Con un bel sospiro di sollievo per tutto il comparto del turismo montano si stanno valutando i risultati dello scorso inverno. Già l'andamento delle vacanze di fine anno avevano indicato una risposta positiva da parte del pubblico delle vacanze sulla neve. Ora stanno arrivando i primi dati sui movimenti di arrivi e presenze nelle stazioni sciistiche e sono confortanti. Soprattutto per il fatto che quella passata era una stagione minacciata ai venti di crisi economica mondiale. Ma l'abbondanza i neve ha attirato sulle pista da sci più turisti del previsto. Dati che devono ancora essere analizzati per capire più in dettaglio l'andamento dei flussi e dei giorni di permanenza, ma restano i dati generali che sono positivi. Cominciamo ad osservare le cifre fornite dalle tre principali regioni italiane nel settore del turismo montano.

Per la Valle d'Aosta il commento di fondo è che la stagione è stata in linea con quella precedente.
Grande incremento degli italiani, specie dalle aree di prossimità, che ha compensato la flessione degli ospiti inglesi. Tra le provenienze straniere sono cresciuti in particolare i paesi scandinavi (Svezia e Norvegia) russi e ucraini, belgi e olandesi. Tradotto in cifre gli arrivi segnano un + 4,5 degli italiani e un - 1,8 degli stranieri, mentre le presenze offrono un + 2,8 di italiani e un - 3,1 degli stranieri. Dalle tabelle dell'Assessorato al turismo della regione delle grandi vette europeee emerge anche che le località ai piedi dei monti Bianco, Rosa e Cervino sono state privilegiate, non solo dagli italiani ma anche dal pubblico che arriva dall'estero.

Stesso sorriso di soddisfazione arriva dall'Alto Adige dopo la comunicazione dei dati forniti dall'istituto provinciale di statistica (ASTAT): nel periodo marzo-aprile 2010 gli arrivi sono aumentati del 2,8% e le presenze del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; e comunque la stagione invernale 2009/10 si è conclusa con un aumento del 2,4% negli arrivi e dell'1,9% nelle presenze, superando i valori massimi rilevati due anni prima.
I tassi di variazione sono stati calcolati dall'Istituto sulla base dei dati segnalati dalle associazioni
turistiche (i dati di aprile sono da ritenersi provvisori - grado di copertura pari al 91,3%).
L'andamento durante gli ultimi due mesi della stagione invernale è stato condizionato dalla cadenza della Pasqua, anticipata di circa 10 giorni rispetto all'anno precedente. In parte questi risultati possono essere ricondotti al buon innevamento delle piste. Nel mese di marzo le presenze sono aumentate del 13,9%, subendo tuttavia una contrazione dell'8,2% ad aprile.
La stagione invernale registra i massimi livelli La stagione invernale 2009/10 (oggetto di osservazione sono, quindi, i mesi che vanno da novembre 2009 ad aprile 2010) si è conclusa con un aumento del 2,4% negli arrivi e dell'1,9% nelle presenze, ed ha superato i valori massimi rilevati due anni prima. Nel vicino Tirolo austriaco i risultati non sono stati altrettanto positivi: l'aumento dello 0,6% degli arrivi contrasta con un -1,4% nelle presenze.
In Alto Adige, i due bacini principali di provenienza, la Germania (39,2% delle presenze totali) e l'Italia (40,3%), evidenziano andamenti contrapposti. I turisti italiani si distinguono, con un incremento pari al 5,2%, mentre quelli germanici risultano in calo dell'1,2%. Il turismo di prossimità conferma valori positivi (Svizzera +3,0%; Austria +1,3%) e i mercati emergenti continuano a manifestare un crescente interesse (Altri paesi +2,8%).
Nel confronto fra i consorzi turistici emergono dati positivi in tutte le destinazioni, ad eccezione della Val Venosta (-2,3% nelle presenze) e delle Valli di Tures e Aurina (-1,3%). Questi consorzi sono stati penalizzati dalla forte dipendenza dal mercato tedesco, che per loro rappresenta due terzi della domanda turistica. Spiccano invece i buoni risultati ottenuti da alcune destinazioni nelle Dolomiti, in particolare dai consorzi turistici Rosengarten-Latemar (+6,3%) ed Alta Badia (+5,0%).
L'occupazione lorda dei posti letto negli esercizi ricettivi dell'Alto Adige è stata pari a 51,2 giorni (sulle 181 giornate conteggiate nella stagione invernale 2009/10), con un aumento di 1,4 giorni rispetto alla stagione invernale precedente. Le alte categorie (4-5 stelle e 3 stelle), i residence, gli alloggi privati e gli esercizi agrituristici hanno segnalato indici di occupazione in crescita.

