Attira l'attenzione quella bella ragazza da Belle Epoque guarda lontano tra le vette. Copertina allegra e intrigante per un libro curioso e prezioso. L'interno contiene manifesti, prime pagine di giornali, giochi da tavolo, figurine, erinnofili, pieghevoli turistici, etichette per valigia, per cassette di frutta e per contenitori, scatole di cerini e lamette, decoupage, sottobicchieri, ventagli, calendari, banconote e azioni. Tutto con un unico soggetto: la montagna. Sono 867 immagini di una cultura pop lungo un percorso che va dagli anni Sessanta dell'Ottocento ad oggi. Tutto questo è raccolto in un libro. Una vetrina di come l'immaginario più divulgativo ha rappresentato genti, paesaggi, attività sulle terre alte del pianeta. Materiale che è stato oggetto di collezioni lungo lunghi decenni e ora parte del "tesoro" del Museo Nazionale della Montagna di Torino.

Un libro divertente che sa insegnare, disegna percorsi per riconoscere stereotipi e originalità che hanno portato la montagna a diventare un luogo di attrazione, di svago, di interessi compositi. Una serie di forme d'arte della comunicazione che ha creato un nuovo immaginario dei monti e delle sue peculiarità.
Il libro è il terzo di una serie di lavori dedicati alle raccolte di documentazione del Museo Nazionale della Montagna di Torino, un patrimonio unico al mondo che, attraverso i volumi, viene messo a disposizione degli studiosi e degli amanti del settore, o più semplicemente dei "curiosi" di costume.
Dopo "Film delle montagne. Manifesti", del 2008; "Fotografie delle montagne", del 2009 è ora la volta dell'iconografia minore, quella spesso povera e di genere popolare, che ha giocato un ruolo importante nel creare un nuovo immaginario delle montagne.

"Iconografie delle montagne. Carta da collezione" è curato dal direttore del Museo, Aldo Audisio, che nel testo introduttivo lancia un messaggio ed un invito: "guardare lontano", per stimolare la necessità di proseguire un'opera innovativa per illustrare, con forme ed espressioni artistiche sempre nuove, il mondo delle vette. Seguono i saggi di Giuseppe Saglio e Annibale Salsa. Poi il volume si divide in tre sezioni: Manifesti e copertine, Giochi da tavolo e figurine, Ephemera precedute da testi di esperti del settore quali Marco Cicolini per la prima parte, Ulrich Schädler per la seconda e Enrico Sturani per la terza.
L'insolita presentazione del mondo del collezionismo minore della carta si conclude con gli apparati: schede, indice degli illustratori, indice delle nazioni, indice dei luoghi e bibliografia. Sono soprattutto le schede a raccogliere una quantità di dati di grande rilievo riportando il titolo, l'illustratore, il paese di edizione, il tipo di carta da collezione, le dimensioni, la tecnica di stampa, lo stampatore, il luogo e la data di edizione. Una invitante rassegna di quell'iconografia minore che rimanda ai messaggi più diversificati, ma non per questo meno evocativi, che la montagna offre ed ha offerto negli ultimi due secoli.

"Iconografie delle montagne. Carta da collezione", ed. Priuli & Verlucca, 390 pagine, testi in italiano e inglese, 45 euro.