Le aree di alta montagna sono particolarmente sensibili all'evoluzione del permafrost (fragile strato di congiunzione fra le nevi eterne e le rocce) che causa una serie di problemi soprattutto per quanto riguarda la stabilità dei versanti. Tutto ciò è dovuto alla correlazione tra la degradazione del permafrost e i cambiamenti climatici in atto. Esso infatti si scioglie a causa dell'innalzamento delle temperature. Il suo scioglimento può provocare ad esempio valanghe e frane, con conseguenti danni a persone ed infrastrutture.

Per questo viene costantemente monitorato dagli scienziati dei Paesi alpini che si sono riuniti nel progetto europeo "PermaNet" (Permafrost Long-term Monitoring Network) che a Innsbruck dal 6 all'8 luglio fanno il punto della situazione. Il progetto ha l'obiettivo di creare una rete transnazionale per il monitoraggio del permafrost alpino. Al suo interno sono coinvolte quattordici istituzioni provenienti da Italia, Austria, Germania, Francia e Svizzera.
Nelle capitale del Tirolo austriaco saranno presenti numerosi scienziati, tecnici e politici di tutta Europa che discuteranno sugli scenari legati ai rischi naturali in ambiente d'alta montagna e sulle eventuali misure future di mitigazione da intraprendere. Lo studio del permafrost e delle problematiche ad esso connesse è quindi di vitale importanza per la fruibilità e la gestione dell'ambiente montano. E' per questo che negli ultimi anni accanto alla comunità scientifica si sono mobilitate anche le amministrazioni pubbliche coinvolte nella pianificazione e nella gestione del territorio.

Il progetto "PermaNet", della durata di 36 mesi, è iniziato nel luglio 2008 e terminerà nello stesso mese del 2011. Nell'ambito del progetto verrà inoltre realizzata una mappa della distribuzione potenziale del permafrost nello Spazio Alpino e verranno implementate strategie di governance applicate alle aree di alta montagna.
All'interno del progetto Spazio Alpino "PermaNet" rientra ad esempio l'attività di ricerca di Arpa Piemonte finalizzata ad approfondire le conoscenze sulla distribuzione e le caratteristiche del permafrost sulle Alpi piemontesi. L'impegno nella ricerca è infatti cresciuto negli ultimi anni in quanto ci si è resi conto che la conoscenza dell'ambiente periglaciale alpino in Italia è molto frammentaria e lacunosa. Durante la conferenza intermedia del progetto a Innsbruck si parlerà di tutto questo e dei primi risultati del progetto.