Il turismo nei mesi freddi continua a crescere in Trentino. A ribadirlo, con forza, ci sono i dati alberghieri relativi alla stagione 2009/2010, che dimostrano come il comparto continui ad essere in forte ascesa. Nell'ultimo inverno arrivi e presenze, rispetto all'anno precedente, sono aumentati rispettivamente del 2,9%e dell'1,6%. Un risultato valutato dai responsabili trentini come positivo e superiore a qualsiasi aspettativa, "a conferma della vitalità di un sistema capace di "fare squadra" e rivelarsi prezioso antidoto anticongiunturale per tutta la provincia".
Nello specifico, negli alberghi trentini - che pesano mediamente per circa l'85% delle presenze invernali - la componente italiana (che rappresenta il 63% dei turisti invernali), ha registrato una variazione positiva del +3,8% nelle presenze. Gli ambiti turistici più rilevanti in termini di pernottamenti sono la Val di Fassa, le Valli di Sole, Pejo e Rabbi e Madonna di Campiglio-Pinzolo-Val Rendena, che rappresentano circa il 55% delle presenze.
A frequentare maggiormente le montagne del Trentino sono laziali, lombardi ed emiliani. Uscendo dai confini nazionali, sono numerosi soprattutto polacchi, tedeschi e cechi.
Ci sono poi le cifre consuntive - molto interessanti perché toccano più aspetti particolari - che arrivano da singole skiarea. Soddisfatti al Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale: "Nonostante la difficile situazione congiunturale ed il maltempo che ha caratterizzato molti fine settimana, la voglia di sci ha avuto la meglio e gli sforzi di Adamello Ski (gli importanti investimenti fatti negli anni scorsi e l'impegno costante nella cura delle piste e nel proporre promozioni mirate) sono stati premiati con un + 1,5 per cento". Interessante un dato: nello specifico si è registrato un calo nella vendita degli skipass giornalieri e skipass da 6 giorni riferiti alla clientela individuale, mentre è aumentata la vendita di skipass da 2, da 3 e soprattutto da 4 giorni che evidenzia la tendenza a soggiorni più brevi e concentrati. E' aumentata anche la vendita di skipass plurigiornalieri all'interno di pacchetti-vacanza, che hanno premiato le politiche commerciali attuate durante la stagione, e un segno positivo viene registrato infine anche per quanto riguarda gli skipass stagionali. "L'aumento degli incassi registrato questo inverno è indubbiamente di buon auspicio anche se è opportuno ricordare che la congiuntura economica è ancora molto difficile e questo fa sì che il mercato sia molto selettivo - ha spiegato il direttore di Adamello Ski, Maurizio Andreotti - Sinergie e collaborazioni con altri partner sono sempre più importanti e determinanti per la buona riuscita della nostra "mission" aziendale: la nuova iniziativa di skipass combinato con Aprica (Valadaski) e la ormai tradizionale e collaudata collaborazione con le località sciistiche del Trentino occidentale (associazione Skirama) diventano vetrine importanti che garantiscono visibilità internazionale alla nostra ski area. Le collaborazioni istituzionali con Bresciatourism, Regione Lombardia, Trentino, Skirama e Val di Sole verranno implementate per dare maggiori contenuti a progetti comuni".
In sintonia con altre zone va segnalata anche all'Adamelloski una flessione del mercato anglosassone. In compenso c'è la sostanziale tenuta degli altri mercati in particolare di quello polacco e ceco. I Paesi dell'Europa Orientale sono diventati importanti mercati di riferimento in quanto sono in grado di garantire l'afflusso all'inizio e alla fine della stagione.
Gli operatori della ski area Adamello Ski proseguono giustamente la strada dello sviluppo e dell'investimento continuo, prima con gli impianti ed ora con gli alberghi (una nuova struttura alberghiera aprirà a Pontedilegno a dicembre 2010) ed i servizi al cliente sulle piste (il prossimo inverno ci sarà un nuovo rifugio al Passo Paradiso, all'arrivo della cabinovia), e stanno sviluppando nuovi modi di fare promozione. Il web con i social network e l'universo degli smartphone stanno rivoluzionando le abitudini della gente e il modo di acquistare i prodotti e Adamello Ski si sta strutturando in questo senso.

