Quanto spendono i turisti sul nostro territorio? Quale apporto forniscono all'economia locale? Solide domande per meglio fotografare le esigenze di chi sceglie il Trentino per le vacanze invernali e poi adeguare le azioni per soddisfarle con maggiore efficacia. E poi, in periodi di crisi come l'attuale, si tratta di indicatori, di antenne preziose. Un lavoro attento che nella provincia "a vocazione montana" viene condotto da vent'anni. Per rispondere a queste domande il Sevizio Statistica della Provincia Autonoma di Trento, a partire dal 1990, ha dato vita ad una serie di indagini che ci hanno fornito, con cadenza regolare (ovvero ogni cinque anni), dati assai utili. Da questa edizione la rilevazione assume una periodicità triennale. Essa coinvolge circa 3.000 nuclei di turisti che si trattengono per almeno due notti in Trentino, un campione doppio rispetto a quello preso in considerazione nelle indagini precedenti. La metodologia di indagine prevede la stima della spesa dei turisti nella stagione invernale, in quella estiva, nonché quella annua. La ricerca che è stata presentata pochi giorni fa si riferisce alla stagione invernale 2009/2010 (dal week-end dell'Immacolata alla fine di aprile).
Dall'indagine emerge che il turismo invernale ha prodotto un flusso di spesa pari a 1.317 milioni di euro, che costituisce il 4,6% della produzione totale annua di tutti i settori economici operanti in Trentino (27.359 milioni di euro). La spesa dei turisti attiva 834 milioni di euro di valore aggiunto (ovvero di nuova ricchezza prodotta), che rappresenta circa il 7% del PIL provinciale.

L'ospite del nostro territorio in inverno spende mediamente circa 113 euro al giorno. Dal 2005 al 2010 questo importo è cresciuto di poco più del 3%, in misura più sostenuta di quanto sia avvenuto per il complesso dei consumi, che in Italia nello stesso periodo hanno registrato un incremento pari a circa l'1,8%. Al netto dell'inflazione la spesa dei turisti negli ultimi cinque anni è diminuita del 6,8%.
Analizzando la provenienza dei turisti, ci accorgiamo che quelli italiani spendono giornalmente circa 105 euro mentre quelli stranieri circa 143 euro. Non si rilevano grandi differenze tra la spesa del turista straniero proveniente dai paesi dell'Europa occidentale e quello dei paesi dell'Europa orientale.

La famiglia con figli piccoli è il target che più di altri sceglie il Trentino per la vacanza invernale. Infatti, la maggior concentrazione di turisti si riscontra nella classe di età 36-55 anni (38,5%) e in quella 0-14 anni (24,0%). Si tratta, in prevalenza, di lavoratori dipendenti (36,5%), che scelgono il Trentino per fare sport (36,2%), per riposare (34,2%) e per stare a contatto con la natura (14,5%).
Le spese per pernottamento (32,9%), sport (23,1%), ristoranti e bar (12,7%) rappresentano circa il 70% di quelle giornaliere. Rispetto al 2005 hanno registrato gli incrementi maggiori quelle destinate ai ristoranti e ai bar (+20,4%) nonché agli alimentari (+12,9%). Quelle che hanno subito la contrazione più rilevante riguardano gli articoli sportivi (-27,8%) e l'abbigliamento (-24,7%).

Sono la città, con circa 127 euro pro-capite, e la montagna ad alta intensità turistica, con circa 124 euro, le aggregazioni territoriali che mostrano livelli di spesa giornalieri più elevati.
Rispetto alle diverse tipologie di offerta ricettiva, la differenza fra la spesa più alta - pari a 198 euro, che si registra negli alberghi a 4 stelle e oltre - e quella più bassa - pari a circa 80 euro delle seconde case - è di oltre 100 euro al giorno.

Info: www.statistica.provincia.tn.it