Gli amanti delle passeggiate vedranno i più grandi larici d'Europa sull'alpeggio di Balavaux (Isérables). Altri sceglieranno di attraversare estese piantagioni di frutta nella terra più importanti di Svizzera per la produzione di lamponi e di albicocche della Svizzera. A chi ha gusti più esotici piacerà il giardino giapponese. Siamo a Nendaz, su un soleggiato altopiano affacciato sulla Valle del Rodano, non lontano da Sion, capoluogo del Vallese. E qui ci attendo una particola rete di itinerari escursionistici sul tema dei "bisses".
Nel corso dei secoli gli abitanti del Vallese hanno realizzato dei canali d'irrigazione (appunto bisses, in francese) per contrastare la scarsità di precipitazioni dovuta al clima secco. E Nendaz possiede la rete ancora attiva più importante, offrendo 98 km di sentieri per escursioni che si sviluppano lungo otto di questi «bisses».
In inverno, la stazione si trova nel cuore dell'ottimo comprensorio sciistico delle «4 Vallées», con i suoi 92 impianti di risalita. Durante la stagione estiva, questa stazione ideale per vacanze in famiglia, è apprezzata dai patiti della MTB e dagli escursionisti. L'altopiano di Nendaz, ad un'altitudine di 1300-1400 m, offre una splendida veduta sulle Alpi Bernesi, Vallesi e Vodesi. Attorno all'antico villaggio vallese, con le sue case, i suoi granai e fienili tradizionali, è nata una stazione di villeggiatura moderna. Siviez fa a sua volta parte del Comune: situata a otto chilometri a Sud della Valle di Nendaz, questa stazione chiamata anche «Super-Nendaz» è il punto di partenza delle teleferiche che portano al Mont Fort (3330 m), punto culminante del comprensorio delle «4 Vallées». Si raggiunge in teleferica o in MTB il ghiacciaio del Mont Fort, per godere di una magnifica veduta su 20 cime che superano i 4000 m di altezza, tra cui il Cervino e il Monte Bianco.

Nendaz vanta un variegato programma per bambini, per il quale ha ottenuto l'etichetta di qualità «Famiglie benvenute». Giardino d'infanzia per i piccolissimi, noleggio di giocattoli, attività manuali, passeggiata effettuabili con carrozzelle e passeggini, aree da gioco: tutto è previsto per i piccoli ospiti.
La rete di sentieri per escursioni di Nendaz conta 250 chilometri e si estende dai frutteti situati nella valle fino alle Alte Alpi. Ma è proprio la rete delle Bisses ad essere la particolarità di Nendaz. Testimoni delle storia, i bisses sono anche emblema della cura del territorio ed esempio di attenzione ad una ricchezza naturale qual'è l'acqua, di cui oggi cominciamo a sentire l'urgenza di conservazione. Tagliati nella roccia o sospesi nelle ripide pareti della montagna, i canali sono simboli della tenacia dell'uomo che amava la natura e la preservava, ma anche si difendeva da certe sue conseguenze crudeli. Canalizzavano l'acqua che il ghiacciai rilasciavano e la distribuivano sui diversi pendii con diverse coltivazioni (vigne, frutteti, giardini), regolati dalle autorità comunali.
I sentieri lungo i bisses sono praticabili dalla primavera all'autunno. Hanno il vantaggio di essere dolcemente inclinati, di attraversare luoghi molto diversi tra loro, sorprendenti valli e pittoreschi villaggi. Senza traffico motorizzato sono ideali tragitti per ritrovare con serenità la montagna più accogliente.

Ecco la descrizione degli otto bisses.

Bisse de Chervé
Presa d'acqua a 2300 m, nella Val de Cleuson. Lunghezza: 15 km. Data di costruzione: circa 1860.
Questo è il canale d'irrigazione più alto di Nendaz. Scorre a più di 2 mila metri per la quasi totalità del percorso e quindi consente una meravigliosa passeggiata in quota. La sua costruzione doveva servire gli alpeggi di Thyon, appartenenti agli allevatori di Veysonnaz e Agettes. Per diversi problemi il canale è però stato utilizzato per pochi anni. Complicata la sua costruzione: per assicurare il passaggio dell'acqua sui pendii verso il lago di Cleuson sono stati eretti muri di pietra secca, ancora visibili oggi. Più avanti, in direzione di Combatzeline il "bisse", per passare su un blocco di rocce, prosegue su un canale artificiale tutto in legno. Un'opera ammirevole, se si tiene conto che in passato le tecniche e i materiali di costruzione erano ben diversi da quelli attuali. Seguendo il sentiero, sempre ben mantenuto, si ammira questa opera da tempo inutilizzata: si parte sopra il lago (e spesso si incontrano molte marmotte) e si domina con lo sguardo la valle del Rodano, essendo più alti del limite del bosco. Poi si entra tra gli alberi e non è raro ascoltare il lavorio del picchio.

Bisse Vieux
Presa d'acqua a 1560 m, tra Siviez e Planchouet. Lungo 7 km. Costruito prima del 1658
Si trova in prossimità di Nendaz e presenta caratteristiche cascate e scalinate. La data di costruzione non è certa, ma alcuni documenti comunali parlano di questo canale già nel 1658. E' ancora utilizzato dai coltivatori di albicocche, fragole e lamponi, che hanno anche sostituito alcune parti in legno con cemento e ferro. Dopo Lavanthier, il canale attraversa il bosco dove vivono cervi e caprioli

Bisse du Milieu
Presa d'acqua a 1440m, sopra Planchouet. Lunghezza: 5 km. Data di costruzione: 1700.
Si imbocca appena oltre il centro di Nendaz ed è un piacevole tragitto pedestre verso il centro della valle verso Planchouet et Lavanthier, incontrando graziose cappelle lungo il percorso.
Dopo Bleusy, la vista si apre sulla valle del Rodano e la città di Sion, le colline e i castelli di Valère et de Tourbillon. Quindi si arriva a Haute-Nendaz dove il canale si trasforma nel torrente di Tsâblo, lungo il quale sono posti quattro mulini, una conceria e una segheria..

Bisse d'En-bas
Presa d'acqua a 1390 m, sopra Planchouet. Lunghezza: 6 km. Data di costruzione: 1753.
E' il sentiero meno frequentato, ma che così permette di isolarsi e giocare in tranquillità sulle rive del canale. Serve ancora piantagioni di alberi da frutto.

Bisse de Saxon
Presa d'acqua a 1850 m, sopra Siviez. Lunghezza: 32 km. Data di costruzione: 1863.
E' il più lungo bisse del Vallese. Molti lavori sono stati effettuati dopo il 1999, rendendo l'escursione più agevole e interessante. Si dipana dagli alpeggi di Tortin e Siviez , poi si inoltra di traverso nella foresta di abeti rossi, per proseguire verso l'alpeggio di Pra da Dzeu, raggiungendo larici centenari nella zona di Dzora. Dal 1999 un'associaione si occupa di mantenere efficiente questo canale che ha posto importante nella storia del Vallese.

Grand bisse de Vex
Presa d'acqua a 1520 m, sopra Planchouet. Lunghezza: 12 km. Data di costruzione: 1453.
Sorto nel XV° secolo, il canale tocca il limite inferiore della foresta i larici, poi attraversa le aride morene nella zona di Clèbes, quindi attraversa Veysonnaz e le Mayens-de-Sion per finire a irrigare le colture di Vex. Quando venne costruita la regione apparteneva al duca di Savie, che impose alcune condizioni. Una di queste era la consegna ogni anno di un trave di larice per la costruzione del ponte sul Rodano a Champsec. Con il calo dell'agricoltura l'utilizzo è via via diminuito ma la possibilità di utilizzare il bisse a fini turistici fu adottata già nel 1930. Per lo scopo la Société de Développement des Mayens-de-Sion ottenne di mantenere l'acqua corrente nel canale fino al 20 settembre.

Bisse de Salins
Presa d'acqua a 1210 m, sopra il campo i calcio di Beuson. Lunghezza: 12 km. Data di costruzione: 1435.
Risulta il più antico ed è regolarmente attraversato dall'acqua, irrigando le colture di Beuson, Biolley e Salins. Sul suo percorso attraversa una morena orientata a Sud, il che premette la crescita i una flora particolare, da ammirare. Nelle calde giornate d'estate è possibile che capiti di incontrare esemplari di mantide religiosa.

Bisse de Baar
Presa d'acqua a 960 m, sopra Brignon. Lunghezza: 5 km. Data di costruzione: 1456.
Fornisce l'acqua a prati e frutteti di Baar, Salins e Sion (Maragnenaz). La sua costruzione è sicuramente anteriore al 1456, testimoniata dal fatto che in quell'anno, raccontano le cronache, gli abitanti autorizzarono il vescovo di Sion a servirsi dell'acqua del canale. Sul totale di 6 km, per ben 4 il canale scorre nei tubi. Nelle praterie secche sopra la strada si possono ammirare fiori rari nel Vallese. Poi in successione frutteti e boschetti, fino per terminare costeggiando una bella pineta conosciuta con il nome di "Foresta del Vescovo".