Grande euforia si avverte a Livigno dove si è raggiunto un aumento del 4,98% rispetto alla stagione precedente. Le presenze sono passate dalle 828.448 della stagione 2008/09 alle 869.670 della stagione 2009/10. Crescono sia gli italiani (+7,24) che gli stranieri (+4,11); a livello di tipologia ricettiva leggera contrazione per le presenze nelle strutture alberghiere (-1,10) e crescita negli esercizi extra-alberghieri (+15,95).
Sul fronte degli arrivi si registra un trend molto simile alle presenze. Gli arrivi complessivi crescono complessivamente del 6,7, passando dai 135.205 della stagione 2008/09 ai 144.297 della stagione 2009/10. Anche in questo caso gli italiani fanno registrare un aumento più marcato (+9,23) rispetto alla clientela straniera (+5,36).
L'aumento sia degli arrivi che delle presenze ha di fatto mantenuto stabile la permanenza media sopra i 6 giorni, con una marcata differenza tra italiani (4,71 giorni) e gli stranieri (6,77 giorni).
Sul fronte delle provenienze, a livello nazionale si confermano i mercati tradizionali della località: al primo posto si conferma quindi la Lombardia, in crescita del 27,44 rispetto alla stagione 2008/09 (da 67.787 a 86.389), seguita dal Lazio (+0,45, da 26.694 a 26.815) e dall' Emilia Romagna (+2,24 da 22.048 a 22.541).
A livello internazionale la Polonia rafforza la propria leadership e fa registrare un aumento delle presenze pari al 4,07 (da 134.938 a 140.430). Secondo mercato della località si conferma la Germania, nonostante un leggero calo dello 0,61 rispetto alla stagione 2008/09 (da 90.928 a 90.373); top 3 stagionale completata dalla Repubblica Ceca che, con un incremento del 16,41, passa da 65.459 presenze della stagione 08/09 alle 76.198 dell'ultima stagione. Seguono altre nazioni rispettivamente dal quarto al quindicesimo posto: il Belgio, la Danimarca, il Regno Unito, la Svizzera, l'Olanda, la Lituania, l'Irlanda, la Russia, la Svezia, la Slovacchia, la Slovenia e il SudAfrica.

Al Monterosa Ski, uno dei comprensori sciistici più grandi di tutte le Alpi, si conta una sostanziale parità (-1 per cento) con i visitatori della stagione record 2008/2009. Numeri ribaditi per il secondo anno consecutivo e frutto di una stagione ricca di appuntamenti, eventi, iniziative per i giovani e le famiglie. Le condizioni meteorologiche incostanti hanno influenzato il flusso dei turisti e la tipologia di visitatore: la neve caduta, in diminuzione rispetto alla stagione precedente (in Val d'Ayas da dicembre ad aprile sono caduti 394 cm di neve, mentre in Val di Gressoney i cm sono stati 439) e le pochissime giornate di vento hanno determinato un andamento non costante delle presenze.
La clientela si è dimostrata variegata e composita, anche grazie all'ottimo lavoro dei tour operator; nel censimento degli ingressi al comprensorio gli italiani rappresentano il gruppo più folto, con alte percentuali di persone provenienti dal bacino lombardo, a riprova del trend vincente del turismo di prossimità. In crescita il target dei ragazzi e le famiglie, che hanno apprezzato le numerose promozioni dedicate. In sensibile crescita il numero di abbonamenti stagionali - ormai il 45 per cento del totale gli abbonamenti periodici - mentre è stabile il numero degli abbonamenti giornalieri: quasi 500.000 il totale dei pezzi venduti.
Se la crisi economica tiene in apprensione il mercato turistico, Monterosa Ski non ne ha risentito: l'alto numero di abbonamenti periodici venduti testimonia la scelta di un turismo stagionale e fidelizzato. A favore di questa tesi vi è la forte presenza nel comprensorio di seconde case. Non solo "ritorno alla tradizione", però: molto apprezzati sono state le novità e i servizi caratterizzanti e differenzianti; ad esempio, la cena in quota con il gatto delle nevi è stata una delle proposte più richieste, con più di 2.400 presenze. "I risultati di fine stagione vogliono premiare i forti investimenti che la Monterosa SpA ha effettuato per venire incontro alle esigenze dei visitatori - spiega Daniele Fassin, Presidente Monterosa S.p.A. - come, ad esempio, il funifor Passo dei Salati-Indren e la Funicolare Frachey-Alpe Ciarcerio e, al contempo, le numerose iniziative studiate per ogni singolo target: dalle promozioni under 14, a quella over 60, a un calendario ricco di appuntamenti ed eventi che hanno coinvolti tutti i visitatori di Monterosa Ski". E buoni risultati ha dato l'attenzione data nel comprensorio al boom del freeride e del freestyle.