Assicurazione per gli sciatori obbligatoria? Il dibattito è in atto da tempo, da quando la Regione Piemonte lo ha previsto nella legge regionale sullo sci, che integra quella nazionale. Durante le vacanze di fine anno si ripresenta la discussione, dato l'affollamento sulle piste da sci. Secondo le statistiche internazionali non è lo sport più pericoloso, certo che comunque comporta rischi, per essere un'attività all'aria aperta e l'incidenza della velocità. Ma il centro della discussione non dovrebbe esse l'obbligo, bensì la consapevolezza di ogni sportivo di doversi tutelare rispetto a cause indipendenti dalla propria volontà. Tutelare se stesso e anche per responsabilità civile nei confronti di altri soggetti eventualmente coinvolti.

Ormai alle casse dei comprensori sciistici è possibile abbinare, con una spesa minima (un paio di euro al massimo), stipulare una polizza legata alla vacanza o alla giornata sugli sci o sul snowboard. Chi poi è iscritto alla Federazione Sport Invernali l'assicurazione è compresa nella quota. Ma qui rientra il discorso della parteipazione alle gare. Ed è un discorso diverso.
Meglio sarebbe che lo sportivo, che ovviamente non si limita alla sola pratica dello sci, si orientasse su polizze multisport, già esistenti sul mercato. Copertura assicurativa questa valida tutto l'anno e con condizioni più favorevoli. Sono valutazioni che deve compiere il singolo, consapevolmente tenendo conto di tutta una serie di condizioni legate alla pratica sportiva in generale.

In quest'ottica sono interessanti i dati che emergono dal Sistema SIMON (Sorveglianza degli Incidenti in Montagna) attivato dal 2003 dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaboraione con tutte le forze d polizia e soccorso presenti nelle skiarea. Secondo gli ultimi dati disponibili (sono in fase i elaborazone quelli della scorsa stagione) l'età media degli infortunati è di 32 anni (55% maschi). Il SIMON ha permesso di verificare come il numero di incidenti sia strettamente correlato al numero di persone presenti sulle piste, così tra le ore 11 e le 13 si verifica circa 1/3 degli infortuni, e il 37,5 % si concentra nel week-end (37,5 per cento). E poi il 20% si ferisce nelle 2 sole settimane a cavallo di Capodanno. La maggior parte degli infortuni (69,2%) avvengono in condizioni meteorologiche buone, su neve compatta ma non ghiacciata (56,9%) e su neve naturale, variabilmente con le condizioni climatiche, ma in media nel 44,9% dei casi. Meno del 10% dei traumi occorrono su neve con fondo esclusivamente artificiale.

Poi un dato che ben s'inserisce nel discorso sulle sicuraioni: l'incidente avviene in condizioni "normali", per la gran parte si tratta di perdita di controllo e caduta individuale (77,1%) solo il 10% è dato da scontro con altro sciatore. Il 78,7% degli infortunati utilizzava gli sci ed il 17,5% lo snowboard. La lesione tipica degli sciatori è la distorsione a carico delle articolazioni degli arti inferiori (36,3%), mentre sullo snowboard è comune la frattura degli arti superiori (24% di fratture i 2/3 a carico degli arti superiori). Gli incidenti mortali sono rari, ne stimiamo 40 all'anno di cui il 62,8 per cento dovuto a malore.