Quando si tratta di sciare siamo tutti alla ricerca della pista giusta, che abbia quello che ci cerchiamo a livello di sicurezza, difficoltà, struttura, servizi, l'albergo che ci piace di più e il paesino più caratteristico.

Questo per tanti di noi...ma per gli sciatori esperti, l'importante è andare dove il cuore 'ti salta' in gola, dove nessuno è già passato, o pochi. Trovare degli spot di neve tutti da reinventare e disegnare con tecnica e esperienza.

Ecco l'alfabeto dello sciatore esperto. Poi ognuno sceglie da sè in base alle proprie preferenze personali, come ci racconta Dario Bormolini, sciatore esperto da parecchi anni e ora dedicato full time all'insegnamento nel Piccolo Tibet italiano.

 

• A come Arabba: Piste tecniche nella zona di Porta Vescovo. E come Avoriaz: il Muro svizzero (che collega Chavanette a Planachaux), pare sia la più difficile del comprensorio sciistico. 300 metri di dislivello all'80%. Da evitare nei giorni di neve ghiacciata. Volete mettere il panorama delle Alpi svizzere?

• B come Brixen Plose: in zona Bressanone, qui la pista nera di otto chilometri, con le sue gobbe da sfida. Provate la pista sei nella Nuova Plose ma arrivateci con un bel bagaglio di conoscenze tecniche ed allenamento.

• C come Chamonix: da provare assolutamente la pista Verte alle Huches sul Monte Bianco. Non è una pista verde come potrebbe suggerire il nome ma una nera e ospita ogni gennaio la coppa del mondo Kandahar.

• D come Direttissima Pratello zona Pratello in Abruzzo. Impressionante come il muro finale, l'indimenticabile muro Schumacher.

• E come Erta, a San Vigilio di Marebbe in Alto Adige. Questa pista nera è fortunatamente poco frequentata, con il suo dislivello di 440 metri.

• F come Foppolo con la sua pista nera, la numero cinque. Situata in Val Brembana in provincia di Bergamo, è molto famosa per i milanesi che non vogliono fare troppa strada. Sicuramente la pista nera numero cinque, resta una delle piu' difficili della zona, e con una pendenza importante continua a mettere a dura prova anche i più esperti.

• G come Gran Risa in Alta Badia che ospita anche lo slalom gigante maschile della Coppa del Mondo di Sci. Pendenza massima del 53% in un panorama mozzafiato nei boschi.

• H come Hernegg a Plan des Corones. Una pista nera impegnativa e divertente allo stesso tempo. Pista disegnata in collaborazine con Bernhard Russi, il famoso campione di discesa. La pista comincia a Plan e arriva a Rischione per un totale di cinque chilometri con dislivello di mille metri.

• I come Italia, esplorate le nostre Alpi con le nostre Dolomiti e gli Appennini e esplorate anche i vulcani come il Monte Etna in Sicilia. Piste difficili per tutti i livelli e voglia di mettersi in discussione.

• J come Jabel Toubkal in Marocco. La cima più alta del Paese, ideale per scialpinismo e escursioni con guide. Per un tocco esotico, la guida Demis Centi, vi accompagna alla scoperta dello sci alpinismo africano.

L come Livigno. Dario Bormolini insegnante di sci alla Scuola Centrale di Livigno, ci  racconta che "le piste nere a Livigno, ma in generale in tutta Italia, sono così tenute bene, che in pratica poi diventano tutte "facili", sopratttutto per sciatori esperti. Tutta la valle negli ultimi sette-otto anni ha cominciato a prestarsi molto bene per lo sci a livello alto. A Livigno ci sono due piste nere, e tra quella di desta e quella di sinistra, si è creata una area 'selvaggia' molto frequentata per sciate off-pista. Sempre sicura. A Valfin si arriva con la Seggiovia Mottolino. Per il free-ride, il Mottolino per il primo anno ha aperto i cancelli ad una discesa fantastica, dotata di harvar: lo sciatore esperto controlla con il bi e scende in sicurezza. Sono tre le piste: Colombina, Monte della Neve e Trepalle.  Per il free-style c'è il parco carosello, molto tecnico, oltre a quello famoso del Mottolino. Se invece state cercando una pista da challenge, dove sfidarsi, sicuramente la Giorgio Rocca, che poi e' anche la mia preferita. Le piste più belle restano a Blesaccia, sono due e arrivano fino in fondo a Carosello".

Spettacolare Livigno e le sue 'piacevoli difficoltà'.
 

• M come Megève: la pista Emile Allais, una pista del 1975 tutta rimodernata nel 2000. Belli i pannelli informativi lungo il percorso (foto e notizie sui grandi nomi dello sci).

• N come Nendaz, per chi vuole cimentarsi in un itinerario segnalato ma non battuto, posizionata nel Canton Vallese.

• come Obereggen. La pista Torre di Pisa in Val di Fiemme, creata di recente e prende il nome da una delle guglie delle splendide Dolomiti. 1600 mestri e pendenza del 59%.

• P come Passo del Lupo. Una pista lunghissima nell'Appennino Bianco dell'Emilia Romagna. Il Cimone resta una delle destinazioni più popolari dell'Emilia Romagna.

• Q come la Queen delle Dolomiti, cioè Cortina d'Ampezzo: per sciatori esigenti allungatevi nel comprensorio delle Tofane (zona Pomes) con le piste Olimpia, Forcella Rossa e Polvere Bianca. Poi c'è sempre il comprensorio della Faloria.

• R come Roccaraso in Abruzzo. Sono nove le piste difficili della zona. E una regione meno 'popolare' ma 'stupenda' da sciare. Provate la  Toppe del Tesoro.

• S come Santa Cristina (Valgardena): famosa la pista Saslong che arriva fino in paese. Realizzata nel 1968, la Saslong (prende il nome dal ladino Saslonch), scende dai piedi del Sassolungo e fa parte del comprensorio Dolomiti Superski. Su questa pista hanno vinto con gli anni tutti i grandi nomi dello sci internazionale.

• T come la pista Tre Franco Berthod. Una delle sette piste nere di La Thuile.

• U come Unico, come ogni sciatore siete unici e per questo motivo ogni pista rimane una scelta personale. Piste Uniche per sciatori unici. Come unici devono essere gli accorgimenti per non correre rischi e non mettere in pericolo quella di altri sciatori. Le piste nere per esempio sono tutte indicate da segnaletica (UNI) e anche se spesso ci si sente sicuri di percorrerle, il conoscerne una non assicura che si può fare con la stessa dimestichezza una nera in una zona mai esplorata prima. La sicurezza assicura anche divertimento.

• V come Val d'Isère: La pista OK (nome preso dal cognome di due campioni olimpici Henri Oreiller e Jean-Claude Killy. Tutti i nomi che contano hanno lasciato il loro segno. Non resta che provare da voi! Si raggiunge con la funicolare Funival.

• Z come Zum Zeri, nella lunigiana. Un territorio da favola tra Liguria, Emilia Romagna e Toscana.