E' stata una festa, quasi un secondo battesimo per il Glacier Express, tutelato dall'Unesco, una delle attrazioni turistiche più note della Svizzera con lo spettacolare collegamento ferroviario tra la vallesana Zermatt e la grigionese St. Moritz, attraverso selvaggi paesaggi alpini e i passi della Furka, dell'Oberalp e dell'Albula. E l'occasione per la festa è legata ad uno di questi arditi passi: i rossi convogli, fino al 1981, attraversavano anche la galleria dello Scheiter, a 2162 metri di altitudine, ossia quasi all'altezza del passo della Furka. Il tratto fra Oberwald (Vallese) e Realp (Uri) era però percorribile solo in estate, ossia durante circa quattro mesi. L'apertura della galleria di base della Furka, nel 1982, ha consentito al Glacier Express di circolare tutto l'anno. Ma dal suo percorso è scomparsa la vista panoramica sul Ghiacciaio del Rodano, da cui aveva preso il nome.
Una lacuna che è stata colmata a metà agosto con il ripristino del vecchio tratto montagnoso della Furka: un troncone di poco meno di cinque chilometri in uno spettacolare scenario naturale che da giovedì, dopo un'interruzione di 29 anni, consente nuovamente di percorrere interamente in treno lo storico tracciato fra Realp e Oberwald.

La rinascita del collegamento è stata resa possibile dall'infaticabile impegno di appassionati di ferrovie che, nel 1983, hanno fondato un'associazione per il salvataggio di questa tratta di montagna. In quasi trent'anni di faticosi lavori di rinnovo, migliaia di volontari sono riusciti a raggiungere l'obiettivo, compiendo un'impresa che, inizialmente, molti avevano giudicato una semplice chimera. Questi idealisti sono invece riusciti a concretizzare anche nei dettagli quello che ai pragmatici era apparso un sogno irrealizzabile. Hanno persino riportato in Svizzera locomotive a vapore originali, che durante la Seconda guerra mondiale erano state vendute in Vietnam. Con tenacia hanno "strappato" ai pericoli della natura la linea di 17,8 chilometri, che era continuamente minacciata da frane, slavine, smottamenti e inondazioni.
Tre giorni di festeggiamenti per questa ultima di una serie di tappe che lentamente hanno fatto rivivere una ferrovia epica. La rinascita era iniziata nel 1992 con la rimessa in esercizio del tratto Realp-Tiefenbach. Otto anni dopo, dall'altra parte della galleria dello Scheitel, il treno a vapore raggiungeva Gletsch. La località al bivio delle strade per i passi della Furka e del Grimsel.

Ora negli intenti dei gestori, Gletsch in futuro dovrebbe rivestire un importante ruolo nell'offerta turistica della ferrovia a vapore. In particolare, si pensa di allestire un servizio di pullman turistici che colleghino in mezz'ora Oberwald e Gletsch. Da lì si potrebbe poi proseguire il viaggio in autobus, per esempio attraverso il passo del Grimsel. Nei piani c'è anche l'elettrificazione dell'intera linea. Tutti i progetti di estensioni al momento sono però frenati. Il numero dei giorni d'esercizio - una settantina all'anno - e quello dei tragitti sono infatti limitati. Inoltre gli oneri di manutenzione del vecchio materiale rotabile sono enormi. Già con i circa 25mila passeggeri che in media finora si registravano annualmente sul tratto fra Realp e Gletsch. "Eravamo al limite", ha ammesso il responsabile del marketing della DFB Paul Güdel.

La Dampfbahn Furka-Bergstrecke (DFB) attualmente possiede quattro locomotive a vapore funzionanti. Due appartenevano alla società ferroviaria Furka-Oberalp (FO) e due circolavano già tra Briga e Zermatt. La DFB dispone anche di altre due locomotive a vapore ancora in attesa di restauro. Con la media annua di 25 mila passeggeri, finora la DFB aveva un fatturato di circa 750 mila franchi all'anno. Gli introiti non coprono i costi. I conti dell'esercizio 2009 presentavano un disavanzo di 250 mila franchi. Le perdite sono finora state compensate da aumenti di capitale e da donazioni. Grazie all'apertura integrale della linea e al conseguente potenziamento dell'offerta, la DFB punta su una consistente crescita dei ricavi.

La festa della riapertura dello storico tratto controbilancia, anche se solo in parte, il fresco ricoro del tragico incidente del 23 luglio 2010, quando tre carrozze di un convoglio Glacier Express sono deragliate nei pressi di un viadotto a Fiesch, nell'Alto Vallese. Nell'incidente, causato da un eccesso di velocità, è purtroppo morta una giapponese di 64 anni e sono rimaste ferite una quarantina di persone.

Info: www.furka-bergstrecke.ch