Le emozioni del Febbraio 2006 sono ancora in qualche modo vive nella Torino olimpica, ed è questo uno dei motivi per conquistare l'occasione di diventare nel 2015 capitale dello Sport a livello europeo. Questo titolo viene assegnato annualmente alle città del Vecchio Continente, (con più di 500.000 abitanti o che sono capitali di uno degli Stati dell'UE), che dimostrano di porre attenzione alle attività riguardanti le politiche dello sport. Grande rilievo è riservato alle città che attraverso lo sport lavorano per la coesione, l'integrazione sociale, la solidarietà e la promozione della salute. Oltre a questo, le città elette devono avere infrastrutture e servizi adatti ad ospitare i grandi eventi internazionali che si svolgeranno durante l'anno in carica.

Una candidatura sicuramente impegnativa e che implicherà un grande lavoro, ma che punta ad aumentare la visibilità internazionale di Torino e del circuito sportivo, a favore di un positivo sviluppo sociale ed economico per la città. Una città in continua trasformazione, aperta, vivace e plurale. Come già avvenuto in occasione di altri grandi eventi l'intento è quello dare un tratto distintivo forte a questa candidatura che si sviluppa attorno a due temi ben precisi: i valori e il territorio. L'idea di rivevere il periodo magico delle Olimpiadi servirà a presentare il territorio nel suo insieme, sottolineando la varietà di vocazioni di cui dispone: sportive, culturali, economiche e sociali.

In questo modo Torino cercherà di ottimizzare l'abilità, conquistata già durante l'evento olimpico, di attrarre grandi eventi sportivi e gare di livello nazionale ed internazionale. Senza Torino può avere tutti i numeri per sostenere un simile impegno, non solo grazie all'esperienza olimpica, ma anche per il know-how acquisito da tempo e da una serie di appuntamenti di rilievo come il Salone Internazionale del Libro, il Salone del Gusto, Terra Madre e molti altri.