Il fatto fece infuriare Garibaldi, ma Cavour in quel 1859, era invincibile. Si trattava del passaggio alla Francia di Nizza e della Savoia. E poi il generale delle camicie rosse subì uno smacco proprio nella sua Nizza: 25 mila 743 voti a favore della Francia contro 160, ovvero il 99,3 per cento per esempio. Il 16 per cento di astensione e qualche paesino vicino alla Liguria renitente non lenivano il disastro. In Savoia era andata ancor peggio: 130.533 sì contro 235 no e 71 astensioni, ovvero il 99,8 per cento. Un solo Comune, nel Chablais, votò no: ma non per amore degli italiani, semmai perché voleva essere annesso dalla Svizzera.

Avevano ben trescato gli agenti dell'imperatore, inviati a «fare pedagogia del referendum», ma secondo quelle popolazioni contese i Savoia professavano devozione solo alle feconde pianure del Po, non alle avite ma desolate montagne. E poi ci volevano 40 ore in diligenza da Torino per raggiungere da Chambéry.

Compiuta l'annessione con il Trattato di Torino del 24 marzo 1860, sarebbe arrivato anche il tempo della delusione. La pragmatica Francia centralista aveva mano più dura dei piccoli re di Sardegna, il sistema amministrativo, la coscrizione e la scuola vennero rapidamente omologate, il numero di notai e avvocati ridotto, l'amministrazione delle acque e delle foreste cominciò a pesare sui contadini. Quei «savoyards» pulivano le strade di Parigi ma erano segnati come montanari ottusi. Per i funzionari essere spediti nei nuovi dipartimenti era una punizione.

Oggi dopo 150 anni tutto è cambiato e la Savoia ha approntato un lungo, articolato, brillante programma di festeggiamenti per la ricorrenza. Chissà se sapremo fare altrettanto per le nostre celebrazioni dei 150 anni di Italia unita?

Forse un secolo e mezzo fa avremmo dovuto fare come Napoleone III che attuò un astuto, intelligente programma per favorire l'integrazione dei nuovi territori: assoldò il pittore Félix Benoît e lo mandò a ritrarre gli angoli più suggestivi delle terre appena acquisite e usò le le litografie come un pubblicitario moderno. Ora la Fondation Facim ha attualizzato quell'idea e ne è nato uno straordinario libro: "La Savoie depuis 1860, regards d'hier et d'aujourd'hui". Ovvero ha incaricato il fotografo François Deladerrière di andare a ritrarre gli stessi luoghi dipinti 150 anni fa e così, sul libro, a una pagina con la vecchia litografia corrisponde una pagina con la fotografia a colori e la stessa inquadratura. Un affascinante esempio di fare politica, di raccontare la storia con l'arte. Che è anche una mostra che sarà visitabile fino a tutto settembre a Yvoire nell'Abbazia di Hautecombe.

L'esposizione, pur molto originale, è solo una delle numerose manifestazioni per festeggiare il 150° anniversario. Sarà un'estate ricca di spunti per il viaggiatore che volesse approfittare dell'occasione per conoscere e visitare la regione che vanta maestosi scenari alpini. E una delle migliori organizzazioni per lo sci, che d'estate si trasforma in un invitante, inesauribile propositore di attività all'aria aperta. Con anche grandi tentazioni da gourmet.

Ecco una selezione delle numerose manifestazioni previste in tutto il territorio della Savie-Mont Blanc per celebrare i 150 anni. Intanto le mostre "La Savoia dell'Annessione" dal 11 al 29 giugno 2010: gli avvenimenti che hanno segnato gli anni tra il 1859 e il 1860. Archivi Dipartimentali di Chambéry; "Il Castello, la Savoia, 1860", dal 25 marzo all'autunno, al Castello dei Duchi di Chambéry; "Nizza e la Savoia, uno sguardo contemporaneo", alla Grange Batelière, Abbazia di Hautecombe dal 19 giugno al 20 settembre 2010.

E poi concerti con L'Orchestra della Savoia. dibattiti storici al Castello dei Duchi di Savoia, eventi speciali: il 14 giugno, data-simbolo del 150° anniversario, tra le varie animazioni anche un grande spettacolo "Suoni & Luci", con una composizione elettro-sinfonica al Castello dei Duchi di Savoia a Chambéry e il 14 luglio tutti festeggeranno accedendo tutte le luci del dipartimento alla stessa ora (fuochi d'artificio, torce o candele).

Ogni anno " Les Estivales du Château", appuntamento clou della stagione culturale, diventa per il grande pubblico l'occasione di vivere serate indimenticabili nel Cortile d'onore del Castello dei Duchi di Savoia a Chambéry. Una cornice prestigiosa in cui ogni sera si esibiscono numerosi talenti artistici alternandosi in una serie di spettacoli eclettici e gratuiti all'aperto : uno scenario reso ancora più suggestivo ed autentico dalla Sainte-Chappelle.

Quest'anno, per l'8° edizione del festival che avrà luogo dal 14 giugno al 31 luglio 2010, ha in cartellone di artisti internazionali: il ritmo dei Tambours de Tokyo, degli Hocus Pocus, di Carmen Maria Vega, degli Earth Wind & Fire, di Johnny Clegg, dei Tambours Urbains de Bronx, di Jean Ngor Maack, Murreay Head, Joe Louis Walker, Matt Bianco, del brasiliano Marcio Local. Come ogni anno, gli spettacoli - 20 serate in 6 settimane - saranno gratuiti.

Nel quadro delle iniziative rientra anche la candidatura di Annecy per organizzare le Olimpiadi invernali del 2018. Sarà in concorrenza con Monaco di Baviera e PyeongChang (Corea del Sud). Coinvolte nel piano olimpico sono località famose come Megève, Morzine, Chamonix, La Plagne, Saint-Gervais, accanto ad altre valide e da scoprire qyali Flaine, La Clusaz, Le Grand-BornandLes Houches. Le carte in regola, probabilmente le migliori di quelle in campo, per aggiudicarsi la XXIII ° edizione dei Giochi invernali, ma le scelte del Cio tengono anche conto di aspetti di geopolitica.

Info: www.savoie-mont-blanc.it.; www.150ans-paysdesavoie.fr