Club Alpino Italiano in via Petrella 19 a Milano.

A Torino, al Monte dei Cappuccini, la prima sede del CAI - con la celebre Vedetta Alpina da cui si gode uno stupendo panorama della catena alpina - ospita lo straordinario Museo nazionale della Montagna, ricco di cimeli e dove è attivo un prezioso Centro di Documentazione alpina tra i più completio al mondo.
L'Associazione è costituita da Soci riuniti liberamente in Sezioni, coordinate in raggruppamenti regionali: a dicembre 2009 i Soci del CAI risultano essere 315.032, che partecipano alle attività di 490 Sezioni e 306 Sottosezioni appartenenti a 21 gruppi regionali di cui 2 raggruppamenti provinciali (Trentino e Alto Adige).
All'interno dell'ordinamento italiano, la struttura centrale del Club Alpino Italiano si configura come un Ente pubblico non economico, mentre tutte le sue strutture periferiche (Sezioni, raggruppamenti regionali e provinciali) sono soggetti di diritto privato. In particolare, in applicazione della legge 24 dicembre 1985, n. 776 relativa a nuove disposizioni sul Club Alpino Italiano, l'Associazione provvede, a favore sia dei propri Soci sia di altri e nell'ambito delle facoltà previste dallo Statuto: dalla diffusione della frequentazione della montagna e dall'organizzazione di iniziative alpinistiche, escursionistiche e speleologiche all'organizzazione ed alla gestione di corsi d'addestramento per le attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche, fino alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione dei rifugi alpini e dei bivacchi d'alta quota di proprietà del Club Alpino Italiano e delle singole Sezioni (quantificati ad oggi in 761 strutture per un totale di 21.681 posti letto).

Info: www.cai.it