Che successo il Tour de Ski 2011, con oltre 22.000 spettatori lungo tutta la pista, incollati a seguire le gesta dei campioni del fondo. Per la finalissima del Tour de Ski 2011, che domenica ha incoronato Dario Cologna e Justyna Kowalczyk nuovi sovrani assoluti, la Val di Fiemme si è dimostrata ancora una volta straordinariamente "calda" nello spirito e nell'entusiasmo. Da bordo pista le bandiere, le trombette, i campanacci e tanta euforia hanno sospinto con forza la scalata degli atleti, per quello che in definitiva è stato un vero e proprio "Tour nel Tour".

"Tour del Gusto", infatti, era il nome dell'evento collaterale alla Final Climb, a cui ogni ospite ha potuto prender parte durante tutta la giornata, percorrendo la salita dell'Alpe Cermis all'insù e all'ingiù. Dalla partenza di fondovalle della cabinovia del Cermis fino alla stazione intermedia, ovvero fino al traguardo di gara, si è "corso" un Tour dove a farla da padroni sono stati musica, intrattenimento ed enogastronomia. Sei diverse postazioni, ognuna gestita da un'associazione locale, hanno messo in pista tutta la loro cortesia e allegria, contagiando tutti e proponendo saperi e sapori rigorosamente marchiati Val di Fiemme e Trentino.
Fin dalla prima mattina si è potuto assaggiare per esempio il caffè del boscaiolo, il vin brulè, le "balote de polenta", gli "ambleti" o "pan e würstel" serviti su "scorze di legno". Le cifre del giorno dopo rendono l'idea del gradimento di questo... Tour nel Tour 2011.

Lungo il tragitto sono stati serviti oltre 500 piatti tipici con "polenta, luganega e formai", ma il pubblico ha gradito proprio tutto il menu con più di 1.200 wurstel grigliati, accompagnati da oltre 500 panini, 200 porzioni di goulasch e oltre 1.200 tranci di pizza. Passando al dolce, sono stati impiattati 600 ambleti (la versione trentina delle crèpes), 400 fette di crostata e 100 strudel di mele. Per quanto concerne le bevande, infine, in pista si sono riversati - metaforicamente parlando, beninteso - oltre 2.000 litri di vin brulè, 1.000 litri di birra, 700 di tè, 150 litri di orzo e vino e 100 di caffè.

Il tema del Tour del Gusto 2011 è stato la Magnifica Comunità di Fiemme, con la sua storia lunga 900 anni e le tradizioni che ancora oggi porta vive con sé. Secondo alcuni documenti d'epoca, questa antica forma di autoregolamentazione della vallata trentina venne fondata nel 1111 d.C., e oggi risulta più che mai dinamica, occupandosi del territorio, del patrimonio boschivo, della cultura e delle tradizioni locali fiemmesi.
"60 milioni di alberi" era il nome della prima posta del Tour del Gusto, ed è questa anche la cifra approssimativa del verde di Fiemme, tenendo presente che la Magnifica Comunità conta ben 3.000 alberi per ogni abitante. Da qui anche il fortunato epiteto "Vallevviva" che identifica la vallata dolomitica come fortemente vivibile, vitale e viva, nel senso più ampio del termine.

"La Baracca Stregata", nella memoria dei processi alle streghe del XVI secolo, e "La Segheria", con la tradizione ultracentenaria della lavorazione del legno, sono state le successive due poste che traghettavano fino a circa metà ascesa del Cermis. Successivamente si potevano ammirare "I Bosceri" e "I Pastori", ovvero gli infaticabili boscaioli e pastori che curano la montagna e il suo prezioso patrimonio naturale e animale. L'ultima tappa del Tour era riservata ai più piccoli con "I Giochi di Legno", altrimenti chiamata "Posta dei Pòpi", che ha proposto i giochi di un tempo tutti fatti di legno e profumi di natura.
Le associazioni che hanno sostenuto il Tour del Gusto, in collaborazione con il comitato organizzatore Nordic Ski Fiemme, sono state - in ordine ascendente di Tour - la Taverna Aragosta di Predazzo, l'Associazione Castel-Molina, il gruppo Molina per Aria, Ziano Insieme, la Fiemme e Fassa Volley, la Ciclistica Cembra e la US Dolomitica di Predazzo.

Come detto, il giorno dopo si fanno i conti e si stilano i primi bilanci. È praticamente impossibile compilare con precisione una classifica di maggiore o minore gradimento delle cinque edizioni di Tour de Ski in Val di Fiemme. Anche perché ogni Tour merita senza dubbio la medaglia più preziosa. Ciò che invece è possibile fare ora, è un enorme applauso a tutti coloro che hanno contribuito all'ennesimo successo di questo evento e, chiuso il sipario su questa edizione, la mente può già correre alla prossima, non prima però di essersi concessi il dovuto e guadagnato riposo.

Info: www.fiemme2013.com