Finora, in estate, per la montagna era una partita persa. Per le vacanze era un trionfo del mare, delle spiagge. Ma il 2010 segna un'inversione di tendenza, e un sondaggio della Confcommercio ha certificato che il turismo tra le vette torna ad attrarre, ad essere amato. Anche dai giovani. C'è un regione? Forse più di una, però il merito di questa rimonta ha una protagonista: l'intramontabile bicicletta, soprattutto nella sua versione moderna, la mountain bike. Con lei si aperto un mondo nuovo nelle valli, l'economia delle località alpine hanno avuto veicolo di promozione, ha reso possibile la scalata al mercato delle vacanze. Condividendo così l'elementare ma saggio aforisma di Albert Einstein: "La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti".
Certo l'organizzazione del turismo nelle località montane è cresciuto sulla spinta delle esperienze invernali, si è scommesso sulle vacanze attive e salutari con nuove attività (nordic walking, torrentismo...) ma è la bicicletta la vera protagonista di questa nuova stagione delle vacanze estive in montagna. Grazie alle sue "ruote grasse", ad un diverso assetto, alle innovazioni come ammortizzatori e freni a disco, la mountain bike - sintetizzata in MTB o per i francesi, sempre antianglofoni, la VTT (Vèlo Tout Terrain) - ora le estati in montagna è lei la regina delle vacanze, dei weekend in estate. C'è una rete di sentieri alpini, di itinerari transfrontalieri, migliaia di chilometri appositamente segnalati tra pascoli e canyon, baite e ristoranti in quota. Si è aperto un nuovo mondo. Anche sportivo, visto che sono nate gare di salita ma anche criterium di discesa in velocità, di bike park dove sfidare le leggi dell'equilibrio con salti acrobatici su ostacoli appositamente studiati.
Ovviamente tutto è nato dall'invenzione della MTB. E qui è curioso notare il parallelo con lo snowboard. La tavola da neve e la bicicletta da montagna nasce in California negli Stati Uniti verso la fine degli anni Sessanta. Ed entrambi il loro ingresso ha rivoluzionato la tradizione montana, catturando l'interesse delle giovani generazioni. Quindi ricreandosi un futuro.

Al debutto le mountain bike non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di nuove emozioni. Il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher, Tom Ritchey e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero ed introdussero un cambio di velocità specifico. Il fenomeno mountain bike dilagò in tutti gli Stati Uniti e più tardi, fece il suo ingresso in Europa negli anni Ottanta.
C'è ancora un passaggio per arrivare al successo attuale. Negli Anni 80 le località alpine più vivaci e innovative era quelle che proponevano lo sci estivo. In particolare quelle francesi e Les 2 Alpes (dove ora il 40 per cento degli ospiti in estate usa la tavola) e Tignes su tutte. In questa stazioni, dopo le mattinate a scivolare sulla neve, sono state inventate numerose attività, sportive e ludiche, per far trascorrere i pomeriggi il più attivamente, allegramente possibile. Una lezione che ha mosso la vita - come indicava Einstein - e gli equilibri economici di tutte le località turistiche di montagna. Innovare, aprirsi alle nuove realtà, creare alternative alle attività tradizionali. Lo snowboard ha scosso non solo gli inverni (a Les 2 Alpes il 40 per cento degli ospiti in estate usa la tavola), la MTB ora le estati.
Ormai non c'è area delle Alpi che non abbia manifestazioni, gare, reti di percorsi dedicati alla nuova "regina a due ruote". Questa estate nelle stazioni di sci estivo sono stati introdotti speciali forfait "Sci & bici" per gli impianti di risalita, che così hanno un altro canali di introiti per risollevare i bilanci. E' il caso Cervinia come del ghiacciaio austriaco dello Stubai. Ma tutti i centri sciistici - dai francesi Portes du Soleil e Alpe d'Huez agli italiani Bardonecchia, Livigno e Abetone - mettono in funzione seggiovie e cabinovie per trasportare gli sportivi sui circuiti e sui sentieri più in quota, ai bike park.
E attorno alle MTB si muove tutto un comparto di servizi turistici: alberghi convenzionati, navigatori dotati di Gps per orientarsi nelle diverse valli, servizi di noleggio, contest con tanto di feste. Per non contare tutto il comparto dell'abbigliamento e della cospicui serie di protezioni e caschi per chi ama la velocità e correre i rischi. Il Club Alpino Italiano ha stilato una scala per definire i diversi percorsi. Eccola: TC: (turistico) percorso su strade sterrate dal fondo compatto e scorrevole, di tipo carrozzabile; MC: (per cicloescursionisti di media capacità tecnica) percorso su sterrate con fondo poco sconnesso o poco irregolare (tratturi, carrarecce...) o su sentieri con fondo compatto e scorrevole; BC: (per cicloescursionisti di buone capacità tecniche) percorso su sterrate molto sconnesse o su mulattiere e sentieri dal fondo piuttosto sconnesso ma abbastanza scorrevole oppure compatto ma irregolare, con qualche ostacolo naturale (per es. gradini di roccia o radici);
OC: (per cicloescursionisti di ottime capacità tecniche) come sopra ma su sentieri dal fondo molto sconnesso e/o molto irregolare, con presenza significativa di ostacoli; EC: (massimo livello per il cicloescursionista... estremo! ma possibilmente da evitare in gite sociali) percorso su sentieri molto irregolari, caratterizzati da gradoni e ostacoli in continua successione, che richiedono tecniche di tipo trialistico.
 
Ormai l'industria al servizio della mountain bike muove volumi consistenti. Pacchetti vacanze sono confezionati dai tour operator e le proposte spaziano in tutte le zone del mondo, dalle Montagne Rocciose alle Ande, dagli Urali al Tibet. Non esistono confini per gli amanti della MTB, c'è sempre un itinerario per conoscere panorami esotici e non spingendo sui pedali. Magari abbinando a speciali offerte in abbinamenti con centri di wellness (come in alcune zone dell'Alto Adige e della Svizzera) per completare una scelta volta a mantenersi in forma e soprattutto in salute.
Ci sono regioni intere che basano molta della loro offerta turistica estiva sulle "ruote grasse". Come ad esempio il Tirolo austriaco, che nella sua offerta di vacanze da ampio spazio alla bicicletta (compresa quella da strada). Una regione in gran parte costituita da splendide montagne investe molto nelle infrastrutture dedicate al mountain bike, che ormai ha tanti volti e si sta sempre più trasformando in un divertente sport che richiede destrezza e abilità tecnica. Per il sito del turismo tirolese ha assoldato Kurt Exenberger, noto personaggio della Bike Academy, per dispensare consigli ai semplici escursionisti come a chi interpreta la MTB un vero, autonomo sport. D'altronde è specialità olimpica.
"Chi vuole divertirsi in sella, deve essere in grado di controllare la propria bike", è il primo consiglio di Exenberger. Per non rischiare troppo sul fuoristrada è, tuttavia, indispensabile conoscere qualche trucco. Così l'"accademico delle ruote grasse" per Tirol Werbung, ha ripreso i 15 migliori trucchi in un cortometraggio. I principianti potranno apprendere utili elementi di base come trovare e impostare la giusta posizione di base sulla bicicletta, procurarsi l'equipaggiamento adatto e impadronirsi della giusta tecnica di frenata. Ai professionisti, invece, Kurt mostra alcuni trucchi per superare con abilità ostacoli, tornanti o ripidi passaggi. I video possono essere visionati e scaricati dal sito www.tirolo.com/stampa ed essere utilizzati gratuitamente. Tutte le informazioni sul mountain biking in Tirolo sono disponibili su www.bici.tirolo.com (in italiano).

Infine fa piacere che la montagna risorga grazie ad un mezzo ecologico. Così si torna a scoprire le bellezze delle valli fra corone di vette, contribuendo a mantenere l'equilibrio dell'ecosistema delle "terre alte", importantissimo per tutto il pianeta. Sono emozioni che vanno provate, magari abbandonando al sdraio e l'ombrellone. Senza eccessi agonistici, con nello zaino una sana curiosità. E affrontare appaganti fatiche con lo spirito di Charles M. Schulz, il padre di Charlie Brown: "La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